Utente 135XXX
Sono un ragazzo di 32 anni,soggetto a rischio nei.Dal 2004 mi sottopongo regolarmente a controlli dermatologici.
Mi rivolgo a voi, essendomi gia affidato ad altra struttura, solo per completezza aggiuntiva e una visione generale più precisa.
Il 2 luglio 2009 asporto su indicazione di dermatologia 2 lesioni cutanee: una sul tronco anteriore dx,l'altra sul dorso sx.Quella anteriore "piana" sotto controllo dal 2007 viene asportata perchè ritenuta sospetta da ben 2 dermatologi in due visite(2007 e 2009),più il dermatologo che ha effettuato l'asportazione.Di quella posteriore "in rilievo" , descritta come una "cheratosi del dorso" viene decisa l'asportazione SOLO perchè antiestetica evitando possibili sanguinamenti fastidiosi dovuti a sfregamento.
Dopo l' invervento,porto personalmente le 2 provette in anatomia patologica:
- la provetta A porta la dicitura "NEVO PARETE TORACICA/FACCIA ANTERIORE;
- la provetta B porta la dicitura "CHERATOSI DEL DORSO".

Il referto è pronto dal 5 agosto 2009,non vengo avvisato ne dal laboratorio, ne dal reparto di Dermatologia e ritiro la diagnosi il 28 ottobre;

DIAGNOSI:
A- Nevo giunzionale displatico.
B- Melanoma maligno verosimilmente insorto su preesistente nevo melanocitario; microulcerazione cutanea: assente; presente modesta reazione flogistica di accompagnamento; presenti rare mitosi; spessore Breslow 1,4mm;livello di Clark:III

In sostanza cio' che sul dorso appariva come una "Cheratosi" che poteva essere rimosssa con un intervento di diatermogoagulazione, in realtà non lo era.

Adesso queste righe esulano dall'intento di polemizzare sui possibili errori diagnostici, sulle modalità di lavoro e relativi doveri di comunicaione del laboratorio di anatomia patologica, e sulla sbrigativa prognosi fatta dal reparto di oncologia dello stesso ospedale, che sulla base di una osservazione clinica, una tac totol body negativa e il dosaggio dei marcatori tumorali negativi, ritiene che il melanoma questa volta è stato battuto.

E il linfonodo sentinella??? E la radicalizzazione della zona gia trattata?

Attualmente mi sono affidato ad un altro centro. Per loro il protocollo va rispettato. Vero è anche che a 4 mesi e mezzo dall'asportazione questi interventi non hanno tutto quel senso che avrebbero avuto se fatti a breve distanza.

Adesso chiedo:
1)se è vero che la tecnica del Ls è l'unica che abbia un valore predittivo sulla possibilità che il melanoma abbia gia causato danni,perchè non viene considerato, vista anche la semplicità d'esecuzione,un intervento prioritario da fare anche con una certa urgenza per sciogliere almeno per il momento questo dubbio diagnostico?
Faccio notare che l'oncologo ha notato ingrossamenti linfonodi ascellari dx ed inguinali.
2)Vista l'incongruenza tra il referto del laboratorio se rapportate alle gia accennate osservazioni e valutazioni di ben 3 specialisti dermatologi,la possibilità di intervenire su entrambi le lesioni per rappresenta una scelta corretta?

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[#1] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Le rispondo sinteticamente:
1) il linfonodo sentinella non è una metodica la cui esecuzione determini una prognosi migliore, allo stato attuale delle conoscenze. In parole poverissime fare il linfonodo sentinella è utile allo staging ma non aumenta la sopravvivenza a 5 anni. Quindi la sua esecuzione non e' strettamente urgente.
2)il collega ha fatto giustamente un esame istologico perche' non era sicuro della diagnosi. E mi pare correttissimo. Non ha senso intervenire sul nevo displastico ma solo sul melanoma. Le ricordo che in mani esperte e con dermatoscopia la accuratezza diagnostica di un dermatologo non puo' - secondo statistiche americane - superare l'89%.

Le consiglio di affidarsi ad un centro dermatologico con esperienza nella cura e nel follow up del melanoma cutaneo

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 135XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio Dr.Brunelli per la risposta.
Ho scelto di affidarmi ad una struttura con centro specifico per il problema melanoma.

Farò li l'intervento per il linfonodo sentinella, so di affidarmi a medici competenti.

Un'ultima domanda riguarda il cosidetto "follow-up" a cui sottoporsi regolarmente con cadenze concordate dallo specialista.

L'eventuale negatività istologica del linfonodo sentinella, prevede comunque che si effettuino dei controlli a distanza di tempo:proteina S100,osservazione e mappatura nuovi nei.Non capisco, ma cio' è previsto perchè un soggetto che ha sviluppato un primo melanoma potrebbe averne altri nascosti in altre zone, o perchè la validità della prognosi successiva al Ls non assicura una completa esclusione di cellule maligne del tumore primitivo??

Capisco che forse dovrei preoccuparmi maggiormente dell'eventualità opposta,vista anche la non poca aggressività del melanoma asportato,ma cerco comunque di rimanere ottimista, senza tuttavia tralasciare di rimanere attento all'entita del problema.

Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Le rispondo:
1) Un soggetto che ha sviluppato un melanoma ha molte probabilità di svilupparne un secondo (primitivo) nel tempo
2) Un linfonodo sentinella negativo indica una prognosi più favorevole ma non esclude assolutamente possibilità di localizzazioni secondarie nel tempo. Viene pertanto proposto comunque un follow-up di 5 anni.

Mi pare stia affrontando il problema nel modo giusto.

Cordiali saluti