Utente 142XXX
Gentilissimi medici,

Scrivo per sottoporvi il mio problema. Ho 26 anni e in passato ho subito un intervento per la parziale circoncisione del pene a causa di una fimosi. Associate alla patologia, si sono poi riscontrate delle aderenze (alquanto pronunciate) tra glande e prepuzio restante. La situazione è stata sottovalutata dal sottoscritto e le cose sono rimaste nello stesso stato fino ad oggi.
Non ho difficoltà di erezione e di penetrazione, tuttavia è innegabile che l'aspetto dell'organo non sia dei più normali, e ho paura di incontrare prima o poi una partner "poco comprensiva". Le aderenze riguardano sostanzialmente tutta la corona del glande, in varie gradazioni: il lato posteriore è libero, ma il frenulo risulta essere piatto e largo (non crea tuttavia problemi evidenti di distesione), il lato destro risulta parzialmente libero, fatta eccezione per un lembo di pelle di circa 5 mm di lunghezza, la parte superiore presenta tre aderenze di qualche millimetro distanziate l'una dall'altra, e la parte sinistra risulta essere la più colpita dal problema, la pelle (con evidente tessuto cicatriziale) ricopre quasi metà glande.
Dalla descrizione si capisce che l'immagine non sia delle migliori.
Vorrei sapere se:
- che nome dare ad una patologia di questo tipo?
- durante l'intervento subito sono stato suturato con punti riassorbibili, ho la sensazione che alcuni di questi punti si trovino ancora sotto cute, è possibile?
- la situazione del pene nel suo complesso non mi impedisce di avere rapporti sessuali, tuttavia sono soggetto a gonfiori ed arrossamenti, dovuti allo stress che la struttura deve sopportare. Ho paura di dovermi rivolgere ad un chirurgo estetico piuttosto che ad un andrologo. Ho speranza che il problema possa essere trattato "in maniera decente" e risolto chirurgigamente da un andrologo, senza dover spendere cifre folli?
- quanto del problema attuale può essere imputato all'imperizia del chirurgo che mi ha operato in passato?

Vi ringrazio della cortese attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
quelle aderenze (ammesso che lo siano: scusi, ma di qua non vedo), alndrebbero ambulatoriamente con un po di anestesia locale e un po (poca) di manualità Tenga presente che c' è il sistema sanitario nazionale, gratuto. Tali aderenze possono esseresi formate/ingrandite dopo l' intervento per fenomeni infiammatori locali in cui il chirurgo non c' entra nulla, per cui è diffiocile parlare così aprertamente di "imperizia". Tenga presente che infiammazioni locali sono particolarmente frequenti nelle persone rotondette.
[#2] dopo  
Utente 142XXX

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Gentile Dottore,

la ringrazio per la sua simpatia e per la pronta risposta. Le assicuro, con altrettanta ironia, che di manualità, nel corso degli anni, ne ho praticata parecchia, o almeno tanto quanto chiunque abbia una sessualità normale.

Le chiedo a questo punto quanto siano frequenti episodi di aderenze così estese e quanto spesso si ricorra a terapie chirurgiche per il loro trattamento.

Grazie ancora, un cordiale saluto

p.s. Che relazione c'è tra la massa corporea e le infiammazioni dei genitali?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Non era ironica, ha capito male, a volte basta una "smanacciata" del medico a sistemre il tutto, questo volevo dire e che comunque facilmente si sii sistemano. La chirurgia, quando non basta la smanacciata di cui sopra, consiste in una strofinata contro quelle aderenze di un ferro chirurgico (pinza, klemmer) a punta sottile e smussa, oppure a bordo modicamente tagliente (il rovescio del bisturi). Frequenza: qualcuna all' anno.
Quanto alla massa corporea l' addome tondetto si appoggia sul pene in situazaione seduta ed il monte di Marte (grasso prepubico) tende a soffocare il glande, per cui si può avvenire una macerazione cutanea.
[#4] dopo  
Utente 142XXX

Iscritto dal 2010
Grazie, mi consiglia di rivolgermi ad un andrologo o ad un dermatologo?
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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vista la probabile necessità di "smanacciate" andrologo.