Utente 143XXX
Per una forma ansiosa il mio psichiatra mi ha prescritto due compresse di diazepam (vatran) 5mg una cp alla mattina e una alla sera, e di rivederci dopo un mese per fare una valutazione.

dopo i primi tre giorni di terapia riesco di nuovo a dormire bene, l'ansia è sotto controllo, ma mi sento sonnolento senza energia, e mi è difficile concentrarmi sul lavoro.

dato che so che il diazepam ha un'emivita molto lunga e che tende ad accumularsi per parecchio tempo prima raggiungere un livello costante, mi chiedo se devo attendermi un ulteriore incremento della sonnolenza per tutto il prossimo mese: NEL QUAL CASO DOVREI RICONTATTARE IL MEDICO PER RIVALUTARE LA TERAPIA.

ma forse si tratta di una mia preoccupazione infondata, nel senso che l'aumento delle concentrazione plasmatica non corrispone necessariamente ad un aumento dell'effetto?

Potete crtesemente sciogliere questo mio dubbio?

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

L'effetto nel tempo tende a ridursi, perché c'è abitudine. Il farmaco non è indicato a lungo termine, per cui è corretto dirle di rivederla tra un mese, però la terapia attuale non è specifica per nessun disturbo d'ansia. Il problema è che quando gli effetti si riducono vuol dire che l'organismo si è assuefatto, quindi a quel punto la sospensione deve essere necessariamente fatta con gradualità e su indicazione del medico.
L'accumulo che lei diceva è nei primi giorni, e nei primi giorni se si aumenta la dose.
Quel che lei riferisce sono i prevedibili effetti collaterali del vatran, che ha iniziato a dose "importante", quindi non è strano che li stia avendo.
[#2] dopo  
Utente 143XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la celere e cortese risposta.

In effetti quello che mi spaventa di questa terapia è la mia consapevolezza che le benzodiazepine possono dare assuefazione e dipendenza (mi è capitato di usarne solo in circostanze determinate per brevi periodi).

Quello che temo inoltre è di non riuscire a concentrarmi sul lavoro, un mese nella mia situazione sonnolenta sarebbe piuttosto disastroso...

A questo proposito spero di non disturbarla troppo se le chiedo di leggere il mio post dell'11 gennaio, nel quale la mia situazione è descritta in modo più completo.
Il mio precedente post si intitola "depressione" e si trova nell'area psichiatrica.

cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Ho visto che nel precedente consulto c'è già una storia di trattamenti, alcuni tollerati ed efficaci, altri meno tollerati, altri interrotti perché davano effetti non tollerabili. Aveva però fatto cure per un certo periodo.
Adesso non si capisce come mai questo episodio sia affrontato senza avere memoria del passato, cioè con una medicina che è un provvisorio tampone all'ansia e niente più, ma essendoci già una storia e medicine di riferimento è strano che non siano state prese in considerazione.
[#4] dopo  
Utente 143XXX

Iscritto dal 2010
Durante l'ultimo colloquio il medico mi aveva riproposto l'elopram, che aveva funzionato.

Quando gli ho fatto presente che con questo farmaco avevo avuto dei problemi sessuali, spiacevoli ma non insormontabili, mi ha prescritto il diazepam....
al momento non ho pensato a chiedere il motivo, tendo a fidarmi del ruolo dei medici, per esempio non chiederei mai al mio medico di famiglia perché mi prescrive un certo antibiotico. Ma adesso mi sono venuti dei dubbi, per questo mi rivolgo a lei.

Io in realtà avevo posto la questione, forse poco esplicitamente, per sapere se ci fosse il modo di mitigare ulteriormente questi effetti indesiderati, con altri farmaci (so che ne escono continuamente di nuovi) o con "antidoti" di qualche tipo.

è possibile che l'intento del curante sia quello di provare a vedere se dopo una breve terapia con un ansiolitico io sia in grado di fare a meno di un supporto farmacologico?

oppure è possibile che la ragione sia quella di prescrivermi in seguito una terapia che richiede un periodo di "wash out" rispetto a quella precedente? (mi scusi se utilzzo termini tecnici di questo tipo, ma leggo i foglietti illustrativi anche se li comprendo solo parzialmente)

inoltre: ogni 15/20 giorni devo fare uno spostameto in automobile di circa 300 km: le chiedo se è una cosa compatibile con la mia terapia.

grazie mi scusi se continuo ad approfittare della sua cortesia
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

elopram è un farmaco curativo, diazepam no, almeno se stiamo parlando di disturbi d'ansia. Anche perché il diazepam (vatran) è soggetto a tolleranza, cioè vi si assuefa dopo un certo periodo.
Nel passaggio tra due antidepressivi (non IMAO) non è richiesto nessun particolare periodo di washout.
Per quanto riguarda la guida non esiste una regola assoluta, come in tutti i farmaci si raccomanda di prestare attenzione in base alla sensibilità individuale.
Invece, proprio per quel che concerne la guida, diazepam rientra esplicitamente tra le sostanze non consentite incluse nelle tabelle ministeriali. In altre parole, se ad un controllo si risulta positivi al diazepam (benzodiazpine urinarie) vi sono sanzioni.
[#6] dopo  
Utente 143XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la cortese risposta, che conferma i miei dubbi sulla terapia (stiamo parlando di "depressione con componente ansiosa"), oltre a evidenziare il problema in merito all'illegalità della guida.

Sono confuso sul da farsi: continuare con il vatran, parlare con il medico di famiglia, chiedere una visita ad un altro specialista (ma chi me la fisserebbe se non tra qualche settimana? allora tanto vale aspettare l'appuntamento con il mio e chiedere spiegazioni e chiarire con lui) .
Ma credo che aiutarmi in questo non sia compito del vostro forum.

Comunque grazie ancora e cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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La terapia attuale non è una terapia per una depressione. Esistono farmaci alternativi al precedente. Se la soluzione è temporanea non lo so, ma non ci vedo una strategia precisa.
Non il problema comunque a farsi visitare in tempi stretti, ma la scelta del medico è ovviamente una scelta che spetta a Lei.