Utente 320XXX
Salve,
ho 40 anni e da poco ho eseguito uno spermiogramma, nel quale si constatava l’assenza di spermatozoi (azoospermia) ed
una spermiocultura nella quale non risultava nulla. Ho eseguito ulteriori esami:
1- Ecografia prostatica e testicolare.
2- Esame ormonale (FSH,LH,PROLATTINA E TESTOSTERONE).
3- Ulteriore spermiogramma.

L’esito degli esami è stato:

Prostata del volume stimato di 18.6 cm3, Reni in ordine, Vescica semivuota a pareti regolari, Pene e testicoli in ordine.

FSH = 3,4;
LH = 2,7;
PROLATTINA = 7,5;
TESTOSTERONE = 5,2.

Aspetto del siero = Normale
Volume 1,7 ml
Colore = Bianco grigiastro
Aspetto = Torbido
Tempo di fluidificazione = 20 min
Coagulo = Scarso
Viscosità = Normale
PH = 8,0
Fruttosio 46 mg/dl
Numero Nemaspermi = 0,0 Milio/ml
Altri Elementi Figurati = Alcuni elementi immaturi della linea germinativa. Rari leucociti.


L'Urologo che ha visto questi risultati è rimasto alquanto perplesso (non si spiega l'azoospermia con quei
valori ormonali), e mi ha detto che potrei eseguire una biopsia del testicolo, ma servirebbe solo a confermare
l'impossibilità di avere figli.

La domanda è:
Qual è il Vostro parere?
Ci sono altri esami che posso eseguire,o comunque posso ancora sperare di avere dei figli?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore ,
dalle poche informazioni cliniche che ci invia e dall'FSH che ci segnala , si potrebbe pensare ad un problema di tipo ostruttivo a livello delle vie seminali. Potrebbe a questo punto , essere utile una attenta valutazione da parte di un andrologo esperto in patologia della riproduzione umana. Il consiglio che le posso dare , prima di fare un biopsia testicolare , è quella di completare l'iter diagnostico per capire la vera causa di questa azoospermia .Infine non eseguire nessuna biopsia se non in una struttura capace di crioconservare gli eventuali spermatozoi trovati da utilizzare eventualmente in un secondo tempo in una tecnica di riproduzione assistita .
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#2] dopo  
Dr. Renzo Benaglia
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ROZZANO (MI)
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Gentile Utente,
concordo pienamente con il Collega Beretta. Come completamento direi che sono però indispensabili gli esami genetici.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
la biopsia testicolare, sulla utilità della quale ovviamente non posso che concordare, deve essere un punto di arrivo e non di partenza nell'iter diagnostico. La cosa più semplice che si può consigliare è chiaramente quella di ripetere innanzi tutto l'esame del liquido seminale. Ma è non può essere suffciciente e in tal senso condivido le perplessità del Collega. L'ideale, e credo che il Collega si orienterà in tal senso, sarebbe quello di rispettare le tappe diagnostiche previste per una condizione di azoospermia come la Sua.
Mi tenga informato dell'evoluzione del quadro clinico, mi interessa.
Affettuosi auguri epr tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#4] dopo  
Utente 320XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio vivamente per i Vostri consigli, ma vorrei chiedervi di esplicitare l'iter diagnostico a cui fate riferimento ed
in cosa consistono gli esami genetici a cui si riferisce il Dr. Benaglia.
Intanto ho già fissato un appuntamento con un'altro urologo per un ulteriore consulto, dell'esito del quale Vi terrò
informati.
Un cordiale saluto
[#5] dopo  
Dr. Renzo Benaglia
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ROZZANO (MI)
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Salve,
gli esami sono: Cariotipo; Screening Microdelezioni Cromosoma Y; Screening Fibrosi Cistica. Si tratta di semplicissimi prelievi di sangue.

Cari saluti
[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
ecco direi che tutto vada giustamente demandato alla prossima visita specialistica: in quella sede, il Collega deciderà se, quali, come, dove e quando effettuare esami di qualsiasi genere.
Attendiamo notizie in merito per una nuova eventuale discussione.
Auguri affettuosi ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#7] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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VICENZA (VI)
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sono daccordo con il collega Benaglia
[#8] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
il mio parere resta sempre lo stesso. Dovrebbe essere il Suo Andrologo a decidere se, quali, come, dove e quando effettuare esami di qualsiasi genere.
Poi se lo desidera, potremmo esprimere ulteriori commenti.
Auguri affettuosi ed un caro saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore ,
comunque la normale prassi diagnostica iniziale , quando ci troviamo a studiare una azoospermia tra l'altro di probabile origine ostruttiva, prevede le valutazioni consigliate dal collega Beneglia come indicato del resto da tutte le linee guida andrologiche nazionali ed internazionali.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
[#10] dopo  
Dr. Tommaso Corvasce
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ACCADIA (FG)
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Condivido l'opinione degli illustri colleghi sulla causa ostruttiva dell'azoospermia (Vol nella norma, FSH nella norma, didimi nella norma). Mi permetto tuttavia di aggiungere che potebbe sì essere utile la ricerca di spermi in epididimo e/o durante biopsia testicolare e/o in frammenti di tessuto testicolare, ma solo al momento di un approccio per eventuale ICSI . Sottoporre il paziente a due successivi interventi non credo sia opportuno ! Concordo inoltre sulla necessita' dell'esame genetico per la ricerca di microdelezioni crom Y e per la ricerca del gene della fibrosi cistica (analisi del Cariotipo cui dovra' sottoporsi anche la partner). arrivederci uroandros@hotmail.com.
[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
a questo punto credo che la Sua confusione stia aumentando. Pensi solo per un attimo se lo Specialista Andrologo cui dovrà di certo rivolgersi avesse intenzione di proporLe un piano di studio diagnostico diverso ...se non altro nei tempi (ed in questo concordo con quanto sostenuto nella Sua risposta dal Collega CORVASCE).
Anche se è molto semplice leggersi le linee guida nazionali ed internazionali, che sia ben chiaro restano quello che sono e cioè solo indicazioni consigliate...linee che dovrebbero guidare..., il mio parere resta sempre lo stesso.
Se lo desidera, dopo il consulto a cui si sottoporrà, potremmo esprimere ulteriori commenti.
Auguri affettuosi ed un caro saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore,
mi sembra che il percorso da noi tratteggiato, comprese le cose dette del collega Corvasce , non sia per niente confuso. Anzi , a parte la necessità di attendere comunque le decisioni del collega andrologo che avrà la fortuna di vederla , rimane il fatto che le indicazioni che le ha suggerito il nostro collega Benaglia sono corrette ed indispensabili per capire la sua situazione clinica. Certo riguardo la biopsia , come giustamente dice anche il collega Corvace e come le ho suggerito nella mia prima risposta, prima una attenta diagnosi (senza inutili biopsie) e poi una biopsia finalizzata soprattutto a recuperare spermatozoi per una successiva ICSI.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
[#13] dopo  
Utente 320XXX

Iscritto dal 2007
Salve a tutti,
Innanzitutto Vi rigrazio per l'attenzione rivoltami.
Proprio oggi ho avuto il consulto di cui vi accennavo e, anche questa volta mi è stato consigliato, come passo successivo, la biopsia testicolare, anche se questa volta per il prelievo degli spermatozoi per una ICSI. Sconsigliandomi qualsiasi terapia.
Quando ho chiesto se fosse il caso di eseguire degli esami genetici, il dottore mi ha detto che per completezza posso eseguire una "Mappa cromosomica con valutazione del braccio corto cromosoma Y". Anche se lo ritiene quasi superfluo, a giudicare dal mio aspetto fisico e dallo stato dei testicoli. Quindi mi ha consigliato di rivolgermi ad un centro per la fecondazione assistita, quale quello di Taranto (CREA SRL).
A questo punto i miei dubbi sono:
- se l'azoospermia è di tipo ostruttiva vi sono o no terapie efficaci?
- questo centro è veramente il migliore della Puglia?
Attendo volentieri il vostro parere.
Cordiali saluti.
[#14] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
la confusione cui mi riferivo è proprio quella in cui Lei ora si trova, e che traspare dalle Sue domande. Io credo che non sia giusto "anticiparLe", a seconda del proprio giudizio, sapere, esperienza e profesisonalità, quanto deve scaturire solo ed esclusivamente da un reale contatto clinico con il Suo Andrologo di fiducia. Pena quelle che Le sta capitando: mettere in dubbio consigli, proposte terapeutiche ed indicazioni dateLe da un medico in carne ed ossa, a dispetto di tutte le elucabrazioni mentali di noi Medici di un Forum si Internet.
Per concludere: sono sempre d'accordo con quanto sostenuto dal Collega CORVASCE nella Sua risposta e l'atteggiamento del Collega che La sta seguendo è del tutto condivisibile. Per la qualità del Centro consigliatoLe, me ne guardo bene dall'esprimere giudizi...Lei deve fidarsi completamente dello Specialista di fiducia che si è scelto.
E' tutto.
Affettuosi saluti ed auguri
Prof. Giovanni MARTINO
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore,
ribadisco il mio punto di vista che è basato sulle più recenti conoscenze raggiunte dalla medicina della riproduzione e condiviso dalla ampia comunità scientifica costituita dai patologi della riproduzione umana. In presenza di una sospetta azoospermia ostruttiva devono essere fatte le valutazioni citogenetiche indicate dal collega Benaglia (soprattutto lo screening per la fibrosi cistica) prima di procedere alla successiva tappa terapeutica che generalmente può prevedere una biopsia testicolare o ,in alcuni casi, soprattutto nelle problematiche ostruttive, solo una aspirazione degli spermatozoi direttamete dal testicolo(TESA) . Fatto questo si procede ad una loro successiva crioconservazione in attesa del loro utilizzo attraverso l'iniezione di uno spermatozoo all'interno del citoplasmatica di un ovocita di sua moglie (ICSI). In caso di una problematica ostruttiva di tipo anatomico non ci sono terapie farmacologiche ma ,in funzione della sede dell'ostruzione, possono essere indicate , purtroppo in pochi casi , delle procedure ricostruttive. Ricontatti comunque il suo andrologo per ulteriori chiarimenti e spiegazioni.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
[#16] dopo  
Dr. Renzo Benaglia
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ROZZANO (MI)
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Gentile Utente,
un simile atteggiamento da parte del Collega che la segue trovo sia non professionale. Non è arbitraria la decisione di far fare o meno gli esami genetici in questi casi. E' il Ministero della Sanità che li richiede. E' quindi nostro compito indirizzare al meglio le persone che ci scrivono anche dimostrando il nostro disaccordo su certi modi di affrontare le cose. Solo seguendo delle Linee Guida potremo uniformare il nostro iter procedurale sui pazienti. Chi rifiuta queste regole contribuirà a creare sempre più confusione e obbligherà i pazienti e le coppie a spostarsi dalle proprie Città in cerca di risposte, chiare.

Cari saluti
[#17] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
mi spiace contribuire ancora una volta a questa discussione che, probabilmente, sta prendendo i toni di un dibattito congressuale e quindi lontano anni luce dalle Sue aspettative.
Se il Collega che La sta seguendo decide una diagnosi, un iter diagnostico ed una terapia va comunque rispettato nella Sua professionalità. Anche se si possono o meno condividerne le scelte. Le linee guida sono appunto solo linee guida e niente di più: non sono assolutamente vincolanti per il Medico che deve "curare" un Suo paziente. Il rapporto di fiducia è fra Medico e Paziente e non fra Paziente e Linee Guida. Questo è sempre stato ribadito in tutti i Consessi sul tema specifico. Se non si è soddisfatti si sostituisce il proprio Medico, ma non lo si fa certo perchè il collega non ricopia a dettato sul suo ricettario ciò che indicano le Linee Guida.
Spero di essere stato chiaro.
Non tornerò su questo discorso. Se vuoLe chiariamo altri punti della Sua storia clinica.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#18] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
nel suo specifico caso noi non stiamo facendo una discussione accademica ,un dibattito congressuale od altro e non stiamo mettendo in discussione il suo rapporto di fiducia con il medico che la sta valutando, ecc, ecc, . Si tratta di stabilire, indipendentemente dall'esame clinico finale del collega che ha avuto la fortuna di visitarla e dalle sue conclusioni diagnostiche , se effettivamente, come sembra da quello che ci scrive , siamo in presenza di una azoospermia su base ostruttiva e come si deve procedere se aggiornati ed informati. Se questo è ,come sembra, non possiamo come medici informati ed aggiornati su queste tematiche, secondo scienza e coscienza,non ribadire la necessità di seguire la prassi medica stabilita da tutte le linee guida nazionali ed internazionali in questa materia , prassi tra l'altro direttamente confermata , come giustamente ha sottolineato il collega Benaglia , anche dal Ministero della Sanità.
Ancora un cordiale saluto ed un augurio perchè comunque risolva il suo importante problema .

Giovanni Beretta.
[#19] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
ancora una volta e Le prometto l'ultima.
- Non siamo qui a fare una diagnosi.
- Non siamo qui a decidere a quali esami Lei debba essere o meno sottoposto, quando e dove e da chi.
- Non siamo qui ad insegnare ad un Collega Specialista come deve svolgere il Suo mestiere. Occorre rispetto per la professionalità di un Medico, fino a prova contraria.
- Non siamo qui a dirLe quello che il Ministero della Sanità ha deciso per il Suo caso. E ci mancherebbe altro. Se le cose vanno male ...Lei poi che fa ...denuncia il Ministero o il Medico?
- Non siamo qui a compromettere il necessario ed essenziale rapporto di fiducia che Lei deve avere, per il momento, con il Suo Medico.
Il fatto che io possa essere d'accordo in teoria con quanto sostenuto nelle loro risposte dai Colleghi BENAGLIA e CORVASCE non sposta di una virgola il problema.
Affettuosi saluti e spero possa scusare questo inutile dibattito deontologico e professionale.
Se lo desidera torniamo a parlare del Suo problema, non appena avrà nuovi dati.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#20] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore ,
non siamo qui a mettere in dubbio nè la professionalità del suo medico nè a compromettere il suo rapporto di fiducia. In questa sede non possiamo che darle dei consigli in funzione dei dati che lei ci fornisce. Consigli che devono essere mirati ed aggiornati. Altrimenti in tutti i casi dovremmo dire "si rivolga al suo medico di fiducia" e li finirebbe il nostro intervento.
Dicevano i nostri padri "errare è umano , perseverare è diabolico".
Ancora un caro saluto.

Giovanni Beretta.
[#21] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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ROMA (RM)
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Gentile Utente,
ancora una volta e Le prometto l'ultima.
- Non siamo qui a fare una diagnosi.
- Non siamo qui a decidere a quali esami Lei debba essere o meno sottoposto, quando e dove e da chi.
- Non siamo qui ad insegnare ad un Collega Specialista come deve svolgere il Suo mestiere. Occorre rispetto per la professionalità di un Medico, fino a prova contraria.
- Non siamo qui a dirLe quello che il Ministero della Sanità ha deciso per il Suo caso. E ci mancherebbe altro. Se le cose vanno male ...Lei poi che fa ...denuncia il Ministero o il Medico?
- Non siamo qui a compromettere il necessario ed essenziale rapporto di fiducia che Lei deve avere, per il momento, con il Suo Medico.
Il fatto che io possa essere d'accordo in teoria con quanto sostenuto nelle loro risposte dai Colleghi BENAGLIA e CORVASCE non sposta di una virgola il problema.
Affettuosi saluti e spero possa scusare questo inutile dibattito deontologico e professionale.
Se lo desidera torniamo a parlare del Suo problema, non appena avrà nuovi dati.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#22] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Iscritto dal 2006
Caro lettore ,
come si voleva dimostrare!
Ancora un cordialissimo saluto e soprattuto auguri per la risoluzione del suo problema . Questa è la cosa più importante!

Giovanni Bereta.
[#23] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
finalmente torniamo a parlare del Suo problema. Dopo che Lei avrà seguito le indicazioni del Suo Specialista di fiducia e dopo che sarà in possesso dei nuovi dati clinici, sempre ammesso che Lei ne abbia ancora voglia, mi farà piacere commentarli con Lei. Commentare, e non altro.
A Lei una diagnosi condivisibile è già stata posta, ed anche una corretta indicazione teraputica. Discuterne è del tutto inutile, a meno che non si voglia ribadire il concetto che noi qui nel Forum saremmo "più aggiornati ed informati (ma chi lo dice?), che abbiamo più scienza e coscienza (ma chi lo dice?), che siamo bravi perchè seguiamo le linee guida nazionali ed internazionali (ma chi lo dice?) rispetto a quel "povero" Collega che sta facendo del suo meglio per curarLa correttamente...
Ovvio che tutto ciò è valido se permane un indispensabile rapporto di fiducia. Se questo venisse meno, tutto sarebbe da ridiscutere. Ma fino a prova contraria questo è Lei na doverlo decidere. non di certo il Ministero della Sanità.
Per il resto, credo che Lei si sia sufficientemente annoiato e se decidesse di cambiare Forum di riferimento non saprei darLe torto. In questo Forum, nonostante quello che ne possano pensare i nostri Padri, il rapporto è fra Medico e Utente. Le diatribe professionali e "non" vanno relegate alle sedi opportune, congressuali e conferenziali.
Oltre a farLe i miei affettuosi auguri, non saprei davvero cosa aggiungere ad un concetto che mi pare elementare.
Cordialissimi saluti
Prof. Giovanni MARTINO