Utente 111XXX
Sono un ragazzo di 36 anni con già alle spalle due episodi di TVP ed embolie polmonoari fortunatamente risoltesi.
Inoltre ho una mutazione del fattore V Laiden e resistenza alla proteina C Reattiva.
Nel mese di settembre sono stato ricoverato presso l'ospedale San Raffaele per una lieve eschimia transitoria all'occhio destro che secondo il parere dei medici è stata provocata sempre da un problema venoso.
Anche questo problema si è risolto nell'arco del ricovero di 10 giorni.
In questo ricovero sono stati fatti tutti gli accertamenti per escludere eventuali altri problemi l'unico dato che è emerso con esito negativo è stato un ecogardio transofageo.
Da questo esame è emerso che vi è un problema al cuore, ovvero è stato travato un forame pervio (PFO). L'eco riporta il seguente referto: pervietà del forame ovale con positività del test alle microbolle in condizioni basali e dopo valsalva di grado severo.
Assenza di fonti cardioemboliche in atto, normali dimensioni e funzioni sistoliche del ventricolo sx, normale riempimento distolico, prolasso di entrambi i lembi mitralici con insufficienza di grado lieve, dilatazione atriale sx (30 ml/mq). Normale la valvola aortica, pressioni polmonari ai limiti della norma (Paps 33mmHg).
Alla base di tutto questo i medici hanno deciso di intervenire tramite chiusura del PFO, intervento che sarà effettuato il 16/10/2009.
Il problema grosso che ora continuo ad avere è questo senso di affaticamento e di stanchezza che mi si presenta al minimo sforzo e che mi rende abbastanza difficile svolgere la mia vita quotidiana.
Anche nel fare una rampa di scale rimango proprio in apnea per qualche secondo.
Vorrei sapere come prima cosa in cosa consiste l'intervento al quale mi devo sottoporre e come viene svolto, e successivamente se il problema può essere dovuto alla valvola mitralica.
Resto in attesa e cordialmente saluto.

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
in base al referto ecocardiografico riportato, il lieve prolasso mitralico e la buona funzionalità cardiaca, non possono giustificare la sua dispnea, che probabilmente ha diversa causa, probabilmente respiratoria.
Attualmente la chiusura del PFO avviene per via percutanea, ossia tramite un device (un piccolo "ombrellino") introdotto per via femorale attraverso un catetere. Trattasi di un semplice intervento che richiede una minima ospedalizzazione con una bassissima incidenza di complicanze.
Saluti