Utente 147XXX
Mio marito da circa tre anni soffre di dolore alle gambe e debolezza e pedi e mani sopratutto alle estremità freddi un ghiaccio, dopo tanti ospedali girati non ha risolto mai il problema,fino a che giorno 15/09/2009 gli è gonfiata una caviglia e non poteva camminare,il medico curante Vedendo lça caviglia gli ha detto che era una fleblite e doveva fare un doppler venoso,fatto questo,il risultato era "ASSE VASCOLARE PERVIO ALLA COMPRESSIONE,NEL LETTO VENOSO RIDOTTA LA COMPRIMIBILITà.ASSE VASCOLARE ARTERIOSO PERVIO CON SPENIMENTO INTUNALE E RIDOTTO IL FLUSSO." E STATO RICOVERATO AL POLICLINICO DI MESSINA E TUTTI GLI ESAMI VANNO BENE ANCHE NEUROLOGICAMENTE MA LUI IL PROBLEMA CE LA ANCORA USCITO DALL OSPEDALE GLI DANNO DA PRENDERE I SEGUENTI FARMACI "NICETILE" FIALE E POI PROSEGUIRE CON LE COMPRESSE 2 AL GIORNO IN PIù " 3 VOLTE AL GIORNO NEURABEN COMPRESSE"FATTA QUESTA CURA FINO A 20 GIORNI FA E ANDATO UN PO MEGLIO POI E RICOMINCIATO A STARE PIANO PIANO DI NUOVO MALE, CHIAMATO IL DOTTORE OGGI DICE DI SOSPENDERE LA CURA E PRENDERE UN CALCIO ANTAGONISTA PERCHè PER LUI IO HO UN FENOMENO DI REYNAUD,ED IL MIO PROBLEMA E LEGATO A UN FATTO CIRCOLATORIO, IL MIO MEDICO CURANTE DICE CHE PER PTRENDERE QUESTO FARMACO VUOLE MISURARMI PRIMA LA PRESSIONE PERCHè SI PUO ABBASSARE, MA IO NON HO AVUTO MAI PROBLEMI DI PRESSIONE .VOLEVO DIRVIM CHE LUI HA ANCHE AL CUORE UN ANEURISMA DELL SETTO INTERIATRALE .MI SA DARE UNA SPIEGAZIONE SUL PROBLEMA?
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
il problema riferito appare alquanto complesso e non del tutto chiaro nella proposizione del quesito.
Mentre la diagnosi iniziale, confortata da un doppler (o ecocolordoppler ?), per altro poco esplicativo, deporrebbe per una flebite (o Trombosi Venosa Profonda), l'esito degli accertamenti praticati al Policlinico e la terapia prescritta indicherebbero un orientamento diagnostico per una neuropatia.
Successivamente infine il suo Medico ha posto una terza diagnosi: fenomeno di Raynaud.

CON I LIMITI DI UNA VALUTAZIONE A DISTANZA credo che il problema vada affrontato con un approccio unitario e il conforto di esami strumentali adeguati, magari sotto la guida di un Internista-Reumatologo.