Utente 749XXX
Buongiorno, quando i e' considerati, a tutti gli effetti, IPERTESI ? Ho 60 anni il mio medico curante (un anno fa) dopo alcune misurazioni di minima tra 80/90 e un volta con picco a 100, mi ha classificato iperteso. Una cura a basso dosaggio (fissa e quotidiana) esami: fundus oculi, carotide, cardiogramma,.. tutto nella norma. E' d un mese, circa, che provo (in diverse farmacie e in diversi orari della giornata) tutti i giorni la pressione arteriosa e, la minima, oscilla tra 70 e 90 (avendo sospeso momentaneamnte la cura) Sono un sogetto ansioso ed emotivo e sono certo che questo influenza non poco l'esito della misurazione. Ho intenzione di acquistare un apparecchio per la misurazione "casalinga" proprio per ovviare a questa sensazione di "alterazione" e di risposta (a mio avviso) non veritiera. Potrei avere una Vs gentile opinione in merto ? GRAZIE

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Dr. Fabio Fedi
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La labilità dei valori pressori è molto spesso motivo sufficiente per cominciare una terapia con farmaci antiipertensivi (naturalmente, dopo aver praticato gli esami che il curante avrà consigliato).
Bisogna considerare infatti che la terapia antiipertensiva non agisce solo sul valore "numerico" ma, nel corso degli anni, le viene riconosciuta una azione di prevenzione dei danni sugli organi-bersaglio dell'ipertensione (cuore, cervello, reni, occhi, eccetera), specie se il paziente presenta altri fattori di rischio cardiovascolare, quali fumo, obesità, dislipidemia, diabete, sedentarietà, familiarità e così via.
Direi che nel Suo caso un monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa ("Holter pressorio"), registrato in questo periodo in cui non assume farmaci, potrà chiarire ragionevolmente la necessità di una terapia adeguata.