Utente 215XXX
Sono alla ricerca disperata di rimedi alternativi per tentare di salvare mia mamma, operata 3 anni e mezzo fa per un adenocarcinoma polmonare e, in seguito alla diagnosi di recidiva (piccoli noduli diffusi in entrambi i campi polmonari e lesione epatica sospetta) è stata curata prima con 2 linee di monochemioterapia e poi con Tarceva, con parziale successo fino a qualche mese fa.
In luglio ha subito talcaggio per versamento pleurico recidivante (nel liquido sono state trovate cellule compatibili con adenocarcinoma), attualmente è ricoverata in ospedale per un peggioramento della situazione generale (secondo noi causato più che altro da un insieme di fattori - precedente herpes zoster, ecc, - che l'hanno portata a stare a letto per oltre un mese con le ovvie conseguenze, compresi alcuni fecalomi); abbiamo appena avuto notizia che dalla Tac a cui è stata sottoposta risultano alcune lesioni sospette alla testa (il referto dice meritevoli di conferma con RM) e una presunta linfangite carcinomatosa, tanto che l'Ospedale ha già fatto richiesta per un hospice (anche se mia mamma vuole tonare a casa).

Nessuna terapia ufficiale può essere proposta, pertanto volevamo tentare con le terapie alternative (non vogliamo arrenderci)!
Mia mamma prende già l'aloe secondo la ricetta di Padre Zago, preparato da una farmacia di Milano che fa pervenire l'aloe da una piantagione spontanea in Israle, omega 3 e melatonina (vorrei arrivare farle prendere 20 mg al giorno).

Volevamo anche provare la cartilagine di squalo (ho già comprato un prodotto ma ancora non ha iniziato la cura, tra l'altro è molto restia a farsi dire da me, che non sono medico, cosa deve prendere) e ora sarei propensa a provare una cura con graviola, a proposito della quale ero già al corrente dei diversi studi effettuati e che, a quanto pare, è stata oggetto di studio recente da parte di alcuni ricercatori americani che hanno diffuso la notizia in settembre 2009 (nello specifico la notizia parlava di una pianta appartenente ad una specie delle annonacee che cresce in Africa, mentre la graviola che si trova in vendita è ricavata dall'annona muricata e/o annona montana che cresce nelle foreste pluviali sudamericane); l'oncologo che segue mia mamma mi ha confermato di aver sentito tale notizia anche se mi ha detto che gli studi ufficiali sono in fase di sperimentazione; comunque mi ha detto di provare ugualmente se voglio a darle la graviola.
Per la graviola ho sempre avuto delle perplessità perchè so che può avere effetti collaterali (specie ipotensione), e mia mamma attualmente ha spesso la pressione bassa. In più è in terapia con un antiaritmico (Sotalex) e soffre di reflusso che tiene sotto controllo con Antra e Peridon.
Vista la situazione disperata, volevamo comunque provare. Sono indecisa se provare con il prodotto graviola max, graviola normale oppure n-tense, oppure altre terapie.
Potete darmi qualche consiglio, anche suggerirmi il nominativo di un medico a cui rivolgermi?
[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Signora,

anche se le condizioni di sua madre sembrano purtroppo molto gravi un tentativo nel senso che lei richiede non si deve escludere pur con tutti i limiti del contesto.
L' estrema delicatezza della situazione impone una attenta gestione da parte di un medico molto esperto che la segua direttamente;
può trovare altre informazioni in questo post http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=34806.

Rimango a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento
ferreroleone@tin.it

Cordialmente.