Utente 134XXX
SALVE HO 36 ANNI E MI E STATO RISCONTRATO UNA PERVIETA DEL FORMAME OVALE ASSOCIATO AD UN ANEURISMA DEL SETTO INTERATRIALE.SECONDO IL CARDIOLOGO CHE HA EFFETUATO L'ESAME MI BASTA FARE UNA CURA DI ANTICOAUGULANTI, MA MI SONO RIVOLTO AD UN CARDIOCHIRURGO A CUI HO SOTTOPOSTO IL MIO CASO MOSTRANTO SOLO IL REFERTO E MI HA CONSIGLIATO DI EFFETUARE UN INTERVENTO PER RISOLVERE IL MIO PROBLEMA E NON PERSARCI PIU,VI CHIEDO CORTESEMENTE SE MI SPIEGATE COSE'UN ANEURISMA ITERATRIALE,E COME DEVO COMPORTARMI VISTO CHE HO LE IDEE UN PO CONFUSE E NON SO HA CHI DARE RETTA.
P.S.PRIMA DEL CARDIOCHIRURGO HO FATTO VEDERE IL REFERTO ANCHE AL NEUROLOGO CHE MI AVEVA CONSIGLIATO DI FARE UN TRANSESOFAGEO E MI HA DETTO CHE NON ESSENDO PIU IL SUO CAMPO DI CHIEDERE AL CARDIOCHIRURGO,E MA MI HA CONSIGLIATO DI FARE L'INTERVENTO. GRAZIE

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Andrea Annoni
28% attività
16% attualità
16% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2008
Gentile utente,concordo con il collega cardiochirurgo che varrebbe la pena considerare una terapia che possa risolvere per sempre il problema senza sottoporsi a terapie potenzialmente dannose.L'aneurisma del setto interatriale non è niente di preoccupante,come le avranno spiegato nel suo cuore è presente una pervietà(letteralmente un buco)tra i due atri(che sono le cavità superiori del cuore),che nel periodo fetale è fisiologico ma si deve chiudere dopo la nascita,se persiste diventa patologica;l'aneurisma è un rigonfiamento della parete atriale proprio in corrispondenza e intorno a questo buco,una situazione assolutamente frequentissima e comune nel caso di difetto interatriale;la questione è definire se tale buco si debba perforza chiudere con una procedura chirurgica invasiva(intervento tradizionale) o con tecnica percutanea,ovvero senza aprire il torace ma passando per via femorale,una procedura molto piu rapida,senza alcuna cicatrice e con un ricovero brevissimo,che permette di chiudere questo buco posizionando un"ombrellino" che lo va a chiudere;per poter fare questo tipo di approccio è necessario che il buco non sia eccessivamente grande o non siano presenti alterazioni della parete atriale che la rendono troppo fragile per sostenere questa protesi;tali caratteristiche possono essere viste a livello ecocardiografico,soprattutto con il transesofageo;percui il consiglio sarebbe di optare per la correzione e cosultarsi col cardiochirurgo e con il cardiologo emodinamista ed ecografista per decidere per una procedura percutanea(non invasiva) o per l'intervento tradizionale(che puo essere comunque eseguito con tecniche mininvasive che minimizzano la cicatrice e velocizzano il recupero).
A disposizione per ulteriori chiarimenti,la saluto cordialmente
dr.Annoni
www.questionidicuore.com
[#2] dopo  
Utente 134XXX

Iscritto dal 2009
LA RINGRAZIO MOLTISSIMO PER I SUOI CHIARIMENTI.