Utente 144XXX
Scrivo qui perchè mio padre è stato vittima di un infarto nella giornata di ieri (o meglio nei giorni precedenti, ieri è stato ricoverato). Scrivo perchè ho letto un pò sull'argomento (mi piace informarmi quando ne ho l'occasione e la possibilità), e ci son diversi punti che non mi sono chiari.
Il tutto è cominciato nella giornato di sabato, mio padre non si sentiva in forma, stanchezza, abbassamento di voce e presenza di muchi. E' subentrato poi nella giornata di domenica un dolore al petto che lui descriveva come "superficiale" e non intenso. Preoccupati ci siamo rivolti alla guardia medica, che è sopraggiunta abbastanza in fretta e ha diagnosticato una tracheo-faringite acuta (su insistente suggerimento di mio padre stesso che sosteneva di averla avuta tempo fa e ne "riconosceva" i sintomi). Gli son stati prescritti antibiotici e aereosol.
A causa della sua testardaggine (maledetta!) e nell'attesa che gli antibiotici avesero effetto, è passata anche la giornata di lunedi. Ieri mattina con la situazione che andava degenerando e con nuovi sintomi quali "sudorazione fredda" , pallore e cianosi periferica (a detta del medico di famiglia), lo abbiamo "costretto" ad andare in ospedale.
La situazione è apparsa subito critica, è stato diagnosticato un infarto, e praticata coronarografia con successiva angioplastica per liberare 2 arterie occluse.
Dopo di questo le condizioni si sono stabilizzate, ma mio padre ha bisogno di restare attaccato a macchine per aiutarlo a respirare e a "pompare" il sangue. E' inotre sedato. A detta dei dottori una parte del cuore è stata "ripresa", ma una parte (non so quale e in che parte) risulta danneggiata. Ci è stato detto che è sotto farmici per tenere pressione alta e gli è stata somministata anche adrenalina. Dicono che non ci resta che aspettare e sperare che la parte danneggiata di "autoripari ossigenandosi" (o qualcosa di simile).

Quello che mi chiedo è:
E' possibile che un infarto possa protrarsi per più giorni?
Quanto e cosa rischia mio padre ora? Quali sono le sue prospettive?


Grazie in anticipo per le eventuali risposte.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
40% attività
0% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
per infarto del miocardio si intende un irreparabile danno a carico del tessuto cardiaco, che richiede una pronta diagnosi e a seconda dell'entità del danno, cure più o meno intensive e rapidi. L'evoluzione del quadro clinico è variabile a seconda di numerosi parametri funzionali cardiaci e respiratori, nonchè in base alla risposta del soggetto alle cure effettuate. On line, dirle per quanto tempo suo padre necessiterà di cure intensive o darle una ipotesi prognostica è assolutamente impossibile in assenza di una visione diretta del paziente e degli esami praticati in regime ospedaliero.
In bocca al lupo a lei e soprattutto a suo padre!
[#2] dopo  
Utente 144XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la risposta.
Purtroppo le cose non vanno affatto bene, dopo il colloquio col medico di ieri la situazione è che, pur non essendoci stati danni all'apparato respiratorio e al cervello causati dall'infarto, pare che l'eccessiva attesa per il ricovero abbia provocato danni alla maggior parte del cuore; la terapia in uso non sembra aver ripreso la circolazione e ad eccezione di una piccola parte ( a detta del medico) il cuore non è altro che tessuto in necrosi.
Ci han detto che continueranno la terapia finchè l'adrenalina e gli altri farmaci somministrati non raggiungano valori oltre i quali non è più possibile andare.
Sembra che non ci sia molto da sperare.
[#3] dopo  
Utente 144XXX

Iscritto dal 2010
Aggiungo quanto ha detto il dottore nel colloquio odierno.
Non sembrano esserci cambiamenti di rilievo, se non per il fatto che si è rea necessaria la dialisi per eliminare i liquidi in eccesso che nonn riuscivano a essere scaricati "naturalmente", inoltre hanno abbassato la temperatura del corpo per ridurre al minimo gli sforzi del cuore (o quel ch e ne resta).

Una domanda in particolare mi preme, il medico ha parlato di possibilità che la parte "inattiva" del cuore sia solo "atrofizzata" e non necessariamente necrotica. Ora capisco che tramite il mezzo internet non Le è possibile fornire una risposta attendibile, ma secondo lei è questa una possibilità(essendo per definizione l'infarto del miocardo il danno irreparabile al tessuto cardiaco)? O quelle che mi (ci) stiamo facendo sono mere illusioni?

La ringrazio in anticipo, sperando in una sua risposta.