Utente 253XXX
Salve, grazie a Dio fino ad oggi non ho mai avuto grossi problemi di salute, e non ho avuto mai bisogno di nessuna tipologia di farmaco. Il mio rapporto con i farmaci si riconduce esclusivamente a due episodi: entrambi in età adolescenziale .Il primo, in occasione di due interventi di routine in anestesia totale, quando al secondo intervento ho avuto difficoltà nel risveglio. E il secondo alla comparsa di una banalissima influenza, quando ad una seconda assunzione di aulin, ho avuto un pauroso gonfiore agli occhi. Dopo di questi episodi, ho deciso di fare delle prove allergiche ai medicinali, mi hanno somministrato dei farmaci sostitutivi, che alle prime applicazioni non mi hanno dato problemi, dopodichè stesso pauroso gonfiore agli occhi. Adesso ho 34 anni, qualche acciacco in piu' si inizia a far sentire e anche la maturità di porsi la domanda se mi succedesse qualcosa di piu' grave diventa sempre piu' ricorrente. Signori dottori cosa posso fare in merito? Come posso capire con certezza a quali farmaci sono allergico? Resto in attesa di una Vs risposta e saluto cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Verna
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Gentile utente,
La sua prima reazione avversa a farmaci ad opera degli anestetici generali che le ha provocato una “difficoltà nel risveglio” si può difficilmente inquadrare tra le reazioni allergiche ma fa parte dei noti effetti collaterali ineliminabili dei farmaci in questione. Per essi gioca sicuramente un ruolo la suscettibilità individuale ma, non vedo l’indicazione ad eseguire test allergometrici.
Per quel che concerne la sua ipersensibilità ai Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) – la nimesuline (Aulin) fa parte di questa famiglia di farmaci – i colleghi che l’hanno sottoposta ai test di tolleranza-provocazione con farmaci alternativi le avranno spiegato che quella di cui soffre è una cosiddetta “pseudoallergia”. Alla base di tale disturbo non c’è una reazione antigene-anticorpo, come nelle vere allergie, ma, secondo le evidenze scientifiche più accreditate, c’è l’alterazione di un enzima (la ciclossigenasi) che metabolizza questi farmaci. Tale alterazione comporta la liberazione di tutta una serie di mediatori chimici che provocano nell’organismo delle reazioni che possono mettere anche a rischio la vita dell’individuo e che, spesso, sono indistinguibili clinicamente da quelle allergiche.
Il fatto che il meccanismo alla base del suo disturbo non sia di natura allergica (IgE-mediata) rende inutile qualsiasi tipo di test allergometrico se non l’effettuazione di test di tolleranza-provocazione a FANS alternativi. Nel suo caso, però, prima di tentare un nuovo test di provocazione, sarebbe il caso di escludere altre condizioni che possono aumentare il suo grado di ipersensibilità verso tali farmaci – ad esempio infezioni croniche, alterazioni del complemento, alcune malattie metaboliche ed endocrinologiche, etc. Dato che tutti i FANS agiscono, chi più chi meno, sull’enzima sopra citato, esiste la possibilità che lei non ne tolleri alcuno e debba rivolgersi ad altre classi farmacologiche in caso di necessità di antinfiammatori ed antipiretici.
[#2] dopo  
Utente 253XXX

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Dottore la ringrazio è stato molto esaustivo, ma voglio capire bene come comportarmi.
Qual'è la prima cosa che mi consiglia di fare, per cercare di capire bene un po la situazione?
Quali esami mi consiglia subito di fare? Mi puo'indicare un percorso terapeutico in modo da seguire una logica che mi possa portare a vivere questa situazione con tranquillità? cosa che nessun allergologo è stato capace di fare?
[#3] dopo  
Dr. Nicola Verna
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Gentile utente,
il mezzo da lei scelto per ottenere infomazioni non puo' sostituirsi al consulto medico. Il percorso diagnostico si costruisce ad personam sulla base della raccolta completa ed esaustiva dei dati anamnestici, non solo relativi alle reazioni avverse a farmaci, e sulla visita di un collega specialista nel settore. Questo le consentira' di risparmiare tempo e denaro in termini di esami inutili e di guadagnare in appriatiazza diagnostica sottoponendosi a quegli esami di cui ha veramente bisogno.

Cordiali saluti,

Dr. Nicola Verna


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