Utente 254XXX
Buongiorno a tutti.
Sulla coscia destra ho notato, fin dalla fine del 2005/primi del 2006, un nevo un pò "bizzarro", era un nevo marrone di piccole dimensioni dal quale, sulla sinistra, si estendeva una macchia irregolare più chiara e ampia circa il doppio.
Con grave incoscienza l'ho trascurato per parecchio, finchè non mi sono deciso a farlo controllare dalla mia dermatologa il 26/06/2008.
Il responso è il seguente:
"Nevo melanico acquisito giunzionale gamba dx"
A asimmetrico
B bordi netti
C bicolore omogeneo, decentrato
D 5mmX5mm (2,5mmX2mm parte scura)
Da controllare fra un anno"

Nel Gennaio 2009 ho effettuato, presso un altro dermatologo, una mappatura, con questo responso:
"Nevo coscia destra con ispessimenti reticolari ed estensione irregolare. Si consiglia escissione chirurgica ed esame istologico" A voce quel dermatologo mi ha spiegato che era meglio levarlo, perchè non ha senso fare la prevenzione se poi, quando si trova un neo anomalo, lo si lascia lì.

A fine maggio 2009 sono tornato dalla mia dermatologa che, sul foglio dell'anno prima, ha scritto. "28/05/2009 Immutato".

A tutt'oggi questo neo non è cresciuto, e anche il colore non mi sembra cambiato, ma su quest'ultimo dato, non avendo fotografie per fare un confronto, non posso giurare al 100%. Anche la forma mi sembra sempre quella, pur con le medesime riserve di cui al punto sopra.

Il mio dilemma è questo: avendo ricevuto due pareri opposti, uno "attendista" e uno "interventista", mi piacerebbe averne almeno un terzo per decidere come comportarmi. Inoltre mi lascia perplesso il fatto che una parli di bordi netti e omogeneità di colore, mentre l'altro invece parla di ispessimenti ed estensione irregolare.
Il fatto che non abbia mai mostrato segni di cambiamento è importante?

Grazie a chiunque vorrà rispondermi.Cordiali saluti

Valuta ospedale

[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
52% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2002
Prenota una visita specialistica
Gent.le pz
la dermatoscopia , e in particolare direi la videodermatoscopia ad epiluminescenza è ormai ad uno stadio maturo e da tempo le varie società (DWG, AIDNID, etc) hanno diramato protocolli precisi
Deve pensare che lo scopo di poter guardare la struttura della lesione in maniera più precisa , particolareggiata, profonda , ha lo scopo di fare una diagnosi precoce , prevalentemente del melanoma.
Infatti questo tumore , quando diagnosticato e trattato precocemente offre delle prognosi decisamente fauste, al contrario dei melanomi non sottili.
I moderni apparecchi fanno inoltre si che vi sia una archiviazione dei dati e immagini , per comparazioni future .
Ovviamente quando la lesione appare subito sospetta si toglie .
Si lasciano archiviate solo le lesioni benigni , che magari abbiano aspetti non tipici,da ricontrollare.
A questo proposito si applicano algoritmi appositi.
Evidentemente non c'è uniformità nella lettura, dovuta alla non perfetta applicazione dei suddetti algoritmi...
[#2] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Grazie della rapidissima risposta.
Il secondo dermatologo mi ha fatto una videodermatoscopia, a differenza della prima dottoressa, che mi ha visitato col dermoscopio manuale, quindi deduco che il secondo responso sia più attendibile del primo. Penso proprio che farò asportare il neo, anche se la cosa mi fa molta paura. Ciò che mi ha fatto indugiare così tanto è stato il fatto che esso non è mai cambiato nel corso di 3/4 anni, almeno non in modo visibile. Non vorrei aver perso tempo prezioso...
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Biagioli
28% attività
0% attualità
12% socialità
SIENA (SI)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2009
Gentile utente
Non potendo esprimere pareri su una lesione pigmentaria senza una valutazione diretta mi limito a esporre due considerazioni di carattere generale.
La valutazione con dermatoscopio ottico non ha nulla di meno rispetto a quella con videodermatoscopio che ha il solo vantaggio di poter registare l'immagine per un successivo confronto, ma non aggiunge nulla alla diagnosi (anzi la qualità dell'immagine e la percezione dei dettagli è spesso inferiore).
La rimozione di una lesione cutanea di 5 mm di diametro è una procedura semplice, rapida e priva di conseguenze importanti (una piccola cicatrice e basta), pertanto di fronte ad una condizione di incertezza diagnostica l'asportazione può essere una scelta corretta (anche semplicemente per placare l'ansia).
In conclusione il fatto che abbia chiesto un secondo parere e che abbia posto questo quesito sul sito dimostra che non è tranquillo. Valuti questo aspetto psicologico del problema e ne tragga le conseguenze.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
52% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2002
Gent.le pz
sicuramente si tratterà di una lesione del tutto benigna, ne sono sicuro.
Ma è certamente in linea con le raccomandazioni delle principali organizzazioni di Dermatoscopia , nel caso anche di minimo sospetto, o comunque quando l'algoritmo utilizzato mostri valori borderline , la asportazione chirurgica.
La cosa più importante è la preparazione e la frequentazione periodica ai corsi dell'operatore, come è facilmente intuibile.
Il progresso della tecnica vuoi per gli schermi ecografici o RM o TC o tanti altri mezzi di indagine , con l'avvento del digitale che permette esaltazioni del contrasto, colorazioni , trasposizioni, perimetri, misurazioni istantanee, e ovviamente l'archiviazione con le tecniche digitali di sovrapposizione ha fatto sì che ormai questo sia il futuro.
Ciò non toglie ovviamente che possano ancora essere usate tecniche "analogiche" .
Un pò la differenza tra una macchina fotografica digitale ed una con il rullino .
Ci faccia sapere.
cordialità
[#5] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Grazie a tutti per le rapide e dettagliate risposte. Valuterò il da farsi e farò sapere.
Distinti saluti.
[#6] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Buongiorno.
Ho fatto rimuovere il nevo e questo è il referto:

