Utente 142XXX
La mia ragazza (ha 24 anni) è affetta unilateralmente da ipercheratosi nevoide del capezzolo e dell'areola. Alcuni anni fa si è presentata una piccola macchia scura e ad una prima visita dermatologica presso l'ospedale le è stato prospettato di rimuoverla con il laser o trattarla con urea pomata per ammorbidirla. Ha trascurato il problema per qualche tempo fintanto che non ha smesso di assumere la pillola anticoncezionale. In quel preciso istante si è accorta che la "lesione" ha preso a crescere in maniera molto vistosa invadendo tutta l'aureola con pigmentazioni brunastre e nere e peduncoli che poi si staccano. Ha tentato una volta in un piccolo angolo la diatermocoagulazione con scarso successo. Infatti lo strato ipercheratico della pelle è stato distrutto ma non è stato restituito il naturale colore roseo della zona trattata. Essendo una condizione molto rara che strada suggerite di intraprendere? E' contagiosa, curabile? Potete inquadrarmi questa patologia dal vostro punto di vista? Vi ringrazio molto per il vostro consulto e mi complimento per l'ottimo servizio che svolgete!

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Dr. Maurizio Biagioli
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gentile utente
La condizione di ipercheratosi nevoide dell'areola è rara, ma non eccezionale, perchè molti casi di modesta entità non vengono riconosciuti. Si tratta di un vero nevo epidermico o verrucoso, quindi patologia congenita non infettiva. Non è ovviamente contagiosa ne pericolosa per la salute e ha sostanzialmente una valenza estetica. Il trattamento purtroppo non è facile, in quanto un atteggiamento aggressivo chirurgico o fisico (laser, diatermocoagulazione) anche se potenzialmente risolutivo provoca degli esiti permanenti. Un approccio più soft sia di tipo fisico che medico, può attenuare parzialmente e momentaneamente la visibilità della lesione, ma non è definitivo.
Comunque la sede dermatologica è quella più idonea per concordare l'atteggiamento migliore da seguire.
Cordiali saluti