Utente 149XXX
Buongiorno, cercherò di essere il più breve possibile ma un minimo di “storia” devo pur raccontarla. In pratica, ho 47 anni, sono alto 1.78 cm, peso 79 kg, non fumo, non bevo, non prendo caffè - fatta eccezione per la rituale tazzina del mattino - e pratico nuoto e jogging, credo perciò di potermi a ragione definire come soggetto a basso rischio per patologie cardiache.
La cosa che vorrei sapere è legata ad un episodio – per meglio dire ad una serie di episodi seppure parecchio diluiti nel tempo – che malgrado gli accertamenti svolti, tutti con esito ampiamente negativo, continua a generare in me una certa angoscia.
Tutto inizia nel 2004, quando improvvisamente avverto un dolore di tipo puntorio al petto, precisamente nella regione sinistra di fianco allo sterno, di brevissima durata (forse pochi decimi di secondo) ma di intensità tale da spaventarmi. Vado immediatamente al p.s. dove a seguito di visita sono ricoverato per ulteriori accertamenti. Resto a tal fine per una settimana in ospedale dove sono letteralmente rigirato come il classico calzino, ma nulla emerge: tracciati, lastre, analisi del sangue, eco-cardio-color doppler, holter e test ergometrico depongono in mio favore; sono perciò dimesso con diagnosi di “precordialgia aspecifica”.
Bene, passa del tempo – circa otto mesi – ed un bel giorno ricompare il doloretto, di nuovo angoscia e preoccupazione, nuovo tracciato accompagnato da visita cardiologica che puntualmente non mostrano nessuna alterazione o problema.
Da allora, in modo alterno, ho ripetuto più volte l’ECG, sia normale che sotto sforzo, ho fatto ulteriori visite cardiologiche, continuo a fare sport – a tale proposito segnalo che non ho mai avuto il minimo problema d’affanno, recupero difficoltoso post sforzo o altri problemi – però, ogni tanto il dolore si ripresenta. Anzi, ultimamente ha avuto durata più lunga ed il cuore, in quel momento, ha raggiunto circa 180 bpm per poi ridiscendere a frequenza normale, che per me vale circa 48-52 bpm (sono bradicardico).
Dato che gli accertamenti danno esito puntualmente negativo, tutto parrebbe tranquillo almeno sul fronte cardiaco, ma allora? Cosa potrebbe essere? Quale altra situazione potrebbe scatenare questo odioso sintomo? Qualcuno mi ha detto che il nervo vago potrebbe essere coinvolto in questa antipatica situazione ma onestamente, non so cosa pensare, mentre il dolore genera davvero un’angoscia notevole.
Ringrazio in anticipo per gli eventuali consigli.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Genile utente,
se gli esami cui si è sottoposto sono ripetutamente negativi, soprtttuto eventuali test da sforzo, on line non si evince alcun presupposto per ipotizzare un eventuale interessamento cardiaco nella sua sintomatologia, che potrebbe altresì essere solo di mera natura osteomuscolare, magari esacerbato da una alterata componente emotiva.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 149XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Dottore, mi scuso per il ritardo nella risposta ma sono scarso frequentatore del pc. Nel ringraziarla della risposta, e traendo spunto dal quanto da lei affermato, volevo chiederle se ritiene possibile che il disturbo sia generato da qualche problema alla cervicale. Per molti anni sono stato un motociclista, e seppure sempre abbondantemente protetto, qualche inevitabile spiffero d'aria me lo sono comunque dovuto sorbire, per non parlare di pioggia ed altro, e proprio dalla sua risposta, oltre che da quanto suggerito da un amico medico, ho ipotizzato che la cosa potrebbe avere un senso. Nel caso, a quale specialista sarebbe più opportuno rivolgersi? Andrebbe bene un fisiatra?
Di nuovo grazie in anticipo per la disponibilità