Utente 144XXX
Salve, sono un ragazzo di 18 anni affetto da Tachicardia parossistica sopraventricolare, ho questi attacchi da quando ero piccolo, il primo attacco avvenuto prima del 2005 il secondo in prima superiore, nel 2005 ed il terzo in quarta l'anno scorso, questi primi tre non furono documentati, il quarto attacco è avvenuto circa due mesi dopo il terzo, e su consiglio del medico sono andato al Pronto soccorso, TPSV, mi sono stati somministrati 2 step di crenosin( 5 e 10mg) con il risultato che il mio battito è accellerato anzichè diminuire, da 150 a 180 fino a quasi 190, dopo ore ( quasi otto, il cardiologo non era presente in sede) sono stato trasferito in un ospedale più grande dove il cardiologo prima di praticare la cardioversione ha deciso di optare per un tentativa di isoptin( 1 fiala in 5 minuti) che mi ha fatto tornare la frequenza sui 120 facendo smettere l'aritmia, nel giro di altri 20 minuti la frequenza si è stabilizzata a 110; dopo questo episodio ho eseguito: esami tiroidei( Tireotropina 2,36/ tiroxina 1,42/ trijodotironina 3,69) ecg secondo Holter(ritmo sinusale a normale conduzione. assenza di aritmie. non significative alterazioni del tratto ST. frequenze lievemente eleveata durante le ore di veglia) Ecocuore transtoracico(tutto nella norma).
Non sono stati presi provvedimenti.
Il 22 di dicembre del 2009 ho avuto un'altro attacco, frequenza 150, TPSV, mi trovom in un terxo ospedale( in un'altra provincia) il cardiologo presente decide di optare subito per l'isoptin, meno di una fiala mi abbassa i battiti fino a 130, il cardiologo interrompe la somministrazione dicendo di vler aspettare il mio rientro in ritmo, che non avviene, decide quindi di somministrarmi crenosin( 3 e 6 mg) subito dopo la somministrazione il mio battito sale ancora a 180 e il cardiologo dopo avermi fatto dare una flebo di fisiologica e isoptin a 20ml l'ora sale in reparto, dopo 4 ore ancora stò a 180 battiti, cambio del turno, arriva un nuovo cardiologo che fà togliere la flebo e mi dice che lui sarebbe portato a farmi una cardioversione ma che vorrebbe provare un'ulteriore somministrazione di isoptin, me ne somministra 1 fiala e mezzo in 3 minuti e il battito scende a 100 battiti al minuto, l'aritmia passa tra i 130 e i 120 battiti. Mi suggerisce visti gli altri esami uno studio elettrofisologico in quanto ritiene che tutto sia causato da una fibra accessoria.
Ho poche domande da fare:
Può essere che il Crenosin un farmaco antiaritmico sia legato all'aumento della mia frequenza? mi sembra che l'aumento sia più che una mera coincidenza e se utti parlano di "fastidi" durante la somministrazioni io provo delle vere e propie fitte di dolore acuto e da compressione in tutto il corpo.
Qualè la procedura dello studio elettrofisiologico? non riesco a documentarmi autonomamente come voluto.
Cosa rischio durante gli attachi? e nella vita di tutti i giorni rischio qualcosa?
Può essere opportuno un'ulteriore consulto da un elettrofisiologo?

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
40% attività
0% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
lo studio elettrofisiologico trova precise indicazioni nel suo caso, perchè permetterebbe di scoprire ed eliminare quel circuito elettrico anomalo che è alla base della sua TPSV. L'esame è di semplice attuazione, avviene mediante l'introduzione da una vena della gamba di una piccola sonda che va a registrare l'attività elettrica del suo cuore, scovando e poi eliminando eventuali centri anomali. Trattasi di una procedura, quindi, a minima invasività, che richiede una anestesia locale ed in genere un breve ricovero ospedaliero.
Saluti