Utente 676XXX
Salve, sono una ragazza di 27 anni, 15 giorni fà in seguito ad un incidente stradale sono caduta dal motorino ed essendomi rialzata dopo una facciata sull'asfalto sono stata portata al pronto soccorso.
In seguito ho cominciato ad avere dolori anche alle costole sx all'altezza del seno.
Mi sono state fatte 4 lastre toraciche, 3 craniche, ed 1 al naso.Ed una ecogrofia all'addome.
Sono una studentessa di biologia...e alla richiesta di tutte queste radiografie in pochi minuti mi sono davvero spaventata...ma vista la situazione ho accettato.

Per fortuna anche il naso che sembrava rotto non è fratturato..ma appunto a distanza di 15 giorni ho ancora dolore alle costole e mi è stato prescritto un ulteriore lastra toracica, in quanto a volte è possibile la valutazione della rottura dopo qualche giorno...
cosa che pensavo di non fare visto il numero grandissimo di radiazioni e sopratutto i luoghi dove sono state fatte ..cranio e torace...

Sò che non c è risposta alla dose e alla probabilità di conseguenze...
ma la domanda è questa dopo quanto tempo è possibile che si manifesti una patologia derivata da questa esposizione?

Premetto che in passato ho fatto rx al cranio a 6 anni per rottura della testa e qualche panoramica per il dentista, e una rmn al cranio un anno e mezzo fà...

So che dovrei essere felice di essere uscita illesa da un incidente..ma tutte queste radiazioni ...c è modo per smaltirle?

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[#1] dopo  
Dr. Claudio Pedicelli
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Gentile utente, dalla sua storia si deduce che Lei ha fatto quattro esami radiologici (3 + 1), più qualche ortopanoramica, in un arco di 22 anni(la RM e l'ecografia non erogano rdiazioni iopnizzanti): è decisamente sotto la media , visto che in questo paese, come in tutti i paesi industrializzati, si fa una media di 1,5 esami/anno/persona, compresi i neonati.
Grazie anche a questo la salute del paese è decisamente migliore di quei paesi che non possono consentirsi questa profusione tecnologica.
Le radiazioni ionizzanti non si smaltiscono: esse possono produrre un danno biochimico con incidenza casuale, costituito dalla rottura di una o più molecole; il bersaglio di gran lunga più colpito è l'acqua, la cui rottura non produce conseguenze; come sono senza conseguenze la rotture, molto più rare di moleccole proteiche, glucidiche o lipidiche. L'unico bersaglio nobile è l'acido nucleico, perché la sua rottura può avere conseguenze sulla fisiologia della cellula che lo contiene, ma , anche in questo caso, quella cellula può morire a causa del danno, che quindi resta privo di conseguenze.
Credo che il linguaggio sia alla portata di uno studente di biologia.
Insomma il rischio reale di un individuo di subire un danno grave con basse esposizioni ionizzanti è dello stesso ordine di grandezza di vincere Win for life.
La conclusione, meno ovvia di quanto possa sembrare, è che le radiografie necessarie possono e devono essere fatte, quelle inutili vanno evitate, perché win for life lei forse non lo vincerà mai, ma qualcuno che lo vince c'è.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 676XXX

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Salve la ringrazio per la risposta,
a volte si cercano verità o risposte..ma purtroppo è solo fatalità o il cosidetto fattore stocastico...
capisco..
mi permetta senza alcuna mancanza di rispetto di correggerla sui miei dati in quanto gli esami rx sono stati 9 (4 torace, 3 cranio, 1 cervicale, 1 naso)tutti nella stessa seduta...
ed i miei anni sono qualcuno in più 27 ma quello non conta...
detto questo ringrazio nuovamente... e spero solo di non dovermi sottorre ad ulteriori radiazioni ma magari provare a giocare al superenalotto.
Saluti
[#3] dopo  
Dr. Claudio Pedicelli
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Gentile utente, il numero degli esami non coincide con il numero delle radiografie; in radiologia tradizionale la media del rapporto radiografie /esami è di circa 2,5 e le statistiche nazionali si riferiscono al numero degli esami, non a quello dei radiogrammi.
Non ho volutamente usato, nella risposta, il termnine stocastico che , vedo, lei conosce perfettamente: ai bassi dosaggi di esposizione utilizzati in diagnostica per immagini, il danno è , appunto stocastico, quindi non valutabile sul singolo individuo, bensì alla popolazione.
I valori di esposizione suddetti aumentano dell'1% il rischio di tumore ( ma naturalmente nessuno può sapere a CHI verrà il tumore radioindotto!), che per il solo fatto di essere nati , è di circa il 33%; questo dato è più che ampiamente compensato dal letterale tracollo di mortalità, non solo per tumore, che si è avuto con lo sviluppo , tra l'atro, della diagnostica per immagini.
In sintesi, non bisogna avere paura delle radiografie quando servono,come nei traumi di una certa entità, ma bisogna asolutamente evitare radiografie comunque inutili.
Cordiali saluti