Utente 140XXX
Da circa 1 mese e mezzo assumo fendimetrazina e clorazepato x la perdita di peso ( - 9 kg x ora) e ho ripreso da due mesi l'assunzione della pillola (Loette) che avevo interrotto x 4 mesi. Ora ho continue nausee....già avute in precedenza con la pillola....ma molto meno frequenti!Vorrei sapere se l'associazione dei farmaci può provocare questo disturbo, se è temporaneo ecc....non vorrei smettere x ora la cura xchè devo perdere altri 10 kg e anche la pillola è fondamentale. Non ho un ginecologo di fiducia a cui chiedere...vorrei un consiglio...grazie mille!

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[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Perché è stata prescritta questa cura con fendimetrazina per perdere peso ?
E' un approccio non utile al mantenimento del peso raggiunto, rischia di produrre qualche fastidio di ordine psichico se non si sono esclusi fattori predisponenti, e soprattutto di indurre una instabilità nel rapporto con il peso corporeo nel tempo.

La pillola perché è stata riassunta ? Il ciclo mestruale si era interrotto ? La assumeva come contraccettivo o per altri problemi ormonali ?
[#2] dopo  
Utente 140XXX

Iscritto dal 2009
La fendimetrazina in associazione con il clorazepato mi sono state prescritte, da un dietologo,in quanto obesa (kg 83 x h 1.65).La pillola era stata interrotta perchè associavo l'aumento di peso e lo stato depressivo a quello, ma anche senza l'assunzione non ho avuto giovamenti,anzi sono ingrassata di più.
Il ciclo con o senza pillola è sempre stato regolare.
Così ho deciso, dopo visita ginecologica, di cambiare marca, quindi di riassumerla per il solo fattore anticoncezionale (oramai sono oltre 10 anni che la prendo,anche se ho cambiato marca)e ho sempre avuto un pò di nausea come effetto collaterale, ma sopportabile.
Comunque ho sempre avuto problemi di peso, 2 anni fa ho perso 20 kg con dieta ferrea e ginnastica (personal trainer privato) poi ripresi tutti perchè non sono più riuscita a "seguire il regime".....soffro di "fame nervosa" e devo dire che la cura farmacologica prescritta ora ha funzionato....sono molto più tranquilla....e attiva e la depressione sembra sparita. Ma la nausea mi preoccupa....che devo fare....la combatto con il plasil....Grazie.
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Il suo BMI indica sovrappeso, non obesità.
In base a che cosa la fendimetrazina è una terapia per l'obesità ? Si tratta di un farmaco anoressizzante, che falsa il rapporto con la dieta perché in un periodo di tempo limitato rende sostenibile una restrizione dietetica. Tolto questo, oltre i primi mesi non offre più un vantaggio in termini di perdita di peso.
E' noto che la perdita di peso non ha influenza sul mantenimento del peso, specie se rapida.
Sono due obiettivi totalmente diversi, con strumenti diversi e soprattutto con prospettive diverse.
Anzi, una storia di ripetuti tentativi di perder peso, falliti o riusciti, ma seguiti da ripresa del peso sono annoverati tra i segni di un problema aliementare, e non tra le terapie.
La nausea l'aveva già avuto con la terapia precedente ed è anche uno degli effetti collaterali possibili della fendimetrazina, quindi non è strano che compaia. Sulla sua gestione deve far riferimento al medico che la sta seguendo, o al curante.
Io le consiglierei di rivedere la strategia generale per la gestione del suo rapporto con il problema alimentazione.
[#4] dopo  
Utente 140XXX

Iscritto dal 2009
Ne ero consapevole.....dovrei affrontare il mio problema "con il cibo".....una volta x tutte!Lei saprebbe dirmi dove rivolermi, calcolando che ho poco tempo disponibile,solo il sabato, x via degli orari lavoratiti e abito in provincia di Milano?Esisosto centri "seri" in zona?Grazie mille.
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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A Milano esistono psichiatrie universitarie che sicuramente hanno programmi di trattamento per i disturbi alimentari. In linea generale in questo tipo di disturbi si tende a combinare una farmacoterapia, laddove possibile, ad una psicoterapia. La terapia nutrizionale deve essere intesa appunto come tale, e non come dieta dimagrante, specialmente se il rapporto con l'appetito è alterato. Inoltre, va tenuto presente che la restrizione alimentare produce un alterato rapporto con l'appetito come risultato, transitorio in chi non ha tendenza particolare, più persistente in chi ce l'ha.