Utente 143XXX
Ho 43 anni.
Qualche mese fa, nel corso di mammografia ed ecografia mammaria di controllo, mi sono state riscontrate delle microcalcificazioni al QSE del seno sinistro che l'anno precedente non c'erano.
Devo precisare che nello stesso seno è presente da anni una cisti piuttosto voluminosa, tenuta sotto controllo e già analizzata (esame citologico negativo).

Riguardo alle microcalcificazioni, ho effettuato una risonanza magnetica con mezzo di contrasto, risultata negativa.

Ho quindi "provato" ad eseguire una biopsia con Mammotome per chiarire ogni dubbio.
Dico "ho provato", perchè non è stato possibile fare l'esame.

In un primo ospedale il chirurgo radiologo, dopo avermi sottoposto ad ulteriore mammografia ed ecografia, non ha ritenuto di effettuare il prelievo in quanto le microcalcificazioni paiono chiaramente posizionate lungo la superficie della cisti. Non essendo intraduttali, possono quindi dirsi benigne.

Non convinta, mi sono rivolta ad un altro ospedale per fare questo benedetto Mammotome.
Qui sono stata messa sul lettino Fischer e il seno è stato sottoposto alle radiografie previste, ma dopo 50 minuti di tentativi il chirurgo radiologo e i tecnici hanno gettato la spugna: le microcalcificazioni si spostavano continuamente, rendendo impossibile la loro "centratura".
Anche in questo caso il chirurgo ha espresso il parere che si trovino sulla superficie della cisti (che essendo liquida tende a muoversi, spiegando gli spostamenti delle microcalcificazioni).

Mi sono rivolta ad un terzo ospedale per una biopsia chirurgica, ma anche in questo caso niente da fare: il radiologo si è tirato indietro, non ritenendo possibile "agganciare" le microcalcificazioni.

L'unica prescrizione che ho avuto da tutti e tre gli specialisti che mi hanno vista è stata: mantenere la calma e fare un controllo dopo sei mesi.

Ma davvero non posso fare niente? Possibile che non si riesca a prelevare queste microcalcificazioni per analizzarle?

Questo incubo mi sta distruggendo.


[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Calma perchè credo che si stia preoccupando più del necessario.Il fatto che siano a recente insorgenza certamente meriterebbe un approfondimento definitivo, ma occorre tener presente che :
in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc)sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.

Le sue calcificazioni sono benigne e pertanto non necessiterebbero neanche di ulteriori approfondimenti diagnostici se non fossero di recente insorgenza, ma solo di un monitoraggio secondo quanto Le è stato consigliato a quanto Lei mi fa capire dalla descrizione del quadro strumentale.

Cordiali saluti



[#2] dopo  
143074

dal 2010
Grazie Dottor Catania delle sue spiegazioni, ma vorrei capire perchè non sia stato possibile effettuare il Mammotome.

Devo fidarmi dei medici che mi dicono che se le microcalcificazioni sono sulla superficie della cisti (e quindi non intraduttali) sono benigne?

Mi scusi se insisto ma anche se mi sforzo di mantenermi tranquilla non lo sono per niente.
[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Se le dicono che sono benigne non vedo perchè dubitarne.
Io non posso esprimermi perchè dovrei "vederle" per farlo.
A volte è possibile che l'esecuzione della procedura risulti difficoltosa nonostante la capacità tecnica dell'operatore.

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=43463

[#4] dopo  
143074

dal 2010
Gentile Dottor Catania, ho effettuato ieri mammografia ed ecografia di controllo.

Le microcalficicazioni si sono staccate dalla parete della cisti (evidentemente quando sono state riscontrate la prima volta erano posizionate sulla parete INTERNA) e ora vi "navigano" allegramente dentro, spostandosi di qua e di là a seconda di quale posizione assume la mammella.

Tutto questo è stato visto chiaramente (anche da me) con l'ecografia.
Il radiologo mi ha raccomandato di stare tranquilla, prescrivendomi il normale controllo annuale.

Al momento non mi è venuto in mente di chiederglielo, per cui ora lo chiedo cortesemente a Lei:
con un ago aspirato queste calcificazioni potrebbero venire asportate?

Grazie.
[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Mi dispiace ma descritto così il quadro non mi è chiaro e quindi non sono in grado di apportare ulteriore contributo.