Utente 140XXX
Salve, siamo i genitori di un bambino di 7 anni affetto da dermatite atopica dall'età di tre mesi.
Alcuni mesi fa abbiamo consultato un pediatra omeopata, il quale dopo aver visitato il bimbo gli ha prescritto una terapia a base di un rimedio a dosaggio unico (Calcarea carbonica) e ci ha assicurato che avremmo visto dei miglioramenti in generale. La cura è incominciata a metà ottobre e dovrebbe concludersi verso fine anno: tuttavia da qualche giorno il bambino sta improvvisamente manifestando uno stato di notevole ansia e tensione, che gli provoca sofferenza e agitazione. Il bimbo ha paura di essere abbandonato da noi genitori, piange e si agita se arriviamo in ritardo anche di pochi minuti, ha talvolta vere e proprie crisi di panico immotivate, non vuole più andare a scuola, ha difficoltà persino nell'evacuazione perché teme di sentire troppo dolore. Tutto ciò è accaduto in modo improvviso e senza che ci siano stati eventi o cambiamenti esterni che possano aver scatenato questi sintomi. Poiché il bambino conduce una vita regolare, frequenta la scuola con ottimo profitto, non viene lasciato a persone estranee, non è accaduto nulla di strano negli ultimi tempi, abbiamo ipotizzato che questi sintomi possano essere legati alla terapia omeopatica. Il medico da noi interpellato in proposito ha minimizzato dicendo "sono cose che accadono di frequente a questa età" e ci ha invitato a continuare la cura. Noi però siamo molto preoccupati e pensiamo di sospendere il trattamento in via cautelativa.
Saremmo molto grati a chiunque possa darci qualche indicazione utile. Grazie.
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Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,

un quadro di aggravamento riferibile a Calcarea carbonica, nei tempi e nelle modalità che riferisce in suo figlio, è un evento che ritengo decisamente improbabile.
Nel quadro che descrive si può verificare, soprattutto mei primi tempi della cura un aggravamento dei sintomi cutanei comunque destinato ad esaurirsi in tempi brevi; un quadro psichico e comportamentale come quello descritto, ad insorgenza immediata e dopo quasi due mesi di terapia, non mi sento di ricondurlo al farmaco in oggetto.
L'ipotesi di sospendere e valutare il quadro è condivisibile; il bambino potrà riprendere la cura in qualsiasi momento e se la prescrizione è corretta risolverà comunque.

La saluto cordialmente.