Utente 115XXX
Gentile Dottore, da circa 1 anno faccio assumere a mio padre 80enne, cardiopatico e diabetico, mezzo bicchiere d'acqua (a gg. alterni) in cui ho disciolto un cucchiaino raso di argilla bianca. Da ciò egli ne ricava un discreto beneficio sul piano pisicofisico ed inoltre ciò gli è d'aiuto per quanto riguarda flatulenze intestinali di cui soffre. In passato usava la diosmectite (Diosemtical) ma poi abbiamo optato per la molto più economica argilla bianca che credo sia stretta parente della diosmectite.
In passato mio padre ha sofferto di calcolosi renale e il mio dubbio riguarda il fatto che l'argilla possa favorire la formazione di calcoli essendo ricca di minerali. In rete ho letto che invece è vero il contrario e ciòè che possa esere d'aiuto in casi del genere. Dove sta la verità?
Può essere meno rischioso bere l'acqua dopo ca. 10 minuti in modo che il grosso dell'argilla si depositi sul fondo? Grazie.

Ulysse
[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,
l'assunzione di argilla (ventilata al sole) non comporta stress a livello renale e non favorisce la formazione di calcoli.
Le consiglio comunque di preparare in anticipo la soluzione (30 minuti) e far bere solamente il "sopranatante" (l'argilla rimane sul fondo).
Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 115XXX

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Ci sono dei rischi, e quali, ad ingerire l'argilla per intero? La saluto cordialmente.
[#3] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Si tratta di sostanza inerte dal punto di vista digestivo-enzimatico, potrebbe procurare un anomalo senso di pesantezza; osservazioni sull'assunzione ripetuta a lungo nel tempo non ci sono e per questo suggerisco il corretto metodo di assunzione (l'argilla come tale non si beve).
Cordialmente.