Utente 147XXX
Gentili medici,
sono un ragazzo ventenne e scrivo in merito ad un presunto caso di ansia da prestazione.
La mia storia inizia 2 anni fà quando conobbi la prima ragazza con cui ho avuto un rapporto sessuale, e che è durata per un anno e poco più.

Il mio problema era il classico problema di erezione, se durante un bacio per strada o durante dei preliminari riuscivo ad avere un'erezione coi fiocchi, mi capitava di perdere l'erezione poco dopo aver indossato le opportune protezioni oppure dopo aver iniziato l'atto sessuale.

Il tempo ha risolto parzialmente il problema, e qui voglio sottolineare come difficilmente sono riuscito ad avere un atto sessuale con erezione completa, se potessi esprimere una percentuale buona parte delle volte il mio pene era "carico" solo per il 70-80% della sua durezza e questo mi ha sempre dato da pensare.

La partner non è stata delle migliori a livello psicologico, per vari motivi non è stata molto accomodante e dunque l'ansia non è mai sparita.

Ora da alcuni mesi sono insieme a una nuova compagna, e purtroppo mi sono portato indietro parte dell'ansia che si è riflettuta nel nostro primo rapporto con mancanza completa di erezione e abbandono di quella poca erezione durante l'atto.

Dopo qualche giorno ho deciso di raccontarle di questo mio problema e lei si è dimostrata, a differenza della ex, molto accomodante e appena avremo tempo e casa libera si impegnerà ad assistermi per liberare la mente e rimuovere l'ansia.

Escludendo il fattore psicologico e fisiologico (visto di erezioni complete ne ho, purtroppo non durante l'atto), quello che mi preoccupava era la durata e la durezza dell'erezione.
Leggendo su internet mi è parso che un'erezione a norma può durare anche 10 minuti, mentre io appena ottenevo un erezione spontanea dovevo "precipitarmi" a compiere l'atto saltando tutti i passaggi conscio che mi avrebbe abbandonato poco dopo. Riguardo la durezza, come evidenziato prima difficilmente riesco a raggiungere un pene duro al 100% (eccetto che in situazioni spontanee, come baciarsi in un parco,...).

Dunque su questi 2 problemi volevo chiedere un consulto, gli elementi possono far dedurre che si tratta di problemi legati, con buona probabilità, a un fattore psicologico o sono sintomi di problemi fisiologici?

Mi consigliate di provare prima a trovare una soluzione cercando l'affinità con la mia fidanzata oppure a rivolgermi ad uno specialista?

Purtroppo mi intendo poco di visite e ospedali, se dovessi venir visitato da un andrologo a quale struttura devo rivolgermi? (posso evitare di passare per il medico di base?)

Grazie per le risposte.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,l'aspetto psicologico é,a mio avviso,sempre presente nella disfunzione erettile,sia in forma primitiva che secondaria,specialmente quando i primi rapporti non sono favorevoli.L'aver trovato una ragazza intelligentemente motivata é un valore aggiunto che permetterà di ottimizzare il quadro clnico valutato da una
corretta diagnosi specialistica.Se vuole bypassare il medico di famiglia,aderisca alla Settimana di Prevenzione Andrologica che si terrà in tutta Italia nel marzo prossimo (www.andrologiaitaliana.it).Cordialità.