Utente 887XXX
Buongiorno Dottore
l'altro ieri ho effettuato la visita medica aziendale triennale, durante la quale mi è stata riscontrata una pressione 140/90. Ho 36 anni e sono un tipo molto emotivo ed ansioso. Già da qualche ora prima della visita ho cominciato a pensare alla possibilità di avere la pressione alta ed ho cominciato ad avvertire i battiti del mio cuore andare su. Il medico mi ha consigliato di controllare spesso la mia pressione perchè tali valori non sono accettabili; il problema però è che appena penso di controllarla mi agito. A tal proposito il medico mi ha detto che solo la massima è influenzata dagli stati emotivi; è vero? La sera a casa ho ripetuto varie misurazioni (con un apparecchio elettronico da polso) e tutte mi hanno dato valori di massima tra 130 e 150 e minima tra 85 e 90. Solo dopo una ventina di minuti disteso sul divano cercando di pensare ad altro ho letto 120/80.
Ora il mio medico curante mi ha prescritto un esame del fondo dell'occhio per capire se trattare o meno la mia "ipertensione".
Sono un pò preoccuato e per questo vorrei capire se si tratta di vera ipertensione o se l'agitazione del momento può influenzare le misurazioni.
Grazie.

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Dr. Enzo Boncompagni
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Dunque, chiariamo bene. La mia impressione precisa è che lei sia iperteso. Ma attenzione: questo non la deve spaventare. E' possibile che lei abbia avuto qualcuno con la pressione alta negli ascendenti e collaterali. Molto spesso l'ipertensione arteriosa, della quale ancora non conosciamo la causa prima, ha carattere genetico. Non credo che i suoi valori alterati dipendano dall'emotività: questa può solo dare un contributo. Sappia comunque che lo stato ipertensivo, se ben curato, e se la terapia non viene MAI interrotta, non potrà arrecarlo danni. Giusto l'esame del fondo oculare, ma solo se viene fatta una fotografia del fondo, per poi controllare dovutamente dopo 1 o 2 anni (dipende dai valori medi). Infine, ricordi che i valori della pressione arteriosa variano continuamente: e conviene considerare solo quelli più elevati raggiunti. Lasciamo fare i valori bassi. Inutile crearsi un alibi artificioso, "ad usum delphini".