Utente 137XXX
Gentili dottori,ho un problema di DE che va avanti da molto.

I primi tentativi di avere un rapporto sessuale li ho fatti quanfo avevo 20 anni,con una ragazza più grande di me. Inizialmente ho qualche problema,ma dopo un paio di mesi riesco a sbloccarmi,anche grazie al suo aiuto e al fatto che prendeva la pillola,per cui non usavo il preservativo. Siamo stati insieme circa 1 anno.
Ho poi tentato con altre 2 ragazze,in entrambi i casi il rapporto c'è stato il giorno dopo averle conosciute. Ho avuto difficoltà sia a raggiungere l'erezione che a mantenerla, per cui non c'è stata penetrazione.
A 24 anni conosco un'altra ragazza, con cui provo ad avere un rapporto dopo esserci frequentati per un po'. Questa volta la situazione è diversa: mentre mi masturba vengo subito, prima di raggiungere l'erezione piena.
Dopo quest'ennesimo fallimento,e in concomitanza con altri problemi personali, ho una "crisi" (non so bene come definirla): per una settimana sono teso e ho i battiti cardiaci irregolari ed accelerati. Il mio medico di famiglia mi prescrive il Tranquirit (se non ricordo male il nome) che ha effetto. Faccio alcuni accertamenti al cuore ma non viene riscontrato nulla. Inoltre faccio una visita da un andrologo,che vista la mia età (24) ed il riscontro positivo di alcuni esami (testosterone, prolattina...) mi diagnostica una DE di natura psicologica. Vado in terapia, che abbandono dopo circa un anno perché non c'è nessun miglioramento.
A 27 anni conosco un'altra ragazza, più piccola di me e vergine. Dopo un paio di mesi facciamo i primi tentativi...inutile dire come va. Decido di riprendere con la psicoterapia, da altro psicologo. Noto però che le erezioni mattutine sono quasi scomparse, e anche durante la masturbazione faccio sempre più fatica a mantenerle.
Per scrupolo, vado da un 2° andrologo e stavolta faccio esami più approfonditi.
La tiroide è ok, ma l'ecodoppler dice che il mio quadro è "compatibile con una fuga venosa". I il rigiscan sembra confermare, visto che il numero di episodi notturni è regolare, ma non l'intensità.
Dopo qualche mese lascio la terapia psicologica e affronto il problema da un punto di vista fisico.
La prima fase è una cura di Bioarginina e Cialis 3 volte a settimana. Sembra esserci un miglioramento, ma non è sufficiente ad avere rapporti, nemmeno aggiungendo il Levitra.
La seconda fase è con la Paroxetina. Ho delle erezioni ma non sono "al top" e il farmaco mi da come effetto collaterale un leggero fastidio/dolore.
Nel frattempo la mia ragazza mi lascia dopo quasi un anno,chissà perché :)

A 29anni un altro andrologo ribalta il responso precedente: secondo lui il problema è psicologico, mi dice che ciò che conta è la presenza di erezioni notturne, mentre per l'intensità il rigiscan poteva essere "tarato male".

Secondo voi si tratta di un problema solo psicologico?
E' possibile che l'inattività prolungata abbia generato un problema fisico?
Attendo risposta, vi ringrazio per l'attenzione ed il servizio che svolgete.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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caro signore,
al di la della triste situazione in cui si trova, il rigiscan non è un esame così dirimente come si pensava fino a qualche anno fa, inoltre la diagnosi di fuga venosa non significa nulla: è un sintomo ecodoppler di problemi ormonali o psicogeni o arteriosi, gli ultimi due non rilevati da colleghi. Pertanto in assenza di altre indicazione di qua posso solo concordare. un ulteriore tentativo di terapia orale potrebbe essere fatto.
[#2] dopo  
Utente 137XXX

Iscritto dal 2009
gentile Dott.Cavallini,
innanzitutto la ringrazio per avermi risposto così velocemente. Vorrei chiederLe alcuni chiarimenti:
- è possibile che la mancanza di rapporti completi per così tanto tempo abbia peggiorato il tutto anche dal punto di vista fisico? Glielo chiedo perché quest'ipotesi è stata proposta proprio da uno degli psicologhi da cui sono andato.
- dal momento che rigiscan ed ecodoppler non sono sicuri al 100%, esiste qualche altro esame che possa verificare la presenza di problemi fisici?
- ho rarissime erezioni mattutine e spontanee, e masturbandomi il più delle volte non riesco a raggiungere la piena erezione. E' veramente possibile che sia tutto dovuto solo ad una causa psicogena?
- oltre a ritentare la terapia orale, cos'altro posso provare? Parlo anche a livello di alimentazione, psicoterapia, ecc.

Mi scusi per la mail troppo lunga, però sono veramente disorientato ed ho bisogno di capire che direzione seguire per affrontare questo problema.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
la diagnosi è facile, c' è una raccolta cliniche di notizie che deve saper indirizzare. Quanto a masturbazione ed erezioni mattuytine poco senso hanno quei sintomi. La mancanbza di rapporti completi non fa nulla strano che uno psicologo dica questo. Per il resto posso solo dire quanto detto sopra.