Utente 132XXX
salve, a mio padre (59 anni) dopo un'ecografia all'addome x dei dolori gli hanno riscontrato un linfonodo pancreatico. gli esammi successivi hanno evidenziato: 06/10/09 aspetto disomogeneo della testa pancreatica e parte del corpo ove si apprezza lesione costantemente ipodensa,con arricchimento contrasto grafico periferico, che determina dilatazione del dotto di Wirsung(1cm diam)Non dilatato il coledoco. x quanto riguarda i rapporti con le strutture vascolari,nn apprezzabili piani di clivaggio con l'arteria epatica comune,che si dispone immediatamente al di sopra di della massa;l'arteria gastroduodenale viene circondata x meno di 180° ma x 18mm estensione cranio-caudale;l'oliva portale è abbracciata dalla massa x più di 180° (22mm in assiale e 0.95cm in cranio-caudale);la vena mesenterica superiore appare lambita per meno di 180° e meno di 1cm in cranio-caudale.
ALTRO ESAME:Alivello epatico si apprezza grossolana lesione di circa 2.86x2.72 cm disposta in corrispondenza del passaggio V-VI segmento epatico, ed almeno 3 subcentimetriche rispettivamente due all'VIII ed un al V segmento epatico,di significato ripetitivo. Grossolana cisti renalea sinistra con diametro anteposteriore di circa 10.65cm,cranio-cuadale di circa 8.24cm e laterolaterale di circa 8.14. piccola cisti renale a destra.non lesioni surrenaliche.non lesioni spleniche.Subcentimetrica milz accessoria. Non masse centrolateropelvica. Alcuni linfonodi in sede paraortica e periaortoportale. Minima quota di liquido nel cavo vescico-rettale. Con setting osseo non si apprezzano lesioni di significato ripetitivo.
C.R lesioni primitiva pancreatica al passaggio testa-corpo che determina dilazione del wirsung e con verosimili segni di infiltrazione dell'arteria gastroduodenale e dell'oliva portale. Lesioni ripetitive epatiche.A questo manca solo l'esito della biopsia che avremo tra una settimana.--------------
A seguito di questi referti i dott. ci hanno detto che non c'è nulla da fare, che non si può operare e che al massimo si può optare a delle chemioterapie. ci hanno fatto tanti auguri dicendoci che gli resta da vivere da 2 mesi a un anno.ora io mi chiedo, è davvero un caso senza speranze? nemmeno con le nuove tecnologie molecolari si può intervenire? datemi un consiglio, un parere. vorrei portarlo in un centro specializzato,ma non so dove rivolgermi.è possibili che dobbiamo arrenderci così? grazie mille a chi mi vorrà rispondere.
[#1] dopo  
Dr.ssa Claudia Baiocchi
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Caro utente,
Suo padre è affetto da neoplasia pancreatica con metastasi epatiche.Trattasi di una forma tumorale molto aggressiva.Sono d'accordo con i medici curanti in parte si' e in parte no. Sono d'accordo sulla inoperabilità della lesione e sulla poca utilità della chemioterapia o altre tecnologie,mentre penso che, dato il compartamento bizzarro e imprevedibile di tale neoplasia,non si a il caso di pensare di arrendersi o fare previsioni sulla durata della malattia.
Quello che potete fare è di consentirgli le migliore condizioni di vita con adeguata alimentazione e idratazione e utilizzo di ogni terapia antidolorifica disponibile,senza peregrinare per vari centri. In pratica può pensare alla lunga vita di suo padre, aiutato da terapie di nutrizionali e di supporto e analgesiche.
A risentirci
[#2] dopo  
Utente 132XXX

Iscritto dal 2009
gentile Dr.ssa, la ringrazio per l'attenzione che ha voluto mostrarmi.
anche l'ultima visita ha dato esiti più o meno uguali; ci hanno dato da eseguire chemioterapia una volta a settimana con l'intento di bloccare l'espandersi ulteriore delle metastasi.
a questo punto, che dire... speriamo bene.

La ringrazio ancora per il suo suggerimento e la sua attenzione, cosa che che non ho riscontrato nei contatti "diretti" con i medici.
a volte basterebbe un pò di umanità...