Utente 257XXX
Un grazie anticipato a chi avrà la cortesia di rispondere.
Sono un ragazzo in buona forma generale, ho 24 anni
2 anni fa ebbi un episodio di fuoriuscita di sangue e crosticine dal pene, preceduto da fuoriuscita di muco. Corsi in ospedale dove mi venne fatta una ecografia ai reni e all'apparato urinario che diede esiti negativi per quanto riguarda i reni, e mostrò una infiammazione a carico della vescica.
Mi venne diagnosticata una infezione all'apparato urinario che fu curata con assunzione di antibiotici.
A seguito di questo episodio, tuttavia, iniziai a sentire come dei corpi estranei all'interno del pene, come se dovessero fuoriuscire dei corpuscoli. Inoltre iniziai a sentire difficoltà e fastidio all'atto dell'eiaculazione, come di ostruzione, e difficoltà a raggiungere e mantenere stabile l'erezione.
Ad un anno di distanza, questo Agosto, ho avuto un episodio di emospermia, in ospedale ho effettuato una ecografia alla prostata che ha evidenziato lievi calcificazioni ed una "marcata ectasia dei plessi venosi periprostatici"
A seguito degli esami di urinocultura e spermiocultura ho scoperto di avere una infezione da eschericia coli in atto, asintomatica.
Dopo aver effettuato la cura con antibiotici l'eschericia coli è scomparsa, tuttavia avevo la candida albicans nello sperma.
Finita la candidosi, ancora eschericia coli, poi un esame finalmente negativo su entrambi i fronti.

Quello che chiedo è: come mai contraggo tutte queste malattie?
Possono essere collegate con le disfunzioni erettili e la sensazione di corpi estranei nel pene?

Vi ringrazio per l'attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,

il quadro che ci descrive sembra suggerire l'ipotesi di calcolosi prostatica, secondaria ad iniziale prostatite, che periodicamente produce infiammazione/infezione della prostata, e che determina la sintomatologia che ci riferisce:
-emospermia,
-sensazione alterata a livello del pene,
-lieve difficoltà di erezione.

Se così fosse (ma la diagosi non può prescindere da valutazione diretta) si tratterebbe di curare gli episodi di infiammazione/infezione della prostata ricorrenti, visto che la calcolosi prostatica non può essere eliminata.

Cordialmente,

Edoardo Pescatori
[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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VICENZA (VI)
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sono daccordo
[#3] dopo  
Utente 257XXX

Iscritto dal 2007
Cosa significa che la calcolosi prostatica non si può curare? Non si può neppure evitare, nel caso, che peggiori? in merito cosa è possibile fare?

Quali sintomi sono associabili alla calcolosi e quali alle ricorrenti infezioni? quando ho effettuato gli esami in agosto avevo una bella serie di infezioni ma mi risultavano quasi del tutto asintomatiche! presumo tuttavia sarebbe opportuno curarle in tempo, come posso scoprire se ho una infezione in atto?

Grazie ancora per la vostra cortesia