Utente 132XXX
Gentile Dottore, Le scrivo per mia madre 79enne alla quale hanno diagnosticato, a seguito controllo di routine per una emorragia sopracongiuntivale occhio sx (visita oculistica e cardiologica ECG e holter pressorio e cardiaco e ecocolor doppler), una cardiopatia ipertensiva da circa due anni, caratterizzata da "sbalzi di pressione e extrasistole sopraventricolari (all'epoca circa 2000) va sottolineato che ella ha sempre avuto una pressione tendente al basso (ipotensione) ed era ed è asintomatica, inoltre ella è anche bradicardica (50-65 battiti al minuto di giorno), per cui il cardiologo prescriveva Lortaan 12.5 1 volta al giorno.
A giugno 2009 è stata operata di cataratta occhio sx e a settembre ha avuto 1 episodio di nuova emorragia sottocongiuntivale (premetto che ha varie fragilità capillari anche altrove), ha pertanto ricontrollato pressione e cuore con il seguente risultato: "Aumento delle extrasistole sopraventricolari (circa 8000)e fibrillazione atriale", il cardiologo le ha prescritto per 15 gg, in via sperimentale per poi ripetere subito dopo ECG dinamico 24 ore, Almarytm 100, metà compressa mattina e sera, con controllo pressione e polso prima e dopo.
Ora a una settimana dall'inizio di Almarytm 100 (continuando a prendere anche Lortaan 12,5)mia madre ha avuto un'altra emorragia sottocongiuntivale (l'oculista ha escluso collegata all'operazione di cataratta e ha diagnosticato una lieve ipertensione oculare di 1 grado), nel frattempo la pressione arteriosa, misurata più volte al giorno in casa al polso con bracciale digitale Omrom, non supera mai max 140/80 e o 110/60 circa, e il polso varia dalle 50 alle 60 pulsazioni al minuto.
Ora dovrà fare il controllo dopo una settimana ancora di Almarytm 100, la sua preoccupazione è sapere se la cura fin qui seguita può essere quella giusta, (avendo sentito da più parti e letto nel bugiardino che gli aritmici possono avere effetti collaterali ancor più nocivi della patologia) e soprattutto se è meglio fare altri controlli visto che lo stesso cardiologo avrebbe voluto, potendo, evitare di darle altri farmaci per il fatto che ella è si ipertesa (per picchi pressori) ma anche ipotesa, per il fatto che ha tante extra sistole sopraventricolari ma è anche bradicardica, voglio infine chiedere se le extra sistole sopraventricolari possono dipendere anche dal fatto che mia madre ha una altrettanto complicata situazione gastrointestinale (Portatrice HCV positiva da anni, operata di coleciste per pregressa pancreatite da calcolo nel coledoco, parecchi diverticoli, colitica), per cui che cosa mi consiglia?
La ringrazio anticipatamente e mi scuso se sono stata lunga e forse confusa.

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[#1] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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Gentile utente,
il quadro da lei esposto non è molto lineare. Come prima cosa, si parla di una cardiopatia ipertensiva ma la diagnosi sembra formulata senza avere effettuato un ecocardiogramma. D'altro canto, la terapia prescritta è alquanto "blanda" in quanto il Losartan al dosaggio di 12.5 mg ha ben pochi effetti sulla pressione arteriosa. Infine, c'è la diagnosi di fibrillazione atriale che può avere la sua causa anche nei problemi che lei descrive a carico dell'apparato gastrointestinale. Per quanto riguarda la terapia di quest'ultima con l'Almarytm, c'è da fare una precisazione: tale faramco è molto utile nel favorire la regressione dell'aritmia, ma va utilizzato con modi e tempi giusti. Poichè la fibrillazione atriale può comportare la formazione di piccoli coaguli nel cuore, si può tentare di interrompere immediatamente tale aritmia solo quando diagnosticata entro i 2-3 giorni. Oltre tale limite, per il rischio di quei coaguli di cui le accennavo, diventa necessario scoagulare il paziente per evitare problemi tromboembolici al ritpristino del normale ritmo. Nel caso specifico, visti gli episodi di emorragia congiuntivale, deve essere ben ponderato il rapporto tra rischio e benficio dell'anticoagulazione. L'importante è essere seguiti costantemente dallo stesso medico che, conoscendo bene la sua storia clinica, la saprà indirizzare al meglio.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 132XXX

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Gentilissimo Dott. Tagliamonte La ringrazio molto per la sua immediata risposta, mi preoccupa adesso un po' ciò che mi scrive circa la scoagulazion, anticoagulazione o meno (anche perchè sono ignorante in materia, per cui Le chiedo in cosa consiste?).
Riguardo invece alla cardiopatia ipertensiva è stata diagnosticata 2 anni fa da una eco color cardiaca.
Infine circa la situazione gastrointestinale cosa mi consiglia di fare? Le chiedo questo perchè rivolgendoci, noi pazienti, oggi a più specialisti abbiamo la sensazione che si perdi di vista l'insieme (almeno nel mio caso) del quadro clinico del soggetto ammalato e ci sentiamo un po' persi (Io in particolare sono molto sola e ho solo mia madre!)
Mille Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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Gentile utente,
per anticoagulazione si intende una terapia farmacologica che rende il sangue "meno coagulabile", cioè rende più difficile la formazione di coaguli. In alcuni casi è una terapia che può essere intrapresa temporaneamente mentre in altri casi va assunta per sempre.
Per quanto riguarda la situazione gastrointestinale, andrebbe ciclicamente effettuata una terapia specifica per proteggere lo stomaco, in quanto la patologia che lei ha riportato tende facilmente a recidivare, soprattutto in occasione dei cambi di stagione.
Cordiali slauti