Utente 108XXX
Salve a tutti gentili dottori.
Sono un ragazzo di 24 anni che da 9 mesi combatte con una problematica ostica e difficoltosa.

Spiego brevemente: dopo circa due anni, mi sono fidanzato ed ho ripreso ad avere rapporti sessuali ovviamente protetti. Da subito è iniziato un putiferio: rossore sul pene, dolore uretrale per poi divenire prostatico.
In un primo momento le analisi proponevano una situazione nella norma.
Solo in seguito, per via dei continui e sempre maggiori dolori, mi sono recato in un noto centro andrologico della zona nel quale mi è stata diagnosticata la Clamidiae con tampone uretrale, ed inoltre un 'infezione da Staphilococcus Aurus ed Escherichia Coli precisamente su Tampone Balano-Prepuziale Spermiocultura e Test di Stamey.

Ho iniziato le cure antibiotiche che hanno eliminato la Clamidiae ma non il resto. Più cure antibiotiche. Si era addirittura ipotizzati ad un problema intestinale che colonizzasse prostata, testicoli e prepuzio. Ma un DayHospital ha eslcuso patologie intestinali.

Arriviamo ad oggi: solitamente, dopo i rapporti privi di penentrazione (e quindi di profilattico) non avverto assolutamente alcun problema.

Mentre noto una serie di fattori che da qualche giorno mi stanno turbando: a seguito dei rapporti protetti con profilattico, ho dei bruciori sul all'altezza el glande e nell'uretra.
Oltre a ciò puntualmente ho, li per li, un fastidioso bruciore agli occhi ed una secchezza alle mani (spesso giustificata per via del freddo) sopratutto nel framezzo che distungue due dita.

Ho prestato attenzione a questo fattore che, ripetendosi, mi ha creato una bella incognita.

Devo però dire, che, nei mesi precedenti (sopratutto quelli iniziali) avevo già proposto questa domanda all'andrologo ed anche ad un allergologo che mi avevano in visita. Entrambi hanno detto che, se cosi fosse stato, avrei dovuto ritrovare il pene, nel giorno seguente, molto gonfio, molto rosso ed anche molto molto dolorante ("intoccabile").

Ma, come detto, il ripetersi di questi sintomi mi incuriosiscono

Ho già preso un nuovo appuntamento per una visita andrologica per poter proseguire l'estanuante cura.

Il quesito che porgo al V.S. cortese attenzione è: è valida la mia ipotesi? Ma sopratutto: un'allergia al lattice può far nascere una infezione balano-prepuziale e prostatica?

Ed infine: quali sono i test per l'allergia al lattice e, su per giù, quanto costano? Comprenderete che tra le mille analisi di soldini ne escono davvero tanti.

Grazie anticipatamente a tutti coloro che forniranno mente ed appoggio al mio piccolo-grande dilemma.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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Salve,
perchè non è mai andato da un dermatologo? In primis è l'unico specialista abilitato a comprendere di malattie trasmesse sessualmente, poi avrebbe potuto forse chiarire la sua situazione. Peraltro, da come la descrive, un'allergia al lattice potrebbe non essere un'ipotesi affatto peregrina.
Non è infine questione di test ma di capacità e di cultura di chi si prende carico dei suoi problemi.

Un caro saluto

Mocci
[#2] dopo  
Utente 108XXX

Iscritto dal 2009
Gentilissimo prof. Mocci,

anzitutto la ringrazio tanto di aver prestato attenzione al mio caso.

In secondo luogo, torno sulla vicenda: primissima sintomatologia avvertita, prima di tutto questo putiferio, fu una candida balano-prepuziale diagnosticata per l'appunto da un primo dermatologo. In seguito feci esami quali i vari tamponi per clamidiae e urino colture proprio consigliati da questo primo dermatologo.

Tutto negativo; ma i dolori continuavano. Andai da un medico internista ed inoltre da un secondo dermatologo (per altro anche allergologo). Fu qeust'ultimo, quando inziarono a riscontrarsi le prime positività batteriologiche, a indirizzarmi verso un andrologo.
Aggiungo che proposi a questo secondo dermatologo, la mia ipotesi allergologica, ma fu proprio lui a parlarmi, in quest'eventualita, di "pene notevolmente rigonfio, rosso e intoccabile per il dolore".

E' davvero COSI' EVIDENTE una tale intolleranza? Io ho fastidi ma non certo cosi atroci!

Mi rendo conto di stare migliorando gentilissimo professore: indubbiamente. Agli inizi mi creda, oltre agli atroci dolori, le afte in bocca (ecco perchè l'internista) si aggiugeva una fastidiosissima debolezza forse anche intensificata dall'ansia di sapere.

Sto meglio. Ma non sto bene. Ed oggi, pensando a ieri, a quel ragazzo sprtivo e vivace che ero, mi rendo conto che l'unico aspetto variato è, per l'appunto, questa ripresa attività sessuale (prevedente appunto il profilattico).
So che esistono in commercio profilattici che alternano la scelta del lattice. Il profilattico mi occorre: pur essendo molto innamorato della mia ragazza (ormai convivente) una probabile gravidanza non sarebbe in alcun modo indesiderata. Ma, per il mio doverosissimo rispetto che le propongo, in questa mia strana situazione, non posso certo permettermi questa libertà. E chissà se potrò mai farlo, a sto punto. Sono un pò pessimista in questo, ma mi creda... l'ho passata davvero brutta!

Farò presente questo mio dilemma a chi mi ha in cura, con la speranza che questi, come giustamente propone lei sia ricco di capacità e di cultura.

Grazie Mille Dottore