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Carcinosi peritoneale - esiti esami

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008

    Carcinosi peritoneale - esiti esami

    Egregi Dottori, vi riscrivo perché vorrei avere un vostro parere riguardo le condizioni di salute di mio padre (79 anni).
    Vi faccio un breve riassunto degli interventi subiti e delle terapie seguite:
    7/05/07 – resezione del sigma e riscontro di carcinosi peritoneale (adenocarcinoma ben differenziato e ulcerato PT4 N0 MX). Successiva chemioterapia di I linea secondo schema FOLFOX 4 per 12 cicli.
    22/10/07 – asportazione endoscopica di polipo adenomatoso.
    29/09/08 – intervento di resezione colica destra per adenocarcinoma G2 PT4 N0 M1 (OMENTO)
    9/11/08 – chemioterapia con FOLFIRI+ Bevacizumab (mal tollerato per perforazione colica)
    Successiva chemioterapia con Capecitabina per 6 cicli (ultimo in data 17/6/09).
    Di seguito elenco gli ultimi esami effettuati:
    21/09/09 – ECOGRAFIA ADDOME COMPLETO
    L’esame è molto difficoltoso per lo spiccato meteorismo intestinale; per quanto tecnicamente indagabile:
    Il fegato ha contorni regolari, gli echi parenchimali risultano diffusamente brillanti e stipati per note di steatosi diffusa di medio grado. Al V segmento epatico si osservano due aree solide, ipoecogene, a contorni un poco soffusi di mm 13 e di mm 28. L’albero vascolare epatico è normale. La colicisti è normoconformata, le sue pareti sono regolari e nel suo interno non si dimostrano calcoli. Le vie biliari intra e extra epatiche non sono dilatate. La milza ha volume, morfologia ed ecostruttura normali. L’area pancreatica è regolare per volume, morfologia ed ecostruttura. L’aorta addominale presenta calibro e decorso nei limiti della norma. Bilateralmente i reni risultano in sede ed hanno volume e morfologia nei limiti della norma, in particolare la corticale ha spessore ed ecostruttura conservati e non si dimostrano immagini riferibili a calcoli o a dilatazioni delle cavità escretrici. La vescica è distesa, le sue pareti risultano regolari e, al controllo odierno, non si osservano formazioni patologiche nel suo contesto. La prostata, esaminata per via percutanea, mostra volume aumentato avendo asse trasverso di mm 55.
    16/10/09 – CEA 737,00 ng/ml - CA 19.9 590,00 U/ml
    28/10/09 – RM ADDOME COMPLETO
    Con la presente metodica si dimostra la presenza di un’ampia falda ascitica sia intorno al fegato e alla milza che nelle pelvi; in particolare lungo la parete laterale addominale in contiguità con il parenchima epatico sono presenti mammelloni solidi che suggeriscono la presenza di una carcinosi peritoneale. Il fegato è disomogeneo e steatosico, ma con la presente metodica non si riconoscono immagini tipicamente riferibili a formazioni secondarie. Non si osservano masse abnormi a carico della milza o del pancreas. Anche il surrene sx non presenta significative alterazioni. Incremento della componente fibro-adiposa del tessuto peri-renale: tale rilievo non riveste sicuro significato patologico.
