Utente 289XXX
Gentili Dottori,
pratico da molti anni corsa a livello amatoriale e poiche' da parecchio tempo sono afflitto da dolori vari nella parte interna della coscia e del pube, mi sono sottoposto a visita ortopedica. Dopo risonanza magnetica e ulteriore visita mi e' stata diagnosticata una "sportsman hernia o Gilmore groin". Io vivo all'estero e mi e' stata consigliata un tipo di operazione con applicazione di rete. Documentadomi al riguardo son venuto a conoscenza di una clinica in Germania che opera questo tipo di ernia senza l'applicazione di rete con una tecnica miniinvasiva. Volevo chiedere se siete a conoscenza di questo tipo di tecnica e se viene praticata anche in Italia. Grazie a tutti voi

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[#1] dopo  
Dr. Dario Bettini
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FORLI' (FC)
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Buona sera,
si tratta di una condizione molto rara e con scarsa letteratura scientifica.
Ho inviato un'email al dott. Gilmore al info@108harleyst.co.uk per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti,
Dario Bettini
[#2] dopo  
Utente 289XXX

Iscritto dal 2007
Grazie per la celere risposta, ma stando alle mie conoscenze la patologia e' abbastanza comune, comune non e' il tipo di operazione che viene eseguita in Germania ma sembra che questo medico abbia operato circa 12000 casi, il fatto e' che in Italia, come e' a me successo, la sintomatologia viene semplicemente liquidata con la parola Pubalgia.Il riposo e la terapia riabilitativa servono a poco poiche' puntualmente il dolore si ripresenta con l'intensificarsi degli allenamenti e l'unica soluzione definitiva, che inoltre presenta una percentuale di recidive piuttosto bassa (<0,7%), sembra sia questo tipo di intervento.
[#3] dopo  
Utente 289XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dott.Bettini, per sua informazione le do il nominativo della dottoressa tedesca che opera a Monaco di Baviera: dott. Ulrike Mushaweck. Inoltre conoscevo gia' la clinica del dott.Gilmore, ma sembra che questo tipo di operazione nella sua clinica costi all'incirca 25000 Sterline.
[#4] dopo  
Prof. Marcello Lucchese
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FIRENZE (FI)
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Gent. utente
si tratta di una patologia abbastanza frequente negli sportivi.
Purtroppo per quanto mi è dato saperne, non esiste la possibilità di fare una diagnosi strumentale. Non è vero che la si liquida con diagnosi di pubalgia che è davvero molto frequente. Il fatto è che è molto difficile la diagnosi differenziale.
Non conosco il collega cui lei si riferisce. Credo comunque che la sua situazione meriti una esplorazione chirurgica perchè molto spesso è presente una piccola ernia non riconosciuta.
Si tratta di un intervento di routine che però potrebbe non essere risolutivo.
Ci pensi.
[#5] dopo  
Utente 289XXX

Iscritto dal 2007
Egregio Prof.Lucchese,
la ringrazio per la sua risposta. Mi sono gia' sottoposto a visita chirurgica e mi e' stata appunto diagnosticata una "sportsman hernia" o ernia dello sportivo in italiano o "Gilmore groin" e suggerito un intervento chirurgico con applicazione di rete sintetica. Quello che volevo sapere e' se in Italia esistono centri che praticano il tipo di intervento chiamato "minimal ripair" o "tecnica Mushaweck" cioe' senza l'applicazione di rete con una percentuale di recidive ridottissima ( circa 0,2%) poiche' avrei intenzione di continuare la mia attivita' sportiva senza incorrere nel tipo di problemi che molto spesso danno gli interventi con applicazione di rete sintetica.
[#6] dopo  
Dr. Luciano Zardo
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SAVIGLIANO (CN)
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La diagnosi di "sportsman's hernia" è difficile. La condizione deve essere distinta dalle più comuni osteiti pubiche e da lesioni muscolo-tendinee.
Più che sul metodo di riparazione chirurgica, mi preoccuperei, prima, di sapere se un intervento è necessario oppure no. Per la diagnosi di certezza (opportuna prima di porre indicazione alla chirurgia), credo che nulla sia più utile di una RMN ben eseguita.
Qualora questa affermasse la presenza di un difetto parietale suscettibile di guarigione con la chirurgia, allora potrebbe porsi il problema di scegliere la metodica chirurgica. A tal proposito, mi permetto di dire che oggi non esiste una metodica assolutamente superiore a tutte le altre, se no, creda, tutti l'avrebbero adottata.
Esistono ricche tabelle che riportano pro e contro dei vari metodi, in particolare per ciò che riguarda la percentuale di complicanze post-operatorie, di recidive, di dolore precoce e a distanza, di ripresa di attività fisica, di cui, se desidera, possono esserle forniti i dati.
Cordialità
L.Zardo

[#7] dopo  
Prof. Massimo Schiavone
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ROMA (RM)
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Se la diagnosi è esatta e se le terapie conservative (fisioterapia ecc.) non sono state risolutive, se Ella vuole continuare la sua attività agonistica non rimane che l'intervento chirurgico. La protesi (rete) è sicuramente il tipo di recnica chirurgica più risolutivo per la recidiva e se di ultima generazione e ben applicata non limita assolutamente qualsiasi attività sportiva in chi è stata impiantata. I problemi insorgerebbero qualora il "paziente" fosse diabetico o fosse allergico al materiale strutturale della protesi stessa. L'intervento senza protesi di cui Ella fa cenno può essere eseguito da qualunque Chirurgo Generale, infatti prina dell'ingresso in Chirurgia delle "reti", per esempio veniva eseguito per le ernie inguinali tutte, l'intevento di Bassini che non prevedeva l'applicazione di reti ma sfruttava i tessuti muscolari e fasciali esistenti. Col tempo si è poi appurato che le recidive si verificavano in quei pazienti che per la loro attività "facevano più sforzi". La plastica di Bassini prevedeva infatti un abbassamento di alcuni muscoli con relativa fascia di ricopertura che "come una saracinesca" venivano abbassati e resi solidali con alcuni punti al legamento inguinale sottostante. Ci sono studi Canadesi che hanno invece dimostrato che tale saracinesca si sganciava in moltissimi dei pazienti però non tutti avevano recidiva dell'ernia. Coloro che non avevano recidiva erano quelli che mantenevano intatta una fascia sotto ai muscoli la cui lassità era la vera causa dell'ernia. Sulla base di tale considerazione nacque l'idea di rinforzare tale fascia anche perchè le strutture muscolari sopra la fascia benchè abbassate rimanevano in questi pazienti comunque lasse. Le recidive con la le reti vi sono, ma in misura estremanente ridotta e statisticamente non significative se l'intervento è ben condotto.
[#8] dopo  
Prof. Massimo Schiavone
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ROMA (RM)
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errata corrige: recnica chirurgica, leggasi: tecnica chirurgica
[#9] dopo  
Utente 289XXX

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Egregio Prof.Schiavone,
la ringrazio per la sua dettagliata risposta, ma la tecnica usata dalla Dott.Mushaweck non e' quella di Bassini o di Halsted o di Mugnai, McVay o Shouldice, sebbene nella sua clinica vengano utilizzate anche alcune di queste ed anche la tecnica di Lichteistein e Mesh-plug. La minimal repair permette a solo due giorni dall'intervento di riprendere l'attivita' agonistica in modo intenso tant'e' che numerosissimi giocatori professionisti ricorrono a questo tipo di intervento e da' molto meno casi di recidiva della tecnica con rete.Alcuni ospedali italiani da me contattati non hanno saputo fornirmi spiegazioni al riguardo, cosa che invece hanno fatto qui in Finlandia dove vivo e mi hanno indicato questa clinica in Germania.
[#10] dopo  
Prof. Massimo Schiavone
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ROMA (RM)
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Gentilissimo Utente,
siamo perfettamente a conoscenza di tale tecnica che non è altro che una metodica miniinvasiva, la quale prevede, dopo aver localizzato perfettamente il punto debole della parete, una mini incisione e la riparazione con 1-2 punti del difetto in questione che appunto non essendo macroscopicamente evidente (negli sportivi) potrà essere riparato con minimo accesso e minima plastica. E' naturale che qualora si effetui una piccola incisione (circa 1 cm) e si apponga 1 o 2 punti il paziente può riprendere la sua attività in tempi brevissimi. La dottoressa Ulrike Muschaweck dice infatti: "La tecnica Minimal Repair è stata sviluppata in particolar modo per gli atleti professionisti affetti dalla cosiddetta ernia degli sportivi (pubalgia), come pure per i pazienti con un piccolo difetto inguinale o una lieve ernia. La sua particolarità consiste nel fatto che solamente l’area in cui è localizzato il difetto viene incisa, mentre i tessuti circostanti rimangono intatti. Grazie a questa tecnica chirurgica particolarmente contenuta, i pazienti accusano meno dolore, possono iniziare subito con una leggera attività sportiva e già dopo due giorni sono in grado di riprendere un esercizio fisico più intenso (ad es., il calcio).
Con la tecnica Minimal Repair, la probabilità che si sviluppi un'altra ernia (recidiva) è inferiore allo 0,2%".
Oggi anche un paziente con una "grossa ernia" viene operato in giornata e torna al suo domicilio immediatamente riprendendo la sua attività dopo pochi giorni. Se lo stesso paziente fosse portatore di una "piccola ernia" i tempi di recupero sarebbero ancora minori. Il nocciolo della tecnica di cui Ella vorrebbe usufruire sta nel fatto che la localizzazione del punto debole della sportsman's hernia o della pubalgia con sospetta ernia è molto difficile.
[#11] dopo  
Utente 289XXX

Iscritto dal 2007
Egregio Prof.Schiavone,
la ringrazio tantissimo per la risposta chiarificatrice.Sarebbe cosi gentile da indicarmi qualche struttura in Italia, possibilmente a me vicino, in grado di eseguire tale tecnica? Sono in possesso di una dettagliata RMN con centinaia di immagini dalle quali si evince chiaramente, contraendo i muscoli addominali, una piccolissima ernia che qui in Finlandia mi vorrebbero operare in anestesia generale e inserendo la rete, cosa che non gradisco molto.
Grazie per la sua disponibilita'.