Utente 950XXX
Vi scrivo per mia moglie di 54 anni, diabetica di tipo 1 da circa 6 anni, molto instabile e scompensato, nonostante sia la dieta che l' attività fisica siano appropriate. La sua diabetologa le ha consigliato il microinfusore, per avere un controllo migliore della malattia.
Mia moglie è alquanto incerta, per questo vorrei chiedere gentilmente quali siano i vantaggi reali e pure gli svantaggi del microinfusore. E' sufficientemente sperimentato il suo utilizzo?
Grazie per la gradita risposta e cordiali saluti di Buone Feste.

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Dr. Mario Manunta
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Gentile Signore, il microinfusore è un'oppotunità; un metodo di gestione della propria condizione che per alcuni è irrinunciabile mentre per altri è inconcepibile.
Talvolta questi device, ancora non diffusi come meritererebbero, sono circondati da aloni leggendari, che fanno paragonare lo strumento ad un vero e proprio pancreas, in grado di erogare insulina a seconda della necessità. Ebbene non è così. Il microinfusore va programmato in modo attivo, nei suoi boli di erogazione insulinica, che al contrario dell'erogazione con penne, è continua, e avviene mediante un cateterino di piccole dimensioni fissato nel tessuto sottocutaneo.
I boli sono programmabili e modificabili a seconda delle esigenze e, a seconda dei modelli, sono in grado di fornire dati sui valori glicemici in "real time".
Il target è proprio il Diabete di Tipo 1, i soggetti giovani, le donne con diabete gestazionale, ma in teoria potrebbe essere adattato a tutti.
Solo sua moglie potrà dire se per lei è indicato oppure no; ma solo dopo essere stata messa in condizione di capire come funziona.
In pratica avrà bisogno di essere supportata, almeno per i primi tempi, proprio come in una "scuola guida".
La decisione dovrà essere presa dopo un periodo di tirocinio.
Molto Cordialmente