Utente 123XXX
Gentili Dottori vorrei porvi alcuni quesiti:mia zia a giorni si sottoporrà ai classici esami che precedono il TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLE VARICI DEGLI ARTI INFERIORI.Vi chiedo:solitamente per questi generi di intervento l'anestesia di elezione è l'anestesia epidurale;se non erro,non sarebbe meglio eseguire una anestesia locale mediante blocco del nervo femorale (tecnica questa meno invasiva della anestesia epidurale) che permette al paziente operato di varici delle gambe di deambulare già dopo un'ora dall'intervento?Vi faccio questi quesiti,poichè mia zia parlando con un amica,le ha riferito di aver eseguito il suddetto intervento addirittura con ANESTESIA GENERALE!!! francamente tale metodica mi sembra fuori dal mondo!!!Solitamente voi per questi interventi (ovviamente con il pz standard)su quale anestesia vi indirizzate?Saluntandovi vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buon giorno, l'intervento per il trattamento chirurgico delle varici degli arti inferiori non è sempre uguale, ci sono varici e varici, si và dalle flebectomie alla safenectomia, e l'impegno chirurgico e quindi la anestesia richiesta non è la stessa.
E poi c'è paziente e paziente, alcuni non vogliono perdere coscienza e quindi chiedono la peridurale e/o spinale, o la locale se si può, ma ci sono anche quelli che avendo paura vogliono assolutamente dormire anche per un intervento minore.
Sua zia farà quindi tutti gli esami, poi la visita con l'anestesista ed in quella sede chiarirà tutti i dettagli che la interessano riguardo il tipo di anestesia necessaria per il suo intervento.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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MONTEPULCIANO (SI)
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Gentile Utente, per l'intervento da lei citato, non necessariamente il blocco del femorale va considerato come meno invasivo rispetto ad altre tecniche quali quella subaracnooide (spinale). Dipende anche dal tipo e dal quantitativo di anestetico locale utilizzato nel blocco. Nel senso che se per invasività lei intende la durata del blocco e il fatto che dopo un ora la paziente può riprendere a deambulare tranquillamente, allora anche con una...."semplice" spinale questo può avvenire (ora più, ora meno) e comunque in serata essere dimessa. Le riporto ad esempio la mia esperienza.
Oppure un intevento di safenectomia (il più impegnativo) completamente condotto in A.L. nella fase di isolamento delle piccole vene collaterali che al momento dello sfilamento della safena può richiedere solo una modesta narcosi in maschera.
Comuque vista la variegata modalità di intervento chirurgico per la patologia descritta, come le ha già detto la Dott.sa Martin, e soprattutto in considerazione a volte anche delle più svariate richieste del paziente (che incidono per il sottoscitto meno delle reali esigenze anestesiologihe) questo intervento alla fine può essere fatto tranquillamente utilizzando varie strategie.
saluti