    Non correttamente valutabile la pelvi in rapprto ai voluminosi artefatti secondari alla protesi d’anca dx.
    29/10/09 – ECOGRAFIA CUTE E TESSUTO SOTTOCUTANEO
    In corrispondenza della tumefazione clinicamente apprezzabile in regione periombelicale si è dimostrata l’esistenza di neoformazione rotondeggiante del diametro di 3.5cm, di tipo solido e a profili irregolari, di ecostruttura disomogenea. Cranialmente alla lesione descritta, lungo la cicatrice chirurgica, sono riconoscibili altre due piccole lesioni nodulari solide rispettivamente del diamentro di 12 e 9 mm. Le lesioni descritte hanno in prima ipotesi caratteristiche di tipo produttivo e sono riconoscibili a diffusione della malattia per la quale il paziente è in osservazione.
    31/10/09 – COLONSCOPIA (NEGATIVA)
    Settimana scorsa mio padre aveva l’addome gonfio, poco appetito e appena mangiava si sentiva l’addome tirare e gonfio soprattutto nel punto dove si trova la neoformazione descritta nell’ultima ecografia alla cute. Settimana scorsa l’oncologo ha riscontrato a mio padre del liquido (poco) nell’addome e ci ha comunicato di non voler togliere chirurgicamente la neoformazione e i due piccoli noduli in quanto secondo lui la ferita chirurgica non si rimarginerebbe ma resterebbe aperta, quindi ha fatto cominciare subito un nuovo ciclo di chemioterapia con capecitabina prevedendo l’inserimento di qualcosa di più forte più avanti. Oltre alla chemioterapia ha prescritto anche altre medicine ( Lasix 25mg, sodelsam gocce, Antra 20 mg) . A parere dell’oncologo le medicine e soprattutto la chemioterapia dovrebbero riassorbire il liquido in addome, ridurre la neoformazione e tenere la malattia sotto controllo. Mio padre ha cominciato la chemio da soli 6 giorni e già si sente meglio, mangia con appetito, la pesantezza sembra un po’ passata e anche l’addome sembra essere meno gonfio. Lui fortunatamente sta abbastanza bene anche se l’umore ha degli alti e bassi. Le mie domande sono queste: anche secondo voi è meglio non intervenire chirurgicamente?? Di solito non si preferisce eliminare quello che si pensa essere di origine tumorale?? Il liquido riscontrato in addome è quello che la risonanza magnetica definisce “ampia falda ascitica”?? A vostro parere la chemioterapia riuscirà a riassorbire il liquido in addome e a tenere sotto controllo la carcinosi peritoneale?? La carcinosi peritoneale sta intaccando il fegato??? I Markers tumorali così alti ci hanno veramente spaventato!! Secondo voi sono dovuti alla carcinosi? al liquido in addome? o alla neoformazione e ai due piccoli noduli.? Vi ringrazio per la vostra disponibilità e professionalità, ci date veramente un grande aiuto con le vostre risposte. Cordiali saluti




