Utente 301XXX
Salve, scrivo per avere un parere sul caso di mio padre. Ha 83 anni, in data 30.11.2006 è stato operato in un ospedale di Roma per occlusione intestinale in duplice neoplasia con carcinosi peritoneale e metastasi multiple. L’esame istologico ha evidenziato un adenocarcinoma moderatamente differenziato (G2, pt4(m), pN2, pM1; stadio IV). Il chirurgo che l’ha operato non ha ritenuto di dare alcuna cura chemioterapica. In data 24.04.2007 ha fatto una TAC con contrasto che ha dato il seguente risultato “ Presenza di multiple e diffuse lesioni secondarie a carico del parenchima polmonare bilateralmente con diametro compreso tra pochi millimetri e circa 2 cm. Falda di versamento pleurico bilateralmente più evidente a sinistra. Ernia iatale. Fegato sede di multiple lesioni secondarie con diametro massimo di circa 5 cm. a livello del IV segmento. Non dilatazione delle vie biliari. Vena porta pervia. Almeno due lesioni secondarie a livello della milza con diametro di circa 2 cm. nel polo superiore. Non aspetti patologici a carico dei reni e surreni. Non significativi linfonodi in sede intera orto cavale. Modesto versamento addominale. Non aspetti patologici in sede pelvica”. Interpellato un medico oncologo di un ospedale di Roma ha risposto che non può fare alcuna terapia in quanto è troppo tardi.
In base a quanto esposto porgo cortesemente alcune domande : 1) E’ possibile che mio suocero, pur essendo un po’ debole, ma ancora in grado di uscire da casa a fare delle brevi passeggiate, debba attendere solo la morte? 2) E’ possibile tentare una cura, anche lieve di chemioterapia o altro?
Vi ringrazio infinitamente.
Elena
[#1] dopo  
Prof. Claudio Verusio
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attualmente nelle neoplasie del colon esistono diverse possibilità terapeutiche, sia chemioterapiche che targeted therapies, trattamenti che possono andare da combinazione molto aggressive e gravate di importanti effetti collaterali a terapie molto meno aggressive e gravate da tossicità accettabili e spesso non meno efficaci. Grazie alle nuove terapie oggi nelle neoplasie del colon si è ottenuto un aumento di 4 volte della mediana di sopravvivenza. E' chiaro però che poi bisogna rapportare le possibilità teoriche di cura, che i questo momento sono ampie, alle condizioni cliniche del singolo paziente. E' sempre necessario per fare della buona medicina confrontarsi con il rapporto costo/beneficio cioè valutare il reale beneficio terapeutico ed a quale costo in termini di tossicità.
Una buona medicina non deve mai essere rinunciataria però deve sempre tenere presente il rischio di accanimento terapeutico.
Nel caso in esame posso affermare che in teoria ci sono molti farmaci utilizzabili e anche con buone speranze di efficacaia terapeutica, ma che vanno valutate rigorosammente e scrupolosamente le condizioni cliniche del paziente
[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania
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LECCO (LC)
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Concordo pienamente con il collega Verusio che la MEDICINA NON DEVE ESSERE, SALVO RARI CASI, RINUNCIATARIA.
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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ROMA (RM)
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Cara Elena,

a mio avviso (considerando attentamente le condizioni generali, le pregresse patologie e le condizioni ematochimiche) è possibile tentare delle terapie. Certamente la situazione è di grande diffusione della malattia e non è possibile ottenere una guarigione, tuttavia si può tentare di rallentare il decorso della neoplasia. Come giustamente sottolineavano i colleghi che mi hanno preceduto si potrebbe tentare con diversi farmaci (eventualmente anche con le cosiddette target therapy) valutando l'opportunità delle diverse opzioni. Una malattia tenuta a freno disturba meno l'organismo di una lasciata a se stessa.

Molto cordialmente,

Dr. Carlo Pastore