Utente 101XXX
Ho 30 anni e da alcuni anni lamento fastidi e dolori alla zona genitale, inguinale che scende alle gambe.
I fastidi-dolori (come se un ci fosse una forte compressione alla zona inguinale fermasse la circolazione ai testicoli e alle gambe) si manifestano in modo marcato stando seduto, ma anche caminando o stando solamente in piedi.
In questo ultimo anno si sino accettuati ed estesi con dolori al basso ventre e all'ano.
Appena mi sdraio al letto, sento un flusso molto forte che va dal basso ventre verso linguine, testicoli, pene e gambe (come l'acqua che passa sul tubo per annaffiare, l'esempio è terra terra, ma la sensazione è quella). Già dopo poco la senzazione torna a migliorare con i piedi,gambe che tornano a essere calde e i testicoli tornano sensibili e irrorati e pure il pene torna a funizionare (erezione).
Ho effettuato molti esami tra i quali:
- L'ecocolordoppler agli arti inferiori con esito negativo, anche se durante la visita mi ha diagnosticato punte d'ernia inguinale bilaterale.
- elettromiografia alle gambe con esito negativo.
- ecografia alla zona inguinale e testicoli (la prima del 2002 ha evidenziato una lieve riversamento e l'ispessimento dell'epididimo dx, mentre quella del 2007 ha dato esito negativo)
- la colonscopia completa ha diagnosticato un'infiammazione aspecifica nel trato del sigma.
Quest'ultimo esame è stato richiesto dopo che al pronto soccorso (per dolori al ventre e all'ano) hanno diagnosticato tenesmo alla zona del retto e un ispessimento delle pareti del tratto del sigma.
Dopo pareri contrastanti sono a richiere se le ernie e l'infiammazione al sigma e relativo tenesmo possono essere le cause ed problemi di funzionalità.
Nel caso negativo, quali sono le probabili cause ed eventuali esami per verificarle?

Non so se sia correlata la malattia del nodo del seno con problemi di aritmia bradicardia (max 87 e min, 39 batitti al min. e con bradicardia improvvisa anche diurna), ma quando sto seduto o impiedi aumenta la sensazione di pause improvvise e battito più debole, appena mi sdraio il polso torna ad un'intensità normale e le pause diminuiscono.

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
i sintomi che riferisce appaiono purtroppo di difficile inquadramento, per di più a distanza, e non indirizzano in maniera univoca verso una qualche patologia.
CON I LIMITI DI UNA VALUTAZIONE A DISTANZA, potrebbe forse essere di qualche utilità estendere la esplorazione diagnostica anche alla regione addominale e pelvica , nonché al rachide vertebrale (ecografia - TAC).
Mi sembra poco probabile che la punta d'ernia bilaterale possa avere un qualche ruolo.