Utente 130XXX
Salve,
ho 69 anni, nel 2005 dopo aver fatto una turp, con esame istologico negativo, e dopo vari accertamenti di PSA che man mano andavano ad aumentare, pur restando nei valori (l'ultimo 3.28). Ho eseguito una biopsia prostatica transrettale e sono risultati i seguenti valori:

MATERIALE INVIATO:
1 lobo prostatico dx
2 lobo prostatico sin

REPERTO MACROSCOPICO:
1) Otto cilindri più sei frammenti.
2) Otto cilindri più sette frammenti.

DIAGNOSI:
1) Adenocarcinoma prostatico di tipo acinare score di Gleason 8 (4+4) presente in 5 dei prelievi esaminati
2) Adenocarcinoma prostatico di tipo acinare score di Gleason 7 (4+3) presente in 3 dei prelievi esaminati.

Detto ciò chiedo parere sullo stato avanzato o meno dell'adenocarcinoma(probabili cellule in circolo) e se tutto ciò è totalmente risolvibile con un intervento chirurcico, o altre alternative.
chiedo in oltre avendo un figlio maschio se è di natura familiare.
ringrazio per la disponibilità sperando in una risposta.
Cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe La Pera
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gentile signore , vorrei sapere preliminarmente quanto tempo è passato dalla turp alla biopsia ?
per quanto riguarda la possibilità che vi possono essere delle cellule in circolo non è possibile ricavarlo dalla biopsia . Diffcile darle un pare specifico rispetto alle possibilità di cura nel suo caso specifico in generale ci sono delle alternative terapeutiche alla chirurgia radicale della prostata come ad esempo ma non esclusivamente la radioterapia . In genere la mia opinione nei soggetti in buone condizioni generali (assenza di cardiopatie o altre malttie gravi) con meno di 70 anni e gleason 8 è quello di fare un intervento chirurgico ma questa mia esperienza pur basata su una venticiquennale esperienza varia da caso a caso e deve tenere presente molte altre variabili qui non analizzabili come ad esempio la visita della prostata . Non è possibile quindi darle qui una risposta conclusiva perche lei possa fare una scelta e consigliarle ragionevolmente una decisione cosi importante attraverso il web. vanno cioè affrontati i possibili rischi di non riuscire a controllare la malattia e gli effetti collaterali che si è disposti a sopportare : un bilancio ed una decisone che puo essere fatta solo stando uno di fronte all'altro e ricevendo tutte le spiegazioni ed informazioni del caso.
Infine per quanto riguarda suo figlio in termini di rischio avere avuto il padre con un tumore aumenta di poco la probabilità di esserne colpito. Molto piu alta invece è la probabilità di sviluppare un cancro per un fratello perché la componente genetica della madre pesa molto di piu sulla genesi del tumore che non quella del padre ma qui il discorso diventa troppo tecnico e impossibile da sintetizzare e semplificare. Tutto quello che deve fare suo figlio, allo stato attuale delle conoscenze, è di anticipare di dieci anni i controlli previsti per la prostata che negli uomini senza familiarità generalmente partono dai 50 anni ed iniziare a controllarsi dai 40 anni in poi.
[#2] dopo  
Utente 130XXX

Iscritto dal 2009
Innanzi tutto la ringrazio molto per la sua esauriente risposta, per quanto riguarda il tempo intercorso tra la turpe e la biopsia sono 4 anni, faccio presente però che già da un ecoprostatica transrettale fatta un anno fa, si vedeva un corpo di circa 1 cm, sospettato come esito cicatriziale, ecco perchè mi sono deciso a fare a distanza di 10 mesi la biopsia, visto che anche nel frattempo andava aumentanto il PSA pur restando nei valori sino a 3,28.
Dopo le nostre comunicazioni io ho effettuato una scintigrafia ossea ed una tac total body, cn un esito negativo riguardo alle eventuali metastasi.
Nel frattempo sto prendendo delle pasticche di ANDROCUR 100.
La ringranzio nuovamente, e mi scuso per il prolungato ritardo nella risposta, ma come già detto, aspettavo i risultati dei diversi esami sopra elencati.
distinti saluti.