Utente 930XXX
Salve a tutto il gentile staff.
Torno a scrivere su questo sito dopo un consulto che chiesi tempo fa in merito al mio problema.
Ho 23 anni e ho sempre sofferto di una certa forma di disfunzione erettile sopratutto in fase di mantenimento che,dopo vari esami e analisi(dosaggi ormonali,eco color doppler penieno,rigiscan),mi è stata diagnosticata essere una d.e di tipo psicogeno.
Dopo una terapia di tipo "riabilitativo" prescritta dal mio andrologo a base di levitra 5 mg da assumere la sera prima di andare a letto gli unici risultati che ho ottenuto sono stati quelli di notare un lieve rinvigorimento delle erezioni mattutine(che praticamente non ho quasi mai,anche se l'esame rigiscan ha monitorato che quelle notturne sono invece valide),ma l'effetto è stato circoscritto solo ai 2 mesi della terapia...svanendo poi una volta conclusasi la stessa.
La psicoterapia non ha certo risolto a sua volta il problema,tanto è vero che l'ho sospesa per un certo periodo,riprendendola però da circa un mesetto a questa parte.
Inutile dire che nella mia situazione azzardare rapporti sessuali risulta oramai difficile e anche il desiderio noto che sta iniziando a calare.
Anche durante la masturbazione le cose continuano ad andare così e così...con il pene che raggiunge anche la massima rigidità ma la perde inesorabilmente se non piu stimolato manualmente,cosa che mi fa sempre piu pensare che un substrato organico del mio problema sotto sotto esiste.
Ho sentito poi recentemente che è possibile scoprire le alterazioni microstrutturali del tessuto erettile tramite biopsia dei corpi cavernosi e che anzi sottoponendo alcuni pazienti classificati come psicogeni a questo esame si sono notate svariate alterazioni come ad esempio sovrapproduzione di collagene,danno endoteliale,diminuita percentuale di cellule muscolari lisce,alterata produzione di ossido nitrico,alterata percentuale di cellule fibroelastiche,tutti sintomi di un problema palesemente organico ma che l'eco dopller e il rigiscan non possono vedere...
In base alla Loro esperienza,potrebbe essere questo anche il mio caso?
Farei bene secondo Loro a sottopormi anche alla biopsia dei corpi cavernosi e della tonaca albuginea per togliermi anche questo scrupolo?
Intanto la psicoterapia la proseguo lo stesso,visto che è l'unica strada percorribile...
Cordiali Saluti e grazie per le eventuali risposte.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
il coler cercare cause gfisiche ad ogni costo è tipico dei problemi psicogeni: vedasi fibre collagene e quant' altro. éPer il resto devo rimettermi a quanto diagnosticato in diretta: di qua non posso contraddire. La biopsia se la dimentichi non serve.
[#2] dopo  


dal 2013
Egregio dr.Cavallini grazie 1000 della risposta,ma potrei sapere come mai la biopsia dei corpi cavernosi(che lei reputa inutile) viene invece utilizzata in sedi di ricerca e mai invece proposta dagli andrologi ai propri pazienti?
in effetti non cambierebbe poi molto,visto che alla fine gli approcci terapeutici sono sempre gli stessi(inibitori dela pde 5 nei casi di routine,iniezioni intracavernose o addirittura impianto protesico nei casi piu gravi).
Non crede però che la ricerca andrologica debba cercare soluzioni quanto piu durature e permanenti possibili a questo flagello dell'impotenza piuttosto che spendere tutti i soldi a disposizione solo nella ricerca di nuovi inibitori da mettere sul mercato(ho sentito che presto ne usciranno di nuovi) che alla fine sotto sotto sono tutti piu o meno uguali?
Forse avere malati di impotenza cronici fa molto piu comodo alle case farmaceutiche piuttosto che aiutare queste persone a guarire una volta e per tutte,oltre che ai vari psicologi e psichiatri che hanno un ruolo non indifferente in queste problematiche.
Io da persona affetta da impotenza psicogena non posso far altro che continuare con la psicoterapia,ma credo che ciò che ho detto non sia poi follia allo stato puro,e voglio precisare che io di medicina non capisco quasi nulla ma su questa patologia,giacchè mi coinvolge in primo piano,mi sono informato e molto bene anche.
Con questo spero di non aver aperto un dibattito critico,giacchè la mia posizione al riguardo non è assolutamente una critica contro la vostra classe medica di andrologia ne tantomeno quella psicologica,spero anzi di continuare con voi un dibattito costruttivo circa la questione.
Cordialità.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Vramente le sedi di ricerca che lei dice la prraticano per ben altri mmotivi che quelli diagnostici correnti. In tal senso venne definitivamente abbandonata dal 1999 al Congresso della società Americana di Urologia, che decretò fra l' altro la fine della cavernosografia/metria. Quanto ad aprire difficile. Nessuno con cervello la più.