Utente 132XXX
Nel 2006 ho avuto dei dolori retrosternali, non individuati come dolori anginosi e confusi con un'ernia iatale.
Continuando i controlli, dopo alcuni mesi mi è stato prescritto un'elettrocardiogramma al cicloergometro e poi di eseguire una coronarografia.
La diagnosi è stata l'ìocclusione dell'arteria coronaria discendente, parzialmente compensata con un circolo collaterale, e subito mi hanno impiantato uno stent.
Adesso ho 45 anni, la pressione è nella norma, eseguo una volta l'anno un'elettrocardiogramma al cicloergometro, faccio moderatamente attività sportiva ed immersioni sub con le bombole, ma a profondità contenute nei 20 m..
Stavo per richiedere il controllo annuale ed effettuare l'elettrcardiogramma al cicloergometro, ma mi è stato consigliato, visto il tempo trascorso, di effettuare dei controlli più approfonditi ed un'altra coronarografia.
Non ho problemi particolari e la mia condizione di salute mi sembra invariata da quando ho subito l'intervento, sono leggermente in sovrappeso e non sono riuscito a smettere di fumare.
Cosa mi consigliate? E' opportuno ripetere un'esame cosi invasivo o è sufficiente il controllo di routine o vi sono altri controlli sufficientemente attendibili, che possano dare un quadro esatto delle mie condizioni di salute?

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
sebbene l'angiografia coronarica rappresenti il miglior modo per la visualizzazione diretta di eventuali stenosi residue, non è di certo l'esame da richiedere in prima battuta per il controllo periodico di una cardiopatia ischemica. In tal senso infatti, il cardiologo può optare per vari esami di imaging che vanno dall'ecocardiogramma basale all'ecostress fisico e/o farmacologico oppure alla scintigrafia miocardica se non alla TAC coronarica. Le opzioni, come vede, sono multiple e vanno accuratamente scelte dal collega che la segue.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 132XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la cortese risposta, scusate se approfitto della Vs. disponibilità, vorrei esporvi il motivo dei miei dubbi, per avere un consiglio oltre che medico anche comportamentale.
Il consiglio non mi è venuto dal cardiologo di fiducia, che mi ha seguito dall'elettrocardiogramma al cicloergometro alla coronarografia e fino ad oggi in tutti i controlli successivi, di cui ho stima e non ho motivo di dubitare delle sue capacità, attesa la brillante risoluzione del mio problema, malgrado sembra che abbia preso uno scivolone.
Per quanto mi riguarda il problema era superato e dimenticato, se non per i controlli periodici, per altro anche legati alle attività fisiche che effettuo ed atteso che non svolgo propriamente una vita tranquilla per via del lavoro.
Ho chiesto un controllo ad un vecchio neurologo ormai in pensione, per via di qualche mal di testa tensivo, probabilmente legato a stress ed un po di artosi.
Il medico mi ha chiesto ogni cosa avesse potuto connotare il mio quadro clinico dalla nascita ad oggi, e quindi anche di questo episodio, atteso il rapporto di amicizia ha iniziato ad interessarsi di tutto e si è molto allarmato per questo iniziando a consigliare un controllo di un'altro medico ed un'altra coronarografia.
Tutto questo mi ha fatto ripiombare improvvisamente nell'incubo di quel periodo, con i terribili dolori che mi impedivano di dormire la notte e mi toglievano il fiato a sorpresa impedendomi anche solo di fare qualche passo.
Però ragionando da lucido penso che forse vi sia qualche esagerazione, non so a questo punto, anche considerando il tempo trascorso, pur essendo in buone condizioni di salute, se posso realmente essere esposto ad una ricaduta e se è sufficiente rifare i controlli periodici e parlarne serenamente con il mio cardiologo o se chiedere controlli più approfonditi per avere la tranquillità e/o la piena cognizione delle mie condizioni.
Chedo scusa per la lungagine ed anche un po per lo sfogo, vi ringrazio anticipatamente per la risposta.