Utente 148XXX
Salve.
In seguito ad incidente ho subito la frattura in diagonale della falange prossimale del mignolo sx. Inoltre la frattura a scoppio dell’articolazione della stessa falange dalla parte verso la falange media. Premetto che non ci sono state lesioni tendinee o muscolari di alcun tipo, neanche durante l’intervento.
Mediante intervento la frattura e’ stata sistemata con due placchette con viti. Per l’articolazione sono stati ricomposti i frammenti e bloccata con un filo di kirschner l’articolazione per permettere ai frammenti di risaldarsi visto che non era possible bloccarli in altro modo. Dopo circa un mese e’ stato tolto il filo di k e una settimana dopo ho iniziato la mobilizzazione con fisioterapia per due sedute settimanali.
Gia’ dalle prime sedute, a parte il dolore (dovuto alla lunga immobilizzazione) e il gonfiore ancora persistente si poteva notare che il movimento dell’articolazione in oggetto aveva un range limitato non raggiungendo la piegatura interna di 90 gradi ma fermandosi a circa 120 (sia attivamente che passivamente, infatti sembra che le articolazioni delle due falangi a quell punto si tocchino e meccanicamente sia impedito qualsiasi ulteriore piegamento). A onor del vero questa eventualita’ mi era stata prospettata gia’ in sede di intervento a causa della brutta frattura avuta. Il problema che lamento e’ che non mi aspettavo e’ quello di non riuscire a piegare ne a distendere completamente le falangi non interessate dalla frattura. Mi spiego meglio: la falange distale, che nell’altra mano raggiunge una piega interna ben inferiore ai 90 gradi, qui arriva fino a 120 tranquillamente, ma non va oltre e gli esercizi e le forzature fisioterapiche non fanno altro che infiammare e far gonfiare tutta la parte superiore delle falangi media e distale con grande dolore, quasi come se il tendine estensore facesse resistenza al piegamento e contrastasse il tendine inferiore. Nel contempo anche gli esercizi per l’estensione non portano risultati in quanto la parte di dito oltre la frattura non si stende completamente e rimane un po’ arcuata e molto debolmente in tensione, mentre la falange fratturata ora va in iperestensione superando anche le altre dita di parecchio. L’ecografia effettuata una settimana fa non chiarisce la situazione del tendine estensore. Il tendine flessore appare invece perfetto. Mi chiedo se sia possible ed in che modo recuperare la funzionalita’ del tendine estensore, necessaria anche per compensare I limiti di funzionamento dell’articolazione fratturata. Nel frattempo ho interrotto la FKT perche’ il primo ciclo e’ terminato e sia io che la fisioterapista siamo perplessi sul da farsi in attesa della prossima visita di controllo fissata per marzo. Uscire tutti I giorni da queste sedute col mal di testa e con il dito che sembra un wurstel alla brace (per gonfiore, dolore e colore) non e’ granche’ incoraggiante specie se non si vedono miglioramenti
Grazie.

Saluti

Antonio

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Non so quanto tempo sia trascorso dall'intervento, nè quale sia il risultato radiografico. Una rigidità delle articolazioni immobilizzate è abbastanza normale, entro certi limiti di tempo e di gravità.
Per rispondere al Suo quesito è indispensabile valutare direttamente la mano, sia per cercare se vi sono ostacoli meccanici alla escursione articolare, ma anche per fare un bilancio dei tendini, per capire se vi possono essere aderenze e/o lesioni di particolari strutture che stabilizzano il tendine estensore. La Sua descrizione è molto accurata e dettagliata ma la visione diretta è tutt'altra cosa.
Le consiglio una visita specialistica presso un ortopedico che si occupi specificamente di Chirurgia della Mano. Non so dove Lei abiti di preciso ma nella zona di Torino può ad esempio rivolgersi alla UO di Chirurgia della Mano del CTO di Torino o a quella del M.Vittoria, oppure all'UO di Ortopedia di Moncalieri (guardi qui http://www.medicitalia.it/02it/specialita.asp?idspec=89 ). E' opportuno avere un esatto quadro della situazione per poter prendere i necessari provvedimenti, senza lasciar passare troppo tempo.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 148XXX

Iscritto dal 2010
Grazie dottor Donati per la risposta velocissima.
In effetti non e' passato molto dall'intervento (primi di dicembre) ma anche a me preoccupava un po' l'idea che il trascorrere di troppo tempo pregiudicasse la possibilita' di eseguire interventi correttivi. Grazie anche per il consiglio sui centri a cui rivolgersi.

La saluto cordialmente.

Antonio