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    si tratta di una malattia diffusa in ambito addominale. La carcinosi peritoneale è responsabile della formazione del liquido e la presenza di patologia tumorale è responsabile dell'innalzamento dei marcatori. La strada migliore sembra anche a me una chemioterapia sistemica eventualmente abbinata a della ipertermia locoregionale, se la falda di versamento non diventa un versamento massivo. Non è possibile dire per quanto tempo la malattia risponderà alla terapia a causa della selezione nel tempo di cloni cellulari resistenti.

    Un caro saluto

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    Gentile Dr. Pastore,
    la ringrazio per la celere risposta e le porgo un'altro quesito: mi spiega cosa intende per "versamento massivo".
    In questi due ultimi giorni è capitato che mio padre si sia stancato molto nel fare anche piccoli tragitti, dice che le gambe le diventano pesanti e fatica un pò a respirare. Secondo lei dipende dalla chemioterapia o dalla malattia? Premetto che prima di iniziare la chemioterapia non ha mai avuto di questi problemi. La ringrazio sin d'ora per la sua risposta.
    Un caro saluto



  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    Gentile Dr. Pastore,
    l'aggiorno sulla salute di mio padre. HA ricominciato la chemioterapia con xeloda ai primi di novembre, fino al 26/12/09 era tutto ok, fisicamente si sentiva bene e l'addome si era sgonfiato. Purtroppo il 27 dicembre in seguito a influenza intestinale viene portato in pronto soccorso con diarrea incoercibile e gli viene riscontrata una fibrillazione atriale ad insorgenza imprecisabile in quanto nel mese di novembre aveva fatto gli esami cardiologici e tutto era nella norma. Le riporto gli esiti degli esami ematici: GB 10550,GLICEMIA 209,AZOTEMIA 78,SODIO 134,CALCIO 8,4 LDH 527, DDIMERO 1258,INR 1,9. LE RIPORTO L'ESITO DELL' ECOGRAFIA ADDOME COMPLETO DEL 8/1/2010: QUESITO DIAGNOSTICO:SOSPETTO M1 FEGATO
    LOGGIA PANCREATICA NON ESPLORABILE CAUSA METEORISMO INTERPOSTO. IL FEGATO PRESENTA 4 LESIONI DI TIPO SOLIDO,AD ECOSTRUTTURA DISOMOGENEA,CON SOTTILE ALONE PERIFERICO,A MARGINI NETTI,CON DIAMETRI COMPRESI TRA 24.3MM E 74.2MM,LOCALIZZATE NEL LOBO DESTRO,RIFERIBILI A LESIONI SECONDARIE. COLECISTI E MILZA REGOLARI. VIE BILIARI INTRA ED EXTRAEPATICHE NON DILATATE. I RENI E I SURRENI CONSERVANO REPERTI DI NORMALITA',INDENNI DA LESIONI FOCALI IN ATTO; NOTE ED INVARIATE LE CISTI SEMPLICI RENALI BILATERALI. VIE URINARIE ESCRETRICI NON DILATATE. REGOLARE SPETTO DEI GROSSI VASI ADDOMINALI NEI TRATTI ESPLORABILI.NON ADENOPATIE RETROPERITONEALI.VESCICA MODERATAMENTE DISTESA, INDENNE DA GROSSOLANE FORMAZIONI.NON MASSE PELVICHE.ASSAI LIEVE QUANTITA' DI ASCITE PERIEPATICO E PERISPLENICO;NON ULTERIORI VERSAMENTI.NOTE LE LESIONI DI TIPO SOLIDO DELLA PARETE ADDOMINALE(IN REGIONE PERIOMBELLICALE),CHE ATTUALMENTE PRESENTANO DIMENSIONI LIEVEMENTE RIDOTTE RISPETTO AL CONTROLLO DI OTTOBRE 2009,E SPECIFICATAMENTE I DIAMETRI SONO COMPRESI TRA 8.4 E 33MM(INVARIATE LE CARATTERISTICHE MORFOECOSTRUTTURALI).LE LESIONI SECONDARIE SONO METASTASI?? SONO EVENTUALMENTE OPERABILI NELLA SUA SITUAZIONE? QUANTO E' COMPROMESSO IL QUADRO CLINICO? SE NON OPERABILE CHE TIPO DI TERAPIA SI PUO' FARE? NEGLI ULTIMI ESAMI FATTI L'ALTRO IERI I VALORI DELL'INR SONO RIENTRATI NEL RANGE. IN QUESTI GIORNI E' DEBOLE, ANCHE SE ADESSO MANGIA E RISPETTO AI GIORNI SCORSI RIESCE ANCHE A FARE PICCOLE PASSEGGIATE E UN PO'DI CICLETTE. FATICA A FARE LE SCALE, SENTE LE GAMBE PESANTI. I MEDICI DICONO CHE IL TUTTO E' DOVUTO AL CORTISONE ALLA CHEMIOTERAPIA E FORSE ANCHE ALLA MALATTIA. LA PREGO MI RISPONDA PRESTO SONO VERAMENTE DISPERATA. UN GRAZIE DI CUORE PER LA SUA PROFESSIONALITA' E DISPONIBILITA', AIUTA A NON SENTIRSI SOLI E IMPOTENTI IN QUESTI MOMENTI DI DISPERAZIONE.




  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    la situazione è assai complessa. La malattia presenta, per quanto riportato in ecografia (ed invece sarebbe necessaria una TC total body per vedere meglio), diffusione epatica e peritoneale. Il versamento non sembra abbondante e pertanto io vedrei di buon occhio abbinare della ipertermia sull'addome insieme alla chemioterapia. Un trattamento prudenziale potrebbe essere raltitrexed (nome commerciale Tomudex) ogni 21 giorni più ipertermia locoregionale. Resto a disposizione.

    un caro saluto

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

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