Utente 144XXX
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 28 anni. Dopo circa 3 anni di dolori frequenti, soprattutto dopo sforzo,al polso sinistro (sono mancina),l'anno scorso ho notato la formazione di una cisti(ca 1cm di diametro)sulla parte dorsale del polso. Mi sono quindi rivolta ad un chirurgo della mano per valutarne la rimozione.Dopo esame clinico ed ecografia ha posto diagnosi di ganglio artrogeno e si è deciso per la rimozione in artroscopia in DH.
Ho eseguito l'intervento nel mese di dicembre 2009 e dopo la rimozione del gesso a 15 gg persisteva tumefazione,dolore e difficoltà alla mobilizzazione attiva e passiva del polso. Inoltre a 20 gg dall'intervento ho manifestato un deficit di estensione del 2°dito(spontaneo,non riconducibile a evento traumatico).L'ecografia ipotizzava una rottura del tendine estensore del 2°raggio subito dopo la sua origne dal tronco comune. Il chirurgo ha quindi deciso di sottopormi ad un nuovo intervento durante il quale è stata praticata un'incisione longitudinale di ca 10 cm (dal polso verso il gomito). E' stato suturato il tendine interrotto,e sono stati ripuliti i tendini estensori delle altre dita(pollice escluso)che risultavano danneggiati dalla presenza di tessuto riferito di aspetto reumatoide da parte del chirurgo,inviato all'anatomia patologica per valutazione.
Specifico che non ho familiarità per malattie reumatiche,nè precedenti personali e non ho manifestazioni in altre articolazioni.
- Preso atto che dovrò aspettare il referto istologico,vorrei sapere se nella vostra esperienza avete avuto casi analoghi e che idea vi sareste fatti.
- Inoltre considerando che dovrò tenere il gesso altre 4-5 settimane temo per il recupero funzionale completo di polso e dita.

Ringraziando per la cortese attenzione vi saluto cordialmente.

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Dr. Riccardo Busa
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Egr. utente,
una rottura tendinea non traumatica può avvenire per fenomeni infiammatori o degenerativi. Corretto l'iter a Lei proposto di riparare la lesione tendinea e di esaminare il tessuto infiammatorio per ottenere una diagnosi. Le patologie reumatiche possono presentarsi con una ampia variabilità di manifestazioni e non sempre è presente una famigliarità o un interessamento sistemico.
In molti casi le manifestazioni possono essere localizzate e settoriali. Attenda quindi pazientemente la diagnosi istologica. Se questa dovesse essere suggestiva di patologia reumatica occorrerà completare l'iter diagnostico mediante esami ematici e visita reumatologica.
qualora invece non dovessero risultare segni riferibili ad una patologia infiammatoria connettivale può essere preso in considerazione anche il danno "chirurgico" tra le possibili cause della rottura tendinea. Purtroppo infatti TUTTI gli interventi chirurgici (ed artroscopici) possono dare luogo a complicazioni. Di queste alcune sono relativamente frequenti, altre molto più rare (statisticamente) ma non impossibili.