"MACROSCOPIA:
Losanga di cute di cm 0,6 X 0,4 X 0,3 con neoformazione pigmentata, leggermente rilevata, di cm 0,2 di diametro massimo, distante cm 0,1 dal margine di exeresi chirurgica più vicina (sezione centrale e lesione inclusa in toto).

DIAGNOSI:
NEVO NEVOCITICO COMPOSTO. I MARGINI DI RESEZIONE CHIRURGICA ESAMINATI APPAIONO INDENNI. RICONTROLLARE FRA UN ANNO"

C'è un elemento che mi lascia perplesso: il mio nevo era 5mmx5mm, mentre la losanga di cute è 6mmx4mmx3mm. Premesso che chiederò delucidazioni alla dermatologa che mi ha operato, che adesso è in ferie, non trovate un pò incoerenti i dati del referto istologico con quelli della visita dermatologica che ho riportato nel mio primo post?

[#7] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
52% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2002
Nessun problema.
Certe voci sono sinonimi (melanico-melanocitico-nevocitico)e giunzionale e composto sono fatti che attingono la localizzazione dei melanociti e spostano di ben poco la validità del referto .
Per quanto riguarda le dimensioni è normale che nel pezzo anatomico rimosso vi siano trasformazioni dovute a un disseccamento ed una alterazione elastica ("si ritira" volgarmente detto).
L'importante è che ci siani i margini liberi e che il referto sia del tutto rassicurante e tranquillo.
L'indicazione al controllo è però una annotazione clinica e non istologica.
Cordialità
[#8] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Ho parlato con l'anatomo-patologo che ha eseguito l'analisi. Mi ha spiegato che, poichè i campioni asportati vengono messi in formalina, è normale che i margini si ritirino un pò. Ma sinceramente la spiegazione non mi ha convinto,perchè qui da una losanga di cute che doveva essere almeno 6x6 (per contenere un neo di 5x5 ci vuole, no?)siamo passati a 6x4, il che mi sembra un pò troppo.

Altra perplessità.La mia dermatologa ha sempre parlato di nevo giunzionale mentre qui risulta composto.

Infine, dal referto non risulta che il nevo fosse bicolore decentrato. L'anatomo-patologo mi ha detto che nella descrizione fatta dalla dermatologa questo dato non compare, ed è vero (parla solo di nevo melanico ascquisito, senza ulteriori specificazioni).Neanche l'analisi macroscopica sottolinea i due colori.
Inoltre mi ha anche detto che, quando il pezzo asportato è in formalina, le differenze di colore possono attenuarsi moltissimo, ma ciò che conta è quello che si vede al microscopio.

Insomma, ho il fortissimo sospetto che ci sia stato uno scambio di campione, e che quel referto si riferisca al neo di qualcun altro. Come devo agire per avere dei chiarimenti?
[#9] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Grazie della risposta, dott. Griselli.
In merito al mio nuovo post, che ho inserito dopo la sua risposta ma che avevo cominciato a scrivere prima che mi venisse notificata, cosa mi può dire? Le sembrano giustificati i miei dubbi?
[#10] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
52% attività
20% attualità
20% socialità
BRESCIA (BS)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2002
No stia tranquillo.
Lo scambio , vivaddio esiste come possibilità più nelle soap, ma tant'è...si sono scambiati anche i bambini al Nido dell'ospedale.
Diciamo che vi è una possibilità inferiore di poco a quella di fare un 6 al superenalotto,veda lei..
Sul fatto che possa modificarsi così per l'azione della formalina e per i fenomeni post vitali, è confermato.
Aggiungo , per l'altra domanda che una diagnosi clinica su una possibile localizzazione dei melanociti è una diagnosi di presunzione (si presume sulla base della morfologia ed altri aspetti ), mentre una diagnosi istologica è molto più fine perchè si va effettivamente a vedere il livello.
Cioè vi è la differenza tra dire che la pasta è cotta osservandola (magari anche sulla base della esperienza)oppure assaggiandola.
Quale sarà il metodo più preciso?
[#11] dopo  
Utente 254XXX

Iscritto dal 2007
Ho capito, speriamo bene di non essere stati tanto sfortunati.
Grazie ancora per la rapidissima risposta.