Utente 122XXX
Buonasera, già ho scritto del mio problema tempo fa e mi vergogno anche a disturbarvi di nuovo ma avrei bisogno ancora di un piccolo aiuto (che per me sarebbe grandissimo). Ho 27 anni e fin da piccola soffro di ansia e attacchi di panico. Adesso sono in cura da una psicologa e sento di stare meglio ma il mio percorso è ancora lungo. Lei mi ha tolto tutti gli ansiolitici che mi erano stati prescritti, all'inizio è stata davvero dura poi piano piano mi sono sentita meglio. Il mio problema è che non riesco a convincermi di non avere recato e di non recare danni al mio cuore. Addirittura quando mi arrabbio subito dopo mi faccio prendere dal panico per paura di aver fatto danno alle mie arterie. Come già ho scritto l'altra volta ho fatto tantissimi controlli, ecg sotto sforzo (almeno una volta l'anno), eco-doppler e il cardiologo mi ha rassicurata, il mio problema però persiste. Siccome è fin da piccola che soffro di questo problema e che mi sento questo cuore accellerato per qualsiasi emozione anche minima o solo per paura, allora mi immagino di avere "finito" le mie vene, di aver compromesso la mia aorta o restrinto le mie coronarie. Sono una persona sensibile e non riesco a non farmi trascinare dalle emozioni, per ogni piccola cosa il mio cuore sobbalza per poi "sfociare" in un attacco di panico. Per questo mi chiedo; non sarebbe meglio se mi prescrivessero dei beta-bloccanti? A volte i miei battiti arrivano a 95 o 100, e non una volta al giorno ma più volte al giorno e a volte il cuore mi batte di più senza nemmeno un motivo apparente. Posso sembrare ridicola ma credetemi è veramente difficile per me. Mi immagino sempre di avere un corpo anziano perchè l'ho fatto "lavorare" troppo. Io cerco di mangiare sano, non fumo e non bevo, faccio attività fisica 2 volte a settimana ma ho paura che l'agitazione che sento sia più forte di tutto questo. La pressione è nella norma anche se sicuramente mi alzerà quando provo forte ansia. Quando sento parlare di infarti, ictus o problemi all'aorta mi terrorrizzo perchè credo che gli esami che faccio annualmente non bastino a prevenire questi problemi e che io sia esposta a questo tipo di malattie anche perchè a molti pazienti che soffrono di cuore viene detto di non emozionarsi troppo ed io mi rivedo in questa cosa. A volte da quanto sono terrorrizzata non posso sopportare nemmeno di affaticarmi troppo in palestra perchè credo che mi possa fare male oppure di fare veloce le scale di casa perchè sentire il mio cuore battere forte mi preoccupa. Sto cercando di mettere tutta me stessa per guarire dagli attacchi, di panico e ansia ma non riesco ad uscire fuori da questa mia ossessione per il cuore. Scusate ancora per il disturbo, Grazie, un saluto.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Iscritto dal 2008
Gentile utente,
i farmaci non sono caramelle da poter assumere senza motivi validi, anche perchè se da un lato possano giovare ad un organo, dall'altro possono determinare danni ad altri o presentare effetti collaterali che possono superare gli eventuali benefici. Per questo motivo, anche una eventuale terapia bradicardizzante, va attentamente valutata da parte del clinico, e non può essere certo prescritta per alleviare solo la sua sintomatologia puramente di origine nervosa. Ne parli perciò con il collega di riferimento, esponendo le sue necessità e i suoi fastidi.
Saluti
[#2] dopo  
144768

Cancellato nel 2014
Concordo con il Collega. L'auto-medicazione è una pratica da evitare assolutamente...non fosse altro perché sono necessari sei anni di università per raggiungere un minimo di competenza, che poi si affina con la quotidianità clinica della vita professionale.

Sul fatto che lo stress possa avere danneggiato o meno il cuore, mi sento di rassicuraLa, dato che sono ben altre le cose che fanno male al cuore (diabete, colesterolo, familiriatà, età, sesso maschile...ecc...)
Adotti uno stile di vita sano, rispettoso del fisico e della mente, e si dedichi nel tempo libero a qualcosa che Le susciti sensazioni positive (sport, hobbies...quello che preferisce). Avrà fatto un'azione di prevenzione cardiovascolare ed, allo stesso tempo, avrà concesso alla mente l'occasione per distrarsi da problemi di salute probabilmente inesistenti.
Un Cardiologo potrà ad ogni modo accertare l'indennità del suo apparato cardiovascolare mediante una semplice visita.
Cordiali saluti,
[#3] dopo  
Utente 122XXX

Iscritto dal 2009
Intanto Vi ringrazio per le risposte. Forse però mi sono spiegata male, io vorrei solo un consiglio da esperti, mai e poi mai mi permetterei di assumere farmaci senza parere medico so che effetti possono avere e non mi verrebbe mai in mente di fare una cosa del genere.
Vorrei in qualche modo essere rassicurata per quanto possibile.
Sapete vivere sempre con l'angoscia di fare del male al proprio organismo: cuore, vene coronarie ed arterie non è il massimo. Al mio cardiologo a suo tempo gliene parlai ma lui dice che sono giovane e non ho bisogno di betabloccanti, io però ho paura, tanta. Non riesco a mettermi in testa che i miei sobbalzi, la mia tachicardia e le mie emozioni non influiscono sul mio stato di salute. Scusate ancora, buon lavoro.
[#4] dopo  
144768

Cancellato nel 2014
Il cuore di un giovane è in grado di sopportare questo genere di escursioni della frequenza cardiaca, quindi deve sapere che se in situazioni di stress la sua frequenza è più alta, è solo perché il cuore sta rispondendo nel modo fisiologico (cioè come la natura gli impone di fare) ad uno stimolo di allarme, inviato dal sistema nervoso.
Altrettanto rapidamente, il cuore ritona alle condizioni di riposo col "cessato allarme".
Penso che la cosa più importante sia ignorare questi falsi allarmi, perché turbano non tanto il cuore, quanto il sistema nervoso, che ha un gran bisogno di conservarsi per le occasioni importanti. Il processo di recupero e manutenzione delle nostre cellule nervose dipende da una corretta alimentazione e dalla regolarità e qualità del sonno.
Stia tranquilla e rilassata. Nella meravigliosa terra in cui vive potrà trovare gli spunti giusti.
[#5] dopo  
Utente 122XXX

Iscritto dal 2009
Dottore la ringrazio tanto, non sa quanto mi ha aiutata. Grazie anche per avermi fatto capire che i betabloccanti non sono di tanto aiuto nel mio caso. Ho anche deciso di non prendere nessun altro psicofarmaco (in passato mi hanno solo fatto peggiorare), e di cercare di imparare e saper ascoltare tutte le mie emozioni negative senza volerle per forza scacciare. Vorrei solo porvi una domanda, dall'ecg sotto sforzo si riesce a vedere se qualche coronaria è in "cattivo stato"? Mi spiego meglio, purtroppo questa paura del cuore sembra proprio persistere, e non riesco ancora a non pensarci. Sentondo quasi ogni giorno l'ansia e il battito un pochino più accellerato ho ancora la fissazione di queste coronarie. Facendo un ecg sotto sforzo una volta l'anno, si riesce a vedere se qualcosa non va? Non so ogni quanto mi dovrei fare vedere da un cardiologo e quali visite fare. Più che altro non so come funziona il corpo umano, quindi ho questa immagine che ogni volta che mi arrabbio o che mi impaurisco o che mi emoziono una coronaria si ristringa un pochino di più e che con il passare del tempo si "sciupi". Possono sembrare domande stupide e banali lo so, ma per me sono davvero importanti. Auguro un buon lavoro a tutti.