Utente 959XXX
buongiorno, visto che tra qualche anno mia zia dovrà essere rioperata per la sostituzione della valvola aortica, riparata 6 anni fa (durante un intervento per anerisma aortico ascendente), vorrei farvi 2 domande:
- il reintervento che rischi comporta?
- ho letto che ci sono nuove metodiche in via di sperimentazione per la sostituzione della valvola aortica, è vero però che se la paziente è già stata operata (come nel caso di mia zia) per mettere protesti tubo aortico (scusatemi se la terminologia non è delle migliori) non può essere sottoposta a questo tipo di intervento?

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
Il rischio di un reintervento è statisticamente maggiore rispetto al primo intervento. Inoltre bisogna considerare l'età del paziente e le condizioni cliniche generali.
La presenza del tubo in aorta controindica l'impianto della protesi aortica per via percutanea.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 959XXX

Iscritto dal 2009
prima di tutto la ringrazio per la Sua risposta. inoltre vorrei chiederle perchè non è possibile fare questo tipo di operazione, o meglio: cosa comporta il fatto che sia stato impiantato il tubo aortico. In secondo luogo, vorrei sapere se secondo Lei, con gli anni ci saranno dei progressi in questo ambito o non sarà mai possibile che si arrivi ad effettuare questa operazioni anche nel caso di mia zia. si stanno studiando anche casi come questi anche se sono più rari?
Cordiali saluti
[#3] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
L'impianto di una endoprotesi aortica, ovvero di una valvola artificiale inserita per via femorale, presuppone la presenza di un margine di aorta dove la protesi si possa ancorare. Se al posto dell'aorta è presente un tubo, la valvola non ha supporto per l'ancoraggio.
Non credo che nel giro di pochi anni si troverà un modo per evitare il reintervento nei pazienti come sua zia. Consideri anche che se la paziente non ha altre patologie gravi (insufficienza renale, diabete, coronaropatia, insufficienza respiratori,...) e se non è molto anziana (oltre gli 80 anni) il rischio del reintervento non è proibitivo.
Cordiali saluti