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Rimozione vite del chiodo endomidollare

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2007

    Rimozione vite del chiodo endomidollare

    Salve, sono stato operato l'8 Gennaio per frattura scomposta a tibia e perone. Inserito chiodo endomidollare T2 lungo 375 mm.e bloccato da 2 viti (cadauna a circa 20 mm. dal punto superiore ed inferiore).
    Pratico molti Sports,tra tutti ciclismo Km. 15.000/anno, ho 45 anni, vita bilanciata......In questo periodo ho abbandonato, ovviamente, skialpinismo, alpinismo e running...però dal 3 Marzo ho ripreso a praticare ciclismo.
    A livello atletico ho ripreso molto bene, sono al 97% di quello che ero nello stesso periodo dell'anno precedente.E' da circa una decina di giorni che non sento alcun fastidio nella zona frattura.....tranne però nella zona ginocchio. Mi ricordo che un paio di mesi fà, ad una visita di routine, la Dott.ssa mi disse che, probabilmente la vite superiore sarebbe stata rimossa dopo 3-4 mesi....perchè da fase statica saremmo passati ad una fase dinamica.
    Le mie domande vertono proprio per questa vite:
    Attualmente la stessa mi pregiudica il gesto atletico della pedalata?
    Non posso dire che mi fà male, c'è un leggero fastidio, anche nel movimento non ciclistico..
    In caso di rimozione, sapete dirmi quanto tempo devo rimanere a riposo ciclistico?
    La mia prox visita è prevista per il 18 Aprile.
    Vorrei capire bene se è meglio eliminare la suddetta vite, così magari posso già programmare il modesto intevento.
    Penso che avete capito che le mie domande sono più ad uso sportivo, perchè a livello di vita quotidiana non mi posso di certo lamentare, visto che sono passati "solo" 92 giorni dall'operazione.
    Ringrazio anticipatamente per le risposte.
    Saluti.
    Pierangelo






  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 20 Medico specialista in: Ortopedia

    Risponde dal
    2006
    buongiorno,
    la vite di bloccaggio viene rimossa generalmente verso i 3 mesi dall'intervento ma bisogna prima andare a vedere come sta evolvendo il processo di guarigione della frattura prima di procedere a questo intervento.
    solitamente queste viti non provocano alcun disturbo e vengono ben tollerate tuttavia è possibile creare qualche fastidio durante attività più intense.
    il 18 aprile sentirà quello che le diranno e potrà chiedere se sarà possibile procedere alla rimozione della vite. questo intervento non dovrebbe tenerla fermo più di una decina di giorni

    cordialmente
    Dr. Moioli



  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 23 Medico specialista in: Ortopedia

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    i chiodi endomidollari, essendo dispositivi "nascosti" all'interno dell'osso, non possono modificare la loro azione, se non intervenendo chirurgicamente (diversamente dai fissatori esterni che, in quanto "visibili", sono direttamente manovrabili (mediante compressione o distrazione assiale e torsione angolare). L'unica modalità con cui è possibile agire su un chiodo installato nell'osso è quella di agire sulle viti di bloccaggio : una è "statica", ovvero conserva la lunghezza dell'osso ed impedisce al chiodo di spostarsi all'interno della cavità in cui si trova (si tratta di un sistema utilissimo qualora l'ortopedico debba trattare una grave comminuzione ossea, col rischio di accorciamento dell'arto), l'altra vite è "dinamica" e permette di agire (previa ovvia rimozione della vite statica) al fine di creare una compressione dinamica dei capi ossei fratturati durante il carico dell'arto (si tratta di un ritrovato ingegnoso, perchè eventuali ritardi di consolidazione trovano un'accellerazione nella guarigione indotta dallo scorrimento assiale del chiodo). La guarigione della frattura causa una modifica dei rapporti chiodo-osso per riassorbimento dell'area di ematoma, perciò un carico completo "improvviso" POTREBBE (il condizionale è d'obbligo) causare la rottura della vite che Lei dovrebbe rimuovere. A mio personale parere, per evitare rischi, suggerirei la rimozione di tale vite (intervento di rapida esecuzione). Il carico è progressivo in circa 10 giorni dall'intervento. E' necessario tuttavia una valutazione radiografica ed una visita specialistica ortopedica per un giudizio adeguato in merito.

    Cordiali saluti,

    Andrea Salvi



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