Utente 829XXX
Da circa un anno e mezzo mi sono accorto che avevo un'ernia addominale poiché con il passar del tempo bastava che facevo piccoli sforzi (oppure appena iniziavo a fare esercizi addominali dopo una leggera corsa a piedi che generalmente effettuo tre volte a settimana per stare in forma) e subito iniziava il dolore all'addome, precisamene dalla bocca dello stomaco fino alla parte superiore ell'ombelico, nella cui zona negli ultimi tempi fuoriusciva anche una bozza a forma di uovo in posizione verticale. Altro fastidio emerso negli ultimi mesi erano problemi digerenti, poiché dopo aver mangiato, anche in piccole quantità, accusavo dolore e senzazione di gonfiore allo stomaco. L'esame ecografico ha evidenziato una diastasi dei muscoli retti. La conseguente visita chirurgica ha confermato l'esistenza di un'ernia epigastrica ed ha svelato anche un ernia ombelicale. Lo specialista mi consigliava di eseguire quanto prima un'intervento chirurgico per eliminare le due ernie ed inserire idonea protezione alla zona in cui era presente la diasasi muscolare, garantendomi che dopo 15-20 giorni dall'intervento sarei potuto rientrare a lavoro senza alcun problema, in quanto avrebbe eseguito l'interento in laparascopia -tecnica meno invasiva-.
Mi rivolto allo staff di medicitalia per avere le seguenti notizie:
1) è normale che dopo otto giorni dall'intervento ancora accuso forti dolori all'addome ogni qual volta devo eseguire qualsiasi movimento (es. alzarmi dal letto, voltarmi con il tronco, sedermi ect.), oppure quando sto in piedi?;
2)è normale che dopo otto giorni dall'intervento dal foro nel quale era posto il drenaggio (per cinque giorni) fuoriesce ancora liquido?;
3)fra quanto tempo potrò effettivamente stare bene?
4) che differenza c'era se venivo operato con la tecnica tradizionale e quella della laparascopia che è stata utilizzata?.
Un'ultima richiesta è quella di voler conoscere le cause che portano all'insorgere di ernie epigastriche e ombelicali, tenuto conto che avrei intenzione di farmi risconoscere tali malattie come causa dipendente dal lavoro, visto che lavoro per il Ministero della Difesa da oltre venti anni e non ho mai svolto altra attività lavorativa. In merito volglio precisarvi che nel 2006 ho frequentato un corso addestrativo intenso, nel quale prevaleva l'attività fisica giornaliera (con notevoli serie di addominali, techiche di guerra con l'utilizzo di armi ed equipaggiamenti pesanti, ect.), per poi svolgere una lunga missione all'estero ove l'utilizzo di armi ed equipaggiamenti pesanti era giornaliero. Mi scuso se ho esagerato con le domande e vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Buongioro, cerco di rispondere con ordine ai suoi quesiti:

1) è possibile, il dolore è molto soggettivo e potrebbe essere ancora presente, in questo caso il collega che la segue valuterà la situazione e prescriverà una terapia antidolorifica per il tempo necessario

2)si, è possibile

3)questo non è stimabile a distanza, dipende dai suoi tempi di recupero

4)sostanzialmente la via di accesso. per il resto la tecnica è simile

Le cause per cui si formano le ernie non sono del tutto note, tuttavia sembrano essere correlate a una 'debolezza' congenita dei tessuti in alcune aree del corpo. Non esiste legame tra attivitaà fisica e comparsa di un' ernia.

Auguri!
[#2] dopo  
Utente 829XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per in consulto. Se posso ancora disturbarla vorrei porgele ultre due domande:
- è normale anche che senta l'addome indolensito, senso di gonfiore, e compressione ogni volta che mangio piccole quantità di cibo?
- l'attività fisica del lavoro, della quale le avevo parlato nella precedente e-mail, non può essere correlata in nessun modo con le due ernie che mi sono state operate?.
Grazie nuovamente. Buon lavoro.
[#3] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Teoricamente si, uttavia solo una visita diretta puo' confermare sia un decorso regolare.
Credo proprio di no, tuttavia puo' chiedere un parere se desidera ad un medico legale.
Prego