Utente 132XXX
Vorrei gentilmente sapere se potete darmi un consiglio sulla mia situazione:
A seguito di un incidente frontale con un ragazzino che procedeva contromano mi hanno
Diagnosticato il 15 /08/09 la frattura scomposta del condilo mandibolare destro con sublussazione della relativa articolazione. L’operazione effettuata il 21/08/09 è stata la riduzione chiusa di frattura mandibolare/posizionamento di 4 viti e bri/bloccaggio rigido intermascellare
Blocco tenuto per 30 giorni fino al 22/09/09
Nel reparto maxillo facciale di Cagliari mi dicono che l’operazione effettuata è ben riuscita e mi porterà con una adeguata fisioterapia a riposizionare bene la dentatura che attualmente poggia prima sul lato della frattura. Il radiologo certificando successivamente al bloccaggio (con rx stratigrafica frattura del condilo mandibolare destro con sublussazione della relativa articolazione) ritiene sia anomalo effettuare il bloccaggio tenendo la mandibola non perfettamente posizionata nel condilo (in effetti come potevano posizionarla bene senza operare in maniera invasiva!)
Visitato da un chirurgo maxillo facciale esterno all’ospedale ribadiva anche lui le perplessita’ consigliando esame tac volumetrica e ipotizzando una nuova operazione con placca e viti. La mia dentatura e’ stata lesionata in 3/4 denti ed ora non vorrei spendere le considerevoli cifre per il ripristino non avendo la ragionevole certezza della giusta posizione della mia mandibola, anche per i risaputi problemi che ciò potrebbe comportare.
Mi rendo conto della difficoltà di un parere a distanza, (che comunque gradirei ricevere comunque) e vi sarei grato se voleste indicarmi un chirurgo nelle vicinanze di Milano o Roma (per la comodità aeroportuali), o comunque un chirurgo in altre regioni che possa darmi una diagnosi affidabile.

Vi ringrazio dell’attenzione e vi saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Maria Miotti
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UDINE (UD)
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Gent.mo Sig.re,
nella maggioranza dei casi anche un intervento conservativo di frattura condilare mandibolare porta ad un buon risultato funzionale.
Non è possibile, tuttavia, fornire un parere in assenza di visita specialistica e documentazione clinica.
Le consiglio di visitare il sito www.sicmf.org. Troverà quanto richiede.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Carmine Taglialatela Scafati
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POZZUOLI (NA)
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Gentile utente, non ho capito bene il tipo di trattamento che le hanno effettuato. Mi sembra comunque che è stato sottoposto ad un trattamento conservativo con blocco intermascellare rigido su viti trans mucose per trenta giorni. Lei in pratica, non è stato operato. Per esperienza personale e per quelle che sono le linee guida della letteratura scientifica internazionale, le dico che nella grande maggioranza dei casi, le fratture dei condili mandibolari, vanno benissimo, se trattate in modo conservativo. Nel suo caso però, non sono d'accordo sul blocco rigido che le è stato applicato. Il blocco rigido, va riservato, in alternativa alla chirurgia, quando si riesce a ridurre la frattura del condilo, o quando la frattura già di per sè è ingranata. Se viceversa, come nel suo caso la frattura non era ridotta (cioè allineata), il blocco intermascellare per trenta giorni, è stato perfettamente inutile.Nei casi come il suo, la terapia funzionale precoce, applicata dopo circa dieci giorni dal trauma, è la soluzione migliore.
[#3] dopo  
Dr. Alessandro Medici
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ALESSANDRIA (AL)
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Gentile Utente,
concordo con i colleghi e mi permetto di darle qualche approfondimento.
La terapia delle fratture condilare è ben codificata e sul sito della società italiana di ch. maxillo facciale può trovare le linee guida http://www.sicmf.org/AggDiagnTerapeu.html .
Dal suo racconto mi pare di aver capito che il blocco rigido è stato ottenuto mediante 4 viti transmucose.
Normalmente per le fratture condilari vengono applicate invece delle ferule (una sorta di apparecchio ortodontico che abbraccia tutti i denti) sulle quali poi viene posizionato il blocco che può essere rigido o elastico.
Le ferule hanno la duplice funzione di trovare la corretta occlusione facendo toccare tutti gli elementi e di cosentire la cosiddetta ginnastica di Delaire (non vado oltre per evitare cose troppo tecniche).
Dal suo racconto purtroppo, come normale in un post, mancano diversi elementi come il numero e le condizioni dei denti, la conformazione della mandibola e mascella, l'occlusione pre trauma e altre indicazioni che sono certo i colleghi hanno tenuto conto nel prediligere un tipo di terapia rispetto ad un altro.
Mi permetto di consigliarle di non intraprendere un viaggio con la convinzione che sul continente o risalendo lo stivale vi sia maggiore competenza.
Se proprio cerca un altro parere le consiglio di rivolgersi alla maxillo di Sassari il cui personale è di provata competenza provenedo dalla scuola Brusati-Sesenna
Questo senza nulla togliere ai colleghi di Cagliari.
Saluti