Utente 131XXX
Soffro da 4 anni di dolore testicolare molto forte. Sono un uomo di 26 anni.
Il dolore non é stabile, ma "migra", può affliggere il testicolo destro oppure il sinistro, mai insieme.
Il dolore é 24 ore su 24, ed ha un livello di base già altissimo e dei picchi acuti indescrivibili.
I due fattori scatenanti sono senza dubbio l'eiaculazione e soprattutto l'evacuazione intestinale: dopo l'evacuazione ci sono almeno 3-4 ore di dolore acutissimo.

Finora sono state tentati un fissaggio testicolare (con resezione delle vaginali) e una decompressione dei nervi pudendi, ma nessun risultato.
I batteriologici sono tutti negativi da sempre (cadenza trimestrale).
Infiltrazioni dei nervi pudendi non hanno dato risultati: solo un beneficio temporaneo del perineo, ma i testicoli zero.

Il medico di base, come unica certezza, mi dice che non é un dolore locale, ma riferito, a maggior ragione visto il fatto che "migra" da una parte all'altra.

Come possibili ambiti da indagare mi ha parlato di appendicopatia subacuta e soprattutto di alcuni tipi di ernia, di dimensioni estremamente piccole e di difficile individuazione, che possono causare problemi di questo tipo. Soprattutto considerando il ruolo determinante che l'evacuazione ha sul dolore.
Non scarta a priori una sofferenza del pavimento pelvico, che tuttavia, secondo lui, non può essere la causa primaria di un dolore testicolare così acuto.

Alcune particolarità:
1) L'evacuazione molte volte provoca istantaneamente una "migrazione" del dolore da un testicolo all'altro: una forte fitta al perineo e all'inguine durante il ponzamento e migrazione del dolore;

2) Il semplice movimento intestinale é in grado di causare queste "migrazioni";

3) Alle volte ho un dolore atroce proprio ad epididimo e deferente sinistri, acutissimo (intrattabile dal medico, per intenderci, parole del medico di base), che riesco a riportare a livello "standard" (cmq altissimo) solo con un'evacuazione forzata mediante enteroclisma di 1-2 litri d'acqua tiepida: ma ci vogliono almeno 24-36 ore dopo il clistere prima di tornare al dolore "di base";

Considerato il quadro e gli evidenti nessi causa-effetto con l'intestino e l'evacuazione, quali possono essere le possibili cause del mio problema, secondo voi? E come muovermi di conseguenza? In relazione alle possibili cause non urologiche, esistono potenziali nessi patologici tra intestino e i miei dolori?

Vi ringrazio dell'aiuto, ho bisogno di un parere per orientarmi.

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Dr. Stefano Spina
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Il caso sembra estremamente complesso, ma direi che l'unica cosa da fare a questo punto e' partire dal dato certo che abbiamo dal punto di vista strumentale, e cioe' da quei potenziali evocati che hanno evidenziato una notevole alterazione della conduzione elettrica specialmente a carico del pudendo sinistro. Questo vuol dire, come del resto gia' le ha scritto il dott. Beretta, che il problema deve essere, almeno in prima istanza, sottoposto al parere diretto di uno Specialista in Neurologia.
Cordiali saluti