Utente 119XXX
Circa due anni fà mi hanno riscontrato (tardivamente purtroppo) una trombosi venosa profonda.Presenza di reflusso popliteo e gemellare mediale a destra da devalvulazione post-trombotica. L'asse femorale superficiale appare pervio e continente seppure in presenza di immagini ecografico riconducibili ad esiti parietali.Il reflusso risulta presente anche in sede di femorale comune.Pervietà del sistema venoso profondo dell'arto inferiore sinistro in assenza di segni di flebotrombosi pregressa o in atto Pervietà e continenza giunzionale della grande e della piccola safena,bilateralmente ,con regolari calibri venosi. Ho 35 anni ho fatto tutte le cure del caso (eparina e calza ) quest'ultima la porto ancora.I risultati sono pessimi perchè da tre mesi a questa parte ho dei bruciori sempre più forti e dolori che partono dalla caviglia sino alla coscia.Ho fatto tutte le analisi del caso e non c'è familiarità, mi hanno detto che con molta probabilià la pillola associata al fumo a provocato tutto ciò.Il chirurgo vascolare mi ha detto che forse dovrò subire un intervento di ricostruzione di neovalvola. Dimenticavo quello che ormai non sopporto più sono le calze, ci può essere una soluzione?e le dovrò mettere a vita?Intanto devo fare una flebografia, però ho un dubbio , se fossi incinta? vorrei sapere se e possibile farla anche se sono incinta e poi vorrei maggiori chiarimenti per quanto riguarda la flebografia.Bisogna incidere? se e si di quanto e dove? posso camminare tranquillamente dopo averla fatta? grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Signora,
Lei ha purtroppo incontrato nel suo destino una patologia che, per quanto non grave e per quanto nel suo caso ben curata comporta inevitabilmente degli esiti (Sindrome postflebitica) che si trova ora a dover affrontare.

Devo purtroppo rappresentarle che la elastocompressione rappresenta il fondamento terapeutico nel controllo di questa patologia,a prescindere dai trattamenti cui si sottoporrà e dal successo degli stessi.

La flebografia trova allo stato attuale rare indicazioni e sicuramente il Collega che l'ha prescritta ne ravvisa nel suo caso una indispensabile necessità, probabilmente in vista dell'intervento cui sarà sottoposta.
E' un esame che espone alle radiazioni ionizzanti e quindi assolutamente controindicato in gravidanza, condizione per altro facilmente escludibile programmandone l'esecuzione in una determinata fase del ciclo o, in caso di dubbio, eseguendo un preventivo test.
L'esame non prevede incisioni, ma solo la puntura in corrispondenza del punto in cui l'angioradiologo praticherà l'accesso al sistema venoso; potrà riprendere la deambulazione dopo una breve attesa.

Nella sezione MinForma troverà un articolo che le potrà essere utile:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=93468

[#2] dopo  
Utente 119XXX

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grazie.