Utente 133XXX
A seguito di un linfonodo, di una certa consistenza e duro, apparso sul collo nel gennaio di quest’anno e scoperto incidentalmente (a tutt’oggi non mi dà alcun fastidio) ho fatto delle indagini (dalle due ecografie eseguite a distanza di poco tempo i linfonodi sembrerebbero di più ma solo uno è piuttosto consistente). Dopo vari esami del sangue alla fine si è scoperto, solo a settembre, che ho la sifilide (negativo invece il test sull’HIV).
Il medico mi ha prescritto tre cicli di penicilline ogni 3 giorni per il primo mese e dopo una pausa di un mese dovrei ripetere altri 2 cicli con punture ogni 4 giorni.
Non nascondo che la cosa mi ha molto destabilizzato.

Sono stato da un secondo specialista per avere un po’ più di conforto. Secondo lui potrei aver contratto la malattia anche senza aver avuto rapporti sessuali dal momento che essendo stato per molto tempo all’estero (in particolare in America Latina) potrei aver contratto la sifilide non venera che pare sia molto diffusa da quelle parti.

Inoltre sostiene che molto probabilmente la sifilide sia stata decapitata perché nel momento in cui l’ho contratta (lui parla addirittura di 10 anni) potrei aver fatto una cura a base di antibiotici (cosa assai probabile) e che non devo aver più timore e che sono sufficienti 2 cicli di cura per stare tranquillo.

Le domande:
- come si fa a stabilire che la malattia sia vecchia di 10 anni?
- indipendentemente dal modo in cui è stata contratta (o endemica o tramite rapporti sessuali) due cicli sono più che sufficienti o sarebbe meglio che ne faccia un terzo per maggiore tranquillità?
- sarò sempre positivo nei futuri test?
- come si fa a sapere se l’abbia debellata definitivamente?

Purtroppo al momento della visita mi sono sfuggite queste domande a cui c’ho pensato successivamente. Io non ho mai avvertito alcun sintomo di nessun genere e non ho mai avuto pustole o qualsiasi altra cosa in nessun punto del corpo, solo del prurito ad una gamba alcuni mesi fa prima di effettuare la cura e non mi spiegavo il motivo, ma adesso è passato. C’è qualche relazione dei linfonodi con la malattia o, come sostiene il medico è un’altra storia che devo ancora scoprire (lui sostiene che possa dipendere dalle diverse protesi dentarie che mi ritrovo. Inoltre ho anche una ves abbastanza alta che si sta lentamente abbassando ma è ancora alta (attualmente 42).

C’è qualcuno che ha un’idea su cosa possa essere successo?
Vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

molti lati dubbi nel suo racconto.

Anzitutto: con quale metodica avete diagnosicato la Sifilide ? Sappia ad esempio che la VDRL è un test aspecifico che può positivizzarsi per altri motivi, mentre il TPHA è uno dei mezzi affidabili.

Sappia ancora che SOLO le "treponematosi non sifilitiche" (come la Pinta ad esempio) sono trasmissibile in maniera NON sessuale; la Sifilide (treponema pallidum) è invece SOLO sessualmente trasmissibile (altra via difatti è il contagio ematico con sangue di paziente affetto da sifilide): quindi proprio non capisco che cosa le sia stato comunicato, forse vi siete mal compresi.

Ancora, una VES di 42 deve essere meglio indagata.

Ancora, la titolazione, la valutazione delle IgM e delle IgG ed esami sierologici più accurati, possono datare molto bene sifilidi recenti o recentissime (anche "decapitate" ovvero mancanti del complesso primo-secondario = sifiloma e/o eruzione roseolico-papulosa) e solo discretamente sifilidi più tardive.

Sperando di aver risposto alle sue domande porgo cari saluti.

Dott. LAINO