Utente 183XXX
Mia madre di 76 anni dopo una visita cardiologica ha riscontrato questa patologia:
- Cardiopatia valvolare mitralica (insufficienza mitralica di grado severo);
- Sovraccarico volumetrico atriale e ventricolare sx, con iniziale riduzione della funzione contrattile ventricolare;
- Paziente in fibrillazione atriale di epoca indeterminata, con attuale FVM tendenzialmente elevata;
- Moderata ipertensione polmonare (PAPS di 45 MMHG), con insufficienza tricuspidalica di media severità e sovraccarico delle sezioni cardiache dx;
- Ipertensione arteriosa (PA 185/100 MMHG);
- Non segni di ischemia miocardica basale;
- Soggetto affetto anche da bronchite cronica e dispnea notturna.
Pratica la seguente cura da 6 mesi senza notevoli progressi:
- ZOPRANOL 30 1 cpr al mattino;
- DIURESIX 1 cpr al mattino;
- LANITOP 10 gcc dopo pranzo;
- COUMADIN ore 18 dosaggio variabile legato ai valori del tempo di protrombina suggerite dal medico curante.
- aerosol serale con CLENIL A fiale più SOBREPIN fiale.
Senza consultare il cardiologo il medico curante le ha suggerito di sostituire COUMAIDIN con CARDIOASPIRIN. Tutto questo quali benefici e quali danni può provocarle? È giusto quanto sta facendo? Aggiungo che la paziente ha subito l’intervento della coleciste. Grato di una risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Scrivano
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PALERMO (PA)
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Gentile Utente,
per quanto io ne sappia l'uso di ASA (Cardioaspirin) dovrebbe venire limitato ai pazienti con fibrillazione atriale non reumatica, di età inferiore ai 65 anni ed asintomatici (tutte e tre le condizioni devono ricorrere - da una metanalisi pubblicata nel 1994). In Italia, l'indobufene (IBUSTRIN) ha ricevuto l'indicazione alla somministrazione in soggetti con fibrillazione atriale non valvolare, in scheda tecnica.
In tutti gli altri casi, almeno attualmente, l'unico farmaco indicato resterebbe l'anticoagulante orale
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Francesco Montella
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ROMA (RM)
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Il dubbio fra ASA ed anticoagulanti orali nella fibrillazione atriale per la profilassi delle embolie cerebrali è stato ormai sicuramente risolto in favore della terapia anticoagulante. E' stato dimostrato in numerosi studi che la terapia con anticoagulanti orali, mantenendo il valore dell'INR fra 2,5 e 3, è la migliore prevenzione delle tromboembolie cerebrali possibile.
L'uso dell'Aspirina, soprattutto nei soggetti anziani, non raggiunge l'obiettivo di una prevenzione efficace e presenta notevoli effetti collaterali che, a livello gastrico, possono anche essere molto gravi.

Seguirei senz'altro il consiglio del cardiologo.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Marco Marilungo
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APRILIA (LT)
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Io, alle persone che si trovano nelle stesse condizioni della Sua mamma, consiglio coumadin, o sintrom.
Sono in accordo con il Collega Montella.

Marco marilungo