Utente 133XXX
Mio figlio: carenza immunitaria? spero tanto in una risposta .

Salve. Sono una madre preoccupata per via delle frequenti "influenze" del proprio figlio.
Oggi è adolescente (15 anni) ma sin dai 6 mesi di vita ha avuto ricorrenti episodi febbrili, raffreddori, mal di gola, mononucleosi anche polmoniti. Operato precocemente di Adenoidi e tonsille oggi ha una discreta "ricrescita" del tessuto adenoideo. Per quanto riguarda le infuenze della sua infanzia erano forse da considerarsi nella norma per un bambino piccolo ma crescendo la situazone non è mutata.
Ha fatto vaccini lisati batterici e antinfluenzali, cure cicliche omeopatiche, ma a nulla sono valsi. I suoi episodi continuano ad essere ancora oggi superiori ai 6-7 nell'anno.
Quest'anno in particolare ha iniziato il primo superiore, ma da settembre ad oggi è già caduto in 3 forme influenzali, risolte - è vero - come le risolvono tutti in circa una settimana con nessuna complicanza, ma la sua vita sociale e scolastica....oltre che fisica?? Ne risultano altamente compromesse.
E se solo a settembre sta andando così, cosa succederà in tutto l'anno?
Le analisi sono a posto (quelle normali relative ad emocromo e ad altri valori di routine), la crescita è buona ed è nel range della età.
Il medico e la pediatra non mi consigliano ulteriori visite approfondite in non so neanche io quale campo (immunologia?) e di fronte alla loro tranquillità mi sento tranquilla, ma nello stesso tempo non lo sono
A chi posso rivolgermi per capire perchè mio figlio adolescente si ammala così frequentemente e se esiste una soluzione?
grazie.

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Non si contano gli aneddoti di bambini e adolescenti cronicamente malaticci che, sviluppatisi e arrivati all'eta' del militare, tornano improvvisamente irrobustiti e hanno poi una vita del tutto sana e longeva.

Se a tutt'oggi non si sono documentate alterazioni ogettive, non esiste materia su cui intervenire e le stesse curiosita' culturali sul "perche' si ammala" risultano sterili.

ogni individuo crescendo si costruisce un portafoglio di anticorpi contro tutti i patogeni con cui e' entrato in contatto. Questo primo contatto puo' avere i connostati dell'infezione febbrile e si traduce nel vecchio concetto della costituzione linfatica. Quando a un certo punto uno ha incontrato tutti gli antigeni che poteva incontrare nel suo habitat, da quel momento la sua formazione immune e' completa e smette di ammalarsi.

[#2] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la pronta ed esauriente risposta che mi consola, ma allo stesso tempo non mi consola.

Mi auguro che le indagini fino ad oggi svolte per l'individuazione di "alterazioni oggettive" siano, nella prassi, limitate agli esami del sangue di routine ed ai controlli sulla crescita, ciò perchè esami al di fuori di questi non sono stati mai prescritti.

Ha presente quel "non so che" che a volte si avverte per empatia e che causa quella spiacevole sensazione di "va tutto bene ma qualcosa non va"?

Nella quasi totalità dei casi viene etichettato "ansia immotivata" e/o "isteria materna" e, come sta accadendo a me (riferendomi ovviamente a chi fisicamente ha in cura mio figlio), resta inascoltata.