Utente 140XXX
Salve. Mia moglie dopo il parto cesario ha avuto una reazione allergica importante, anzi abbastanza grave,dopo la somministrazione in bolo del Methergin salvata con adrenalina e cortisone. Dopo alcune ore ha iniziato ad allattare ma nei giorni seguenti ha avuto problemi respiratori e nuovamente reazioni allergiche ad altri farmici che ha sempre usato e a cui non ha mai avuto reazioni precedenti. In passato riteneva, senza alcuna indagine o esame allergologico, di essere allergica ai fattori fans, per piccole manifestazioni di improvvise e lievi riniti. Ci hanno consigliato di sottoporci a test completi per verificare diverse soluzioni di antibiotici e altri farmaci necessari alle cure di diverso genere, ma ritengono che sia importante non rischiare di sottoporsi a test in ambienti non sicuri, con copertura della rianimazione o invece per stare tranquilli attraverso dei prelievi del sangue, verificando con vetrini speciali (forse RUST) le reazioni in laboratorio, anzicchè sulla persona (derma o somministrazione con pillole o iniezioni). esistono centri specializzati e sicuri che prevedono queste procedure in sicurezza? bisogna provare quali farmaci o tipologie (compresi gli eccipienti)di farmaco? in quanto tempo si testa completamente una persona per proteggerla sotto diversi aspetti e rischi di malattie (influenza, infezioni o altro)?

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
I test in vitro si chiamano RAST o meglio "ricerca delle IgE specifiche" (specifiche per quel dato farmaco). Non sempre sono soddisfacenti rispetto ai test cutanei (ad es. perche' l'allergene vero non e' il farmaco da solo ma il farmaco dopo che si e' legato a proteine del sottocutaneo, oppure perche' la reazione non e' mediata da IgE).

I test in vivo si fanno in genere per via cutanea (prick) somministrando dosi minime del farmaco sospettato. I centri allergologici, almeno qui in lombardia, devono essere autorizzati dalla regione e devono poter disporre di un servizio di rianimazione.

Sinceramente non e' pensabile di poter testare tutto e rilasciare un certificato di via libera, anche se oggi una delle tendenze e' proprio quella di ampliare il numero di allergeni testati in un colpo solo (tescniche microarray, "ISAC").

Resta importante raccogliere una anamnesi delle sostanze che in passato hanno dato sicuramente problemi e poi valutare se nuovi farmaci somigliano e potrebbero dare problemi, indi testarli, e comunque rimanere in preallarme per soggetti che abbiano gia' avuto situazioni di calo pressorio anafilattoide.

[#2] dopo  
Utente 140XXX

Iscritto dal 2009
Dott. Bianchi,
innanzitutto La ringrazio.
Mi permetto di chiedere quali i centri in Italia che permettono di testare in un giorno o al max tre il più possibile? Qualcuno mi dice che i migliori si trovano a Firenze o a Milano (Ma non ho riferimenti). Test completo da svolgere in un solo giorno day ospital, dopo una visita preliminare, fatta in un giorno precedente.
Ma Le chiedo, secondo Lei mia moglie dovrebbe ritestare ugualmente gli stessi farmaci che le hanno scatenato lo shock anafilattico, e poi anche quelli fans per eliminare ogni dubbio?
Anche perchè qualcuno dice che il tutto si sarebbe verificato a causa di una tempesta ormonale, pertanto potrebbe ora non risultare allergica agli stessi farmaci.
La cosa che ritengo importante è che si possano testare il maggior numero di farmaci o di alimenti o di altro al fine da escludere ogni possibile rischio di ripetizione di shock anafilattico, che potrebbe riacutizzare danni superati.
Infatti per questo mi chiedevo se fosse estremamente fondamentale, anche per vincolo legale, sottoporre pazienti già a rischio a test allergologici protetti da un'equipe pronta ad intervenire.
Infine mi sembra di capire dalla Sua gentile, precisa e chiara risposta che i RUST non darebbero una certezza del risultato, e che comunque consiglierebbe una attenta strategia di analisi e monitoraggio del soggetto, consigliando pertanto di effettuare i test dei farmaci su corpo °(sottocutanei).