Utente 142XXX
Gentilissimo Dottore, le chiedo un consulto per mia madre di 63anni sottoposta all' isterectomia totale e annessiectomia bilaterale il 12 ottobre del 2008 per un carcinoma all'endometrio.
Il referto ha evidenziato:
- utero di cm 9.5x8x4 a pareti deformate per la presenza di alcune masse miomatose, la maggiore di cm 2,3;formazione vegetante endometriale di aspetto cerebroide del diametro di cm 3 che occupa gran parte del lume endometriale;
- ovaia destra di cm 3x1,5x1 in sezione di aspetto cistico con ectasia tubarica
- ovaia sinistra di cm 3,5x2x1 in sezione di aspetto cistico.

La diagnosi è stata:
Quadro istologico di adenocarcinoma endometriale di tipo endometrioide moderatamente differenziato (G2). La neoplasia è limitata al corpo uterino e mostra una prevalente crescita esofitica con infiltrazione minore del 50% dello spessore miometriale. Le ovaie sono sede di aree di endometriosi con aree cistico regressive e focale presenza di residui mulleriani.
stadio patologico: pT1b pNx

(Per la difficoltà dell'intervento, dato addome voluminoso di mia madre non è stato possibile asportare anche i linfonodi).
L'oncologo non ha indicato di fare nessun ciclo nè di chemio nè di radio, ma di valutare i controlli che seguiranno.
Cosa ne pensa?Dato che non sono stati asportati i linfonodi, in futuro ci saranno complicazioni in merito?Mia madre è completamente fuori pericolo?
La ringrazio.
Distinti saluti
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

io direi che innanzitutto la situazione è meritevole (se non è già stata eseguita) di una TC total body con mezzo di contrasto. Leggendo la data dell'intervento ho visto che è stato eseguito nel 2008; troppo tempo è trascorso per un eventuale approccio sia radiante che chemioterapico. Allo stato attuale la cosa migliore da fare è uno stretto follow-up.

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 142XXX

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Gentilissimo dottore la ringrazio ancora. L'intervento è stato effettuato il 12 ottobre del 2009. C'è stato accidentalmente un errore di battitura di cui mi scuso e la prego gentilmente di riconsiderare la situazione.
Distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

il tempo dei tre mesi è ugualmente troppo. Le terapie adiuvanti eventuali vanno intraprese entro un mese (massimo due) dall'intervento chirurgico. Resto sempre dell'idea che la cosa migliore sia uno stretto follow-up

un caro saluto

Carlo Pastore
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[#4] dopo  
Utente 142XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Dottore,
lei riteneva necessario una terapia adiuvante?

Distinti